Ansia da separazione nei bambini: come affrontarla e superarla

0
57

L’ansia da separazione è una fase normale nello sviluppo dei bambini. Ecco come possiamo affrontarla e superarla. 

ansia da separazione bambini
Adobe Stock

L’ansia da separazione nei bambini è un fenomeno del tutto normale che in genere si manifesta intorno all’ottavo, nono mese di vita del neonato, ovvero quando inizia a comprendere che non è un tutt’uno con la mamma.

È proprio in questo momento che il piccolo inizia anche a muoversi da solo, gattonando ad esempio, e riconosce ormai anche i visi. Per questo spesso entra in ansia quando non vede davanti a sé i volti che conosce.

Inoltre, in questa fase non ha ancora acquisito la consapevolezza che se la mamma non è fisicamente presente non è sparita ma tornerà. Una capacità che i bambini acquistano con il tempo dopo i due anni, quando iniziano ad avere il senso della memoria.

Come affrontare e superare l’ansia da separazione nei bambini

ansia da separazione bambini
Adobe Stock

Un fenomeno del tutto fisiologico e naturale nel processo di crescita di ogni bambino è quello dell’ansia da separazione.

La paura di essere abbandonato investe quindi ogni neonato e si intensifica intorno all’anno per poi attenuarsi a mano a mano dopo il secondo anno di età quando il bambino riesce a comprendere che la mamma pur non essendo a lui visibile non è scomparsa per sempre ma tornerà.

In genere i bambini manifestano questo tipo di disagio con il pianto. A secondo poi dell’indole del piccolo e del rapporto instaurato con i propri genitori il fenomeno può presentarsi più o meno marcato.

Quello che scaturisce nella testa del bambino è anche una sorta di paura di essere abbandonato. Quando ad esempio si presenta per la mamma il momento di tornare al lavoro è inevitabile che il bambino debba trascorrere alcune ore senza di lei.

Dovendosi abituare quindi a figure sostitutive come i nonni, la baby sitter o in alcuni l’asilo nido il piccolo vivrà questi momenti iniziali di passaggio a una nuova condizione in maniera abbastanza traumatica, tanto da innescare spesso sensi di colpa anche nei genitori.

A questo proposito gli adulti devono comprendere che si tratta di una condizione del tutto fisiologica e normale. Quello che possono fare è aiutare il bambino a superare questo momento difficile e di transizione.

A tal proposito già vi avevamo spiegato come affrontare l’inserimento al nido nel migliore dei modi. Se però quest’ansia da separazione si manifesta anche in altre situazioni, come ad esempio con dei traumatici risvegli notturni, o pianti sconsolati occorre che la mamma rassicuri il piccolo.

In questi casi la mamma non dovrà mostrarsi ansiosa e nemmeno arrabbiata ma dovrà aiutare il bambino rassicurandolo dolcemente. È proprio in questi momenti che dovrà mostrarsi ancora più vicina al bambino e spiegargli quello che sta accadendo.

Il genitore dovrà far capire al bambino che ce la farà anche senza di lui, in questo modo il piccolo rafforzerà la sua autonomia e la capacità di sapersi adattare alle novità.

Quello che si può fare è anche offrire al piccolo un oggetto di transizione, come il suo peluche preferito che gli potrà servire per avere un supporto nel difficile momento del distacco della mamma.

Inoltre può essere utile abituare il piccolo al gioco del cucù, sin da neonato. Questo servirà a fargli apprendere che anche se non vede una persona questo non significa che sia sparita del tutto.

Quando poi sappiamo che dovremo separarci dal nostro bambino facciamolo abituare gradatamente alla nuova condizione, iniziando a separaci da lui solo per brevi periodi per poi allungarli a mano a mano e lasciandolo magari con i nonni o con una persona che lui conosce bene.

Seguendo alcuni semplici accorgimenti il periodo dell’ansia da separazione passerà con la crescita del bambino. 

Solo nel caso in cui questa condizione dovesse continuare a prolungarsi nel tempo provocando forti stati di ansia e disagio del bambino allora è bene affidarsi ad uno specialista per avere un parare e un aiuto.