Covid-19, sviluppi sul vaccino, dall’Inghilterra: “Infetteranno persone sane”

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Londra è fra le metropoli più operative per trovare una cura contro il COVID-19, dall’Inghilterra trapela la possibilità di infettare persone sane per accelerare i tempi nella creazione del vaccino. L’indiscrezione del Financial Times.

Covid-19, infettare persone sane per avere vaccino: l'iniziativa inglese (Getty Images)
Covid-19, infettare persone sane per avere vaccino: l’iniziativa inglese (Getty Images)

London calling. La celebre metropoli sta per fare un passo importante in merito al possibile vaccino contro il COVID-19: se le sperimentazioni procedono un po’ ovunque, con Inghilterra e Italia in prima linea dal punto di vista medico e scientifico alla ricerca di una soluzione attendibile e affidabile per arginare – una volta per tutte – la pandemia, nella terra della Regina si sta per mettere la freccia.

Se non altro dal punto di vista dell’azzardo e dei rischi che ci sono in ballo, la nuova fase di sperimentazione sta per mettere in gioco etica e capacità dal punto di vista medico scientifico con qualche remora da parte dell’opinione pubblica. Il Financial Times, infatti, annuncia che l’ultimo test clinico – in ordine di tempo – prevede di infettare con il COVID-19 persone sane che si offriranno su base volontaria. Questo favorirebbe i tempi di produzione e l’efficacia di una cura: la decisione verrà comunicata ufficialmente agli inglesi (e non solo) la prossima settimana, sarebbero coinvolte già una decina di persone.

Covid-19, accelerata sul vaccino. Il Financial Times: “Si infetteranno persone sane”

Coronavirus, UK infetterà persone sane per vaccino (Getty Images)
Coronavirus, UK infetterà persone sane per vaccino (Getty Images)

Il dilemma etico, nel frattempo, comincia a serpeggiare non soltanto fra gli addetti ai lavori: favorire l’analisi e lo sviluppo di un rimedio attendibile mette tutti d’accordo, a parole. Ma a quale prezzo? Infettare un individuo potenzialmente sano con il Coronavirus comporta ancora qualche rischio dal momento che ci troviamo di fonte ad un batterio ancora in divenire, in grado di causare sintomi gravi, senza protocolli definiti.

Tale procedura, drastica ma efficace, è già stata utilizzata ai tempi del vaiolo, alla fine del Settecento, dal medico britannico Edward Jenner che infettò un bambino di otto anni al fine di di verificare l’efficacia del suo vaccino. Due secoli più tardi il prodotto finito ha potuto salvare milioni di vite umane, portando all’eradicazione della malattia. La situazione, in tal caso, è leggermente diversa dal momento che una sperimentazione simile – che pure si utilizza in altri contesti – richiederebbe tempi lunghi e una base crescente di volontari. Un panorama affatto consolante se consideriamo che i guariti dal Coronavirus portano con sé ancora numerosi acciacchi dal punto di vista organolettico e non solo piuttosto evidenti.

Covid-19, passo avanti sul possibile vaccino: a che prezzo?

Ci troviamo, dunque, di fronte a un bivio che passa – per così dire – da Londra: andare avanti con una soluzione perentoria che potrebbe però garantire una sensibile accelerata (con relativo ritorno alla vita normale) nelle cure previste oppure continuare con questi ritmi cercando di arginare – ondata dopo ondata – la propagazione dei contagi fin quando non esiste un rimedio attendibile? Gli inglesi (e non solo loro) continuano a chiederselo fra timore e ambizione di uscire quanto prima da questa fase di stallo. Prima la paura, poi la consapevolezza, adesso le incognite. La battaglia contro il COVID-19 non è ancora finita, anzi forse comincia ora. Quando le eccellenze mediche, messe alle strette, valutano di mettere in campo l’artiglieria pesante.

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