Perché le carote sono arancioni: storia, curiosità e scelta politica

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Perché le carote sono arancioni? C’è una spiegazione puramente scientifica dettata da cause naturali oppure c’è lo zampino dell’attività umana? Scopriamo qualcosa in più.

carote in succo from pixabay

La carota è una verdura dal colore molto acceso e di certo per nulla anonimo.

Il colore arancione è apprezzatissimo soprattutto quando si tratta di qualche sfumatura da adottare per i nostri capelli. E’ noto infatti la nostra abitudine di chiamare “pel di carota” coloro che presentano colori molto simili a quelli della verdura di cui parleremo oggi.

Su CheDonna.it molte volte abbiamo parlato della carota, di come conservarla, dei benefici dei carotenoidi, fornendo inoltre molte ricette gustose tra cui tre ricette velocissime con le carote. Oggi invece parleremo dell’origine del loro colore.

 

carote in cesto from pixabay

Prima di parlare dell’origine del colore dobbiamo fare un po’ di storia.

Grazie allo studio delle opere d’arte del 16simo secolo in Europa sappiamo che precedentemente i colori più diffusi di carote erano il viola ed il giallo.

I pittori olandesi e spagnoli, infatti, dipingevano spesso scene ambientate nei mercati utilizzando carote viola e gialle. Ai tempi dei romani, invece, si diffuse un altro tipo di carota. Infatti oltre a quella viola iniziò a comparire quella bianca e finalmente quella arancione. Addirittura in quel periodo sembra siano cresciute anche carote nere, rosse e verdi.

Detto ciò quanti sono quindi i tipi di carote? Attualmente esistono cinque categorie di carote: le carote arancioni, che contengono la vitamina A e fa bene alla salute; le carote violacee, ricche di sostanze antiossidanti presenti anche nel vino che fanno bene alla circolazione; la carote gialle ricche di vitamine che proteggono la macula degli occhi; infine la carota bianca e rossa che sono meno interessanti dal punto di vista del fabbisogno nutrizionale.

A riguardo delle carote tutti noi sappiamo quali sono le proprietà delle stesse, non molte persone conoscono la storia che ha portato la carota ad assumere il caratteristico colore arancio che prevale nella maggior parte delle specie utilizzate dall’agricoltura di mercato.

Piccola anticipazione: fu una scelta politica.

Infatti alla fine del secolo XVII era ormai finita la guerra di indipendenza contro il potere spagnolo e si cercavano modi per omaggiare in Olanda la dinastia degli Orange.

L’idea nacque dal nulla nelle campagne olandesi e fu un qualcosa di geniale. Alcuni coltivatori iniziarono a selezionare con cura i semi per dare il caratteristico colore arancione che vediamo ancora adesso.

Ci vollero generazioni e generazioni di carote ma non in molto tempo i contadini riuscirono ad ottenere un risultato strabiliante. Nacquero le carote arancioni per come le conosciamo oggi.

Questa fu una scelta quindi di natura politica degli agricoltori olandesi. Volevano rendere omaggio alla dinastia che li aveva liberati mostrando di essere fedeli a lui.

Da quel momento in poi la scelta fu apprezzata da tutta Europa, dato che il nuovo colore era molto più gradevole alla vista e si caratterizzava per un gusto meno salato e meno forte, bensì più dolce e delicato rispetto alla versione originaria.

Ad oggi infatti molteplici ricette sono possibili con le carote, sia dolci che salate. Dolci come ad esempio la torta di carote soffice o salate come le frittelle di carote.

carote from pixabay

L’arancione è delicato, noi lo amiamo anche per questo. Infondo il “pel di carota” potrebbe anche starci bene.