Ministro Speranza sul Covid: ci aspettano altri mesi difficili

0
74

Secondo il bollettino del ministero della Salute dall’inizio dell’emergenza covid ad oggi sono stati superati i 300 mila contagi. Per il ministro Speranza lo scenario futuro è difficile, ma non dobbiamo averne paura.

covid from pixabay

Dai primi due casi di coronavirus in Veneto successivi ai primi 14 in Lombardia sono passati tanti mesi e da allora la pandemia ha fatto in Italia molte vittime.

Da allora, più precisamente i contagi nel Paese sono stati finora 300.897. Come riporta il report aggiornato in tempo reale dal sito bloglive.it, in linea con i dati del bollettino del ministero della Salute emerge che il numero di contagi per il Covid nelle ultime 24 ore si è stabilizzato.

Nell’ultimo giorno infatti i nuovi casi sono stati 1.392 a fronte dei 1.350 del giorno precedente.

Una ulteriore felice notizia, seppur lieve, è il calo del numero dei decessi. Essi ammontano a 14 morti al giorno 22 Settembre rispetto ai 17 morti del giorno 21 Settembre.

Il totale delle vittime è 35.738. Sono stati 87.303 i tamponi effettuati il giorno 22 Settembre, circa 31.400 in più del giorno prima.

Dai dati emerge poi un ulteriore dato importante. La regione Lazio è l’unica ad aver superato i 200 nuovi casi con 238, seguita dalla Lombardia con 182 e dalla Campania con 156.

Il ministro Speranza sul covid: “non dobbiamo preoccuparci”

 

Il ministro Speranza appena due giorni fa aveva emanato una ordinanza in cui ha esteso l’obbligo del test molecolare o antigenico per coloro che provengono da Parigi ed altre aree della Francia.

A fronte dei dati sopracitati, invece, il ministro della Salute ha rilasciato alcune dichiarazioni in un suo intervento a Frontiere-Festival di Salute del Gruppo editoriale Gedi-Repubblica.

Nelle parole del ministro, recentemente sotto le luci mediatiche per aver cambiato la legge 194, c’è l’intenzione di gestire ogni singolo giorno con la massima attenzione. Il virus circola ancora e per lui abbiamo di fronte mesi difficili, che necessitano di massima resistenza.

Per il ministro Speranza chiudere le scuole è stata la scelta più difficile da intraprendere, ma bisogna proseguire sulla linea della prudenza.

In questo suo lungo intervento, il ministro Speranza ha poi precisato che a scuola a decidere su tamponi e misure deve essere l’autorità sanitaria.  Il ministro ha poi aggiunto che il ministero è al lavoro per aumentare la capacita di fare tamponi.

“Siamo cresciuti, siamo stati i primi ad usare test antigenici, usati negli aeroporti, e stiamo immaginando di farne utilizzo anche fuori da aeroporti ed istituti scolastici, può essere una risposta importante. Stiamo sperimentando anche test su base della saliva. Lo scopo delle attività di questi mesi di resistenza è rafforzare la nostra capacità di tracciare” ha precisato il ministro della Salute che poi ha aggiunto:”No al panico e non improvvisiamo ma fidiamoci di medici e personale sanitario“.

Il Segretario di articolo uno ha poi invitato la popolazione a vaccinarsi contro l’influenza specificando che quest’anno è ancora più importante e che alle regioni sono arrivati circa il il 70% in più di dosi rispetto allo scorso anno.

Il ministro della Salute dell’attuale Governo si è poi espresso sull’assistenza domiciliare, descrivendo la casa come il primo luogo di cura. L’Italia aveva l’assistenza domiciliare al 4% contro la media Ocse al 6%: con i soldi del decreto rilancio, da quanto dichiarato dal ministro stesso, siamo passati al 6,7%.

“Il mio obiettivo è rendere l’Italia il primo paese Ue per assistenza domiciliare per over65 e dobbiamo superare la media del 10%” ha dichiarato il ministro che ha poi aggiunto che bisognerà anche rafforzare la telemedicina e la sanità digitale.

“Per questo, ogni euro che si mette sul servizio sanitario nazionale è benedetto; quindi benvenuti Mes e Recovery” ha poi dichiarato.

Per quanto riguarda il vaccino, dopo aver dichiarato che su di esso si sta investendo molto, durante il suo recente intervento ha poi specificato che inizialmente ci saranno poche dosi di vaccino e la scelta per l’Italia è che i primi ad essere vaccinati saranno medici e operatori sanitari e poi i fragili e gli anziani.

Nelle parole del ministro si intravedono la speranza e la voglia di vincere contro il covid.  “La battaglia sarà molto dura in questi mesi di resistenza, ma vinceremo” ha dichiarato al termine del suo intervento.