Balene bloccate in Tasmania: lotta contro il tempo per salvarle

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La notizia di oggi, di centinaia di balene bloccate in Tasmania, sconvolge attraverso i media internazionali. Una dura lotta contro il tempo per cercare di salvarle. 

Le balene ogni anno sono oggetto di feroci massacri assieme a molti cetacei. Non è una notizia poco diffusa il massacro di balene in Giappone che avviene ogni anno, oppure i cetacei massacrati nelle isole Faroe.

A farne le spese, a causa delle azioni umane, sono sempre direttamente od indirettamente gli animali.

Molteplici sono i meccanismi che spingono al massacro di balene, che sia per le proprietà della carne o per l’utilizzo che se ne fa degli estratti.

Non solo, molti anni a causa dell’inquinamento e dell’azione umana sono sempre troppe le carcasse di balena che troviamo spiaggiate sulle rive dei mari di tutto il globo.

Come dimenticarci poi di quella mamma orca che ha trascinato il corpo del proprio cucciolo morto per settimane di cui non si è poi saputa la causa della morte.

Balene bloccate ed ore contate

coda di balena from pixabay

Centinaia di balene pilota sono arenate su un banco di sabbia in Tasmania, un’isola al largo della costa meridionale dell’Australia.
La missione di salvataggio è tutt’ora in corso, ma non è chiaro quanti delle balene potrebbero essere già morte. Questo è quanto dichiarato dalle autorità locali della fauna selvatica questo lunedì.

Nic Deka, direttore regionale della zona nord-ovest di “Tasmania’s Parks and Wildlife Service”, ha dichiarato all’emittente pubblica australiana ABC che 270 balenottere sono bloccate su tre siti diversi. Purtroppo ad oggi anche lui ha confermato che non si sa quante balene siano già morte.

Tre diverse zone sono quindi oggetto di operazioni di salvataggio con la speranza di svolgere le proprie azioni quanto più in fretta possibile.

A tal fine, oltre alle unità già messe a disposizione sono state disposte ulteriori aiuti da parte del Tasmanian Marine Conservation Program.

Molteplici poi sono stati i tentativi da parte dei civili di accorrere in soccorso delle balene accolti con favore da parte delle unità professioniste, le quali però hanno chiesto tramite le proprie pagine web alle persone giunte solo per guardare la scena di evitare di accalcarsi sulla riva se non per fornire aiuto.

“Capiamo che i membri del pubblico sono desiderosi di aiutare, ma chiediamo alla gente di stare lontano dalla zona a meno che non abbiano chiesto di partecipare”, si legge tramite i loro post.

In soccorso delle balene sono poi giunte le unità di polizia della Tasmania. Esse, infatti, in un lungo post sulla propria pagina Facebook hanno dichiarato che la polizia locale sta assistendo con la logistica in acqua ed in collegamento con gli allevamenti ittici e l’industria locale. Inoltre le stesse unità della polizia hanno chiesto ai civili di non avvicinarsi alla spiaggia in barca.

Poche ore per reintrodurre in acqua quante più balene possibili prima che esse purtroppo muoiano. Tutte le unità sono al lavoro per accelerare i tempi. Bisogna confidare però anche nel buonsenso dei civili che non possono restare a fare da spettatori per evitare di intralciare i lavori in corso.

balena che riemerge from pixabay

Ogni giorno, soprattutto grazie all’aiuto del wwf e delle sue iniziative, si cerca di studiare e scoprire le cause di questi continui incidenti che causano la morte di tanti animali.

Ogni volta, però, sembra che le azioni degli uomini possano aver danneggiato la vita degli animali sul nostro pianeta.