Sesta estinzione: la scoperta che ha scosso il mondo scientifico

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Perché si parla di sesta estinzione? Quali sono le altre? Ciò che è accaduto milioni e milioni di anni fa sta tornando alla luce, questa volta grazie ad una scoperta tutta italiana.

Fossile completo from pixabay

Sino ad oggi il mondo scientifico era fermo sulla conoscenza di ben 5 estinzioni di massa, tutte accadute milioni e milioni di anni fa.

Si parlava infatti nel dettaglio di una prima estinzione avvenuta circa 450 milioni di anni fa a seguito di una probabile glaciazione definita Ordoviciano-Siluriano.

Circa 357 milioni di anni fa poi l’estinzione di massa a tratti più controversa, la Devoniano superiore. Molti studi hanno mostrato quanto essa potesse essere durata fino a 50 milioni di anni. Per queste ragioni in questo caso risulta per molti non essere una vera e propria estinzione bensì un lunghissimo periodo caratterizzato da forti perdite di biodiversità.

La terza estinzione di massa è poi quella definita più catastrofica di tutte. Essa è avvenuta 250 milioni di anni fa ed è definita Permiano Tirassico. Ben 50 milioni di anni dopo si è avuta la Triassico Giurassico di seguito ad un impatto di corpi extraterrestri ed infine l’ultima estinzione conosciuta fino ad oggi era la Cretaceo Paleocene, avvenuta 65 milioni di anni fa.

In questo panorama così da approfondire e tutto da scoprire si inserisce la recentissima scoperta di una sesta estinzione.

Sesta estinzione: la scoperta tutta italiana

teschio di dinosauro from pixabay

Una sesta estinzione di massa mai scoperta prima scuote il mondo scientifico.

Tale evento si ipotizza essere avvenuto circa 233 milioni di anni fa. Non sarebbe quindi l’ultima estinzione che è invece avvenuta 65 milioni di anni fa.

Si tratta di una estinzione che finora era sconosciuta ed è stata chiamata Episodio pluviale carinco.

Sarebbe stata scatenata da una eruzione vulcanica. Tutto ciò è stato scoperto da un team all’insegna del tricolore italiano.

La ricerca è stata infatti coordinata da Jacopo Dal Corso, della China University of Geosciences, insieme al Museo delle Scienze di Trento (Muse),  il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), le Università di Ferrara e Padova e il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

Come le altre estinzioni fin ora conosciute ed anche quelle minori, dal carattere disastroso, anche la sesta appena individuata fu caratterizzata da eventi catastrofici e distruttivi che cambiarono per sempre il mondo.

L’eruzione vulcanica presunta iniettò nell’atmosfera enormi quantità di gas serra come l’anidride carbonica. Esse portarono a un riscaldamento globale associato a un forte aumento delle precipitazioni  e che durò circa un milione di anni.

L’improvviso cambiamento climatico, così come quello attuale ha portato ad esempio all’innalzamento delle temperature in Antartide, essendo di gran lunga più imponente, ha accelerato la perdita di biodiversità negli oceani e sulle terre emerse.

Secondo alcune ricerche del team di studiosi, subito dopo l’evento di estinzione comparvero nuovi gruppi che si diversificarono rapidamente.
Fra questi ad esempio vengono citati anche i dinosauri, contribuendo all’origine di nuovi ecosistemi.
Fatto curioso è che l’era contemporanea, caratterizzata da incendi in California  e dal presidente Trump che vuole autorizzare la deforestazione dell’Alaska, veniva comunemente definita “sesta estinzione di massa”.
Infatti, a livello globale, a causa della crisi climatica e delle azioni umane,  si sta verificando la scomparsa di tantissime specie animali e vegetali e la perdita di biodiversità.
l’estinzione di massa from pixabay

Assodato quindi che una sesta estinzione di massa si sia già verificata, per evitare che accada il peggio, forse dovremmo dare maggiore ascolto ai moniti di attivisti per l’ambiente come Greta Thunberg che chiede a gran voce interventi per l’ambiente o l’attrice Jane Fonda, da sempre attiva in questo ambito.