Secondo Lockdown in Inghilterra: contagi troppo alti, torna la paura

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La scelta di Borish Johnson è stata obbligata: il secondo lockdown è necessario perché in Inghilterra i contagi superano la soglia di guardia.

Boris Johnson
Boris Johnson (Instagram)

Molti cittadini del mondo sono riusciti ad affrontare la sfida del lockdown coltivando la speranza che rispettando le regole per alcune settimane non sarebbe stato necessario sottoporre il mondo intero a un secondo periodo di chiusura totale.

Purtroppo però lo spettro della seconda ondata di Coronavirus è sempre stato un timore più che concreto per i capi di Stato europei, che nelle scorse settimane si sono ritrovati a gestire un nuovo picco di contagi causati dai focolai delle località turistiche, come l’eclatante caso della Sardegna.

Come si ricorderà, per poter affermare di essere fuori dalla fase emergenziale era necessario che il tasso di contagio del Coronavirus scendesse al di sotto dell’1%.

Questa soglia considerata come l’ultima soglia di tolleranza, oltre la quale si torna a parlare di rischi per la popolazione, è stata superata in Inghilterra, dove è stato raggiunto di nuovo l’1.2%.

Le misure di restrizione della libertà dei cittadini applicate dal governo do Boris Johnson per ora si applicano a un’area specifica dell’Inghilterra, ma non si esclude che sia necessario applicarle anche al resto del Paese se non addirittura agli altri stati del Regno Unito.

Boris Johnson pronto al secondo lockdown: Inghilterra in pericolo

Secondo lockdown inghilterra
Boris Johnson (Instagram)

Al principio della crisi mondiale Boris Johnson aveva fatto letteralmente di tutto per minimizzare il problema ed evitare la chiusura del paese. 

Dopo essere stato trovato positivo al Coronavirus, aver trascorso in ospedale i primi giorni dopo la nascita di suo figlio e poi essere guarito, però, Johnson sembra aver cominciato a prendere sul serio le conseguenze della pandemia.

Oggi l’Inghilterra sarà il primo paese Europeo a dichiarare il secondo lockdown: il primo al mondo è stato Israele, e la notizia è di pochissimi giorni fa.

Attualmente le misure restrittive riguarderanno il Nord Est dell’Inghilterra, comprendendo anche le citità di Birmingham, Bolton e Leicester. 

In quell’area i contagi rilevati dalle autorità sanitarie sono molto superiori alla media nazionale: tra i 70 e i 103 casi di positivi ogni 100.000 abitanti. Un dato allarmante, che ha imposto immediatamente un rafforzamento delle nuove norme restrittive varate appena poche settimane fa.

L’ultimo provvedimento del governo di Johnson infatti riguardava la cosiddetta regola del 6, ovvero il divieto di formare assembramenti che comprendano un numero di persone superiore al 6. Questo provvedimento vale in tutta l’Inghilterra e in Scozia, mentre nel Galles, dove i dati sono meno preoccupanti, la regola del 6 vale soltanto al chiuso. 

La stessa regola in Irlanda del Nord è in vigore già dalla fine di Agosto: lì è possibile superare le sei persone nello stesso luogo soltanto in determinate occasioni, cioè durante l’orario scolastico e lavorativo, durante le cerimonie nuziali e funebri e durante gli allenamenti di squadre sportive.

In diverse aree del Nord Est, inoltre, è entrata recentissimamente in vigore un nuovo regolamento sugli orari di apertura di pub e altri locali pubblici, che vengono saggiamente considerati luoghi perfetti per lo sviluppo di nuovi potenziali focolai.

Purtroppo il governo ha anche deciso di invitare i cittadini alla denuncia di coloro che violano le regole o non le osservano con rigore sufficiente. Il sottosegretario che si occupa di coordinare il lavoro del Ministero degli Interni e del Ministero della Difesa ha esortato i cittadini a “controllare” i propri vicini e di rivolgersi immediatamente alle autorità in caso di infrazione: l’invito è stato promulgato attraverso la BBC, raggiungendo quindi un numero enorme di persone.

 

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Un post condiviso da Boris Johnson (@borisjohnsonuk) in data:

Chi dovesse essere colto in flagranza di reato, mentre viola la regola del 6, si troverà a dover pagare una multa di 100 sterline che raddoppierà a ogni effrazione successiva (cioè 200 per la seconda segnalazione, 400 per la terza e così via) fino a un pena pecuniaria massima di 3.500 sterline.