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Emoticon: storia e diffusione delle iconiche faccine digitali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30
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Il mondo del web è diviso fra chi le usa per qualsiasi cosa e chi invece non ha la minima intenzione di usarle. Ma qual è la storia delle emoticon?

emoticon and social from pixabay

Le emoticon non hanno sempre avuto la forma che conosciamo ora. Hanno subito un lungo processo di sviluppo.

Oggi ne possiamo trovare di tutti i tipi, bellissime sono ad esempio le emoticon della disney oppure le emoticon di facebook

Chi di noi ricorda quando non poco tempo fa non esistevano smartphone così sviluppati?

Anche allora noi usavamo le emoticon, esse però non erano delle così belle faccine a tutto tondo.

Ci bastava aggiungere al termine della frase due punti ed una parentesi tonda che a seconda di quale utilizzavamo indicava il nostro stato d’animo. “:(” e “:)” per intenderci. I più fantasiosi utilizzavano poi le virgolette per le lacrime o la “D” per un grande sorriso a pieni denti.

Per crearle si usava la fantasia, ma da dove hanno tratto origine? Chi le ha usate per la prima volta?

La emoticon mania dalle origini

varie emoji from pixabay

Le originarie faccine di cui abbiamo parlato prima, ottenute combinando segni di punteggiatura, debuttarono sulla rivista satirica statunitense Puck nel 1881, la bellezza di 140 anni fa.

Esse vennero considerate come parte dell’arte tipografica di quei tempi. Le faccine hanno poi subito uno sviluppo nel loro utilizzo.

Secondo alcuni, infatti, il primo in assoluto a usare l’emoticon nei messaggi fu un certo Kevin MacKenzie nel 1979.

L’uomo, in una comunicazione inviata in un bollettino elettronico, propose di introdurre alcuni elementi goliardici che mostrassero l’umore di chi scriveva.

Tutto ciò aveva uno scopo per lui ben preciso. Infatti, esse servivano per alleggerire il contenuto tecnico dei messaggi.

Fu infatti lui il primo ad utilizzare versioni maggiormente stilizzate delle originarie emoticon, inventandosi ad esempio faccine con la linguaccia o quelle con l’occhiolino. “:)-” e “;)” per intenderci.

Fino al 1982, però, non ci fu una vera diffusione degli emoticon. Fu in quell’anno, infatti, che Scott Fahlman, un ricercatore informatico della Carnegie Mellon University, una università statunitense, mise a punto per i suoi messaggi un codice espressivo per evitare che i suoi commenti umoristici venissero fraintesi.

Fahlman propose di utilizzare due semplici simboli: 🙂 per dire “sto scherzando” e 🙁 per sottolineare che l’affermazione era seria.

Da qui poi si svilupparono successivamente le prime emoji digitali venendo utilizzate sia per esprimere le nostre emozioni ma anche con fini molto più delicati come ad esempio le emoticon usate per segnalare abusi.

 

emoticon particolari from pixabay

Da allora le emoji sono entrate nelle nostre vite, chi non può farne a meno e chi invece le detesta. La realtà è che esse sono iconiche e sicuramente faranno parte del nostro modo di esprimerci online ancora a lungo.