“Coronavirus nato in laboratorio”: rivelazioni shock della scienziata cinese

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A fare dichiarazioni sconvolgenti sulle origini del Coronavirus è Li – Meng Yan, una virologa che ha lavorato in un laboratorio dove si faceva ricerca sul virus.

coronavirus laboratorio
(Fonte: Youtube)

Ha partecipato con un collegamento digitale alla trasmissione Loose Women e ha affermato quello che molti, negli USA come nel resto del mondo, sospettano da tempo. La virologa Li – Meng Yan non ha usato mezzi termini e ha affermato di poter rendere pubbliche le prove delle sue affermazioni.

Se le dichiarazioni della scienziata dovessero essere confermate si potrebbe innescare un vero e proprio terremoto diplomatico tra la Cina e gli Stati Uniti, che hanno dato asilo e protezione alla scienziata che è fuoriuscita da Hong Kong (protettorato cinese) per cercare rifugio negli States.

“Il governo cinese conosceva la pericolosità del Coronavirus: lo aveva creato in laboratorio”

covid-19 sovrastima dei casi
Coronavirus Covid-19 background – 3d rendering – Fonte: Adobe Stock

Non soltanto il governo di Pechino ma anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità conoscevano perfettamente la pericolosità del Sars-Cov-2 ben prima che la pandemia si diffondesse da Wuhan nel resto della Cina e da lì al resto del mondo.

Le accuse di Li – Meng Yan non sono recenti: la virologa aveva rilasciato già lo scorso Luglio delle dichiarazioni con cui accusava il governo cinese di aver tenuto nascoste informazioni fondamentali in merito al Coronavirus al fine di evitare rivolte popolari e perdere il controllo politico del Paese.

Secondo la virologa, tra le altre cose, i primi casi di contagio da uomo a uomo accertati e registrati in Cina risalgono al 31 Dicembre, mentre le notizie hanno cominciato a circolare a livello internazionale soltanto settimane dopo, limitando l’efficacia delle misure di prevenzione messe in atto dai vari governi.

Naturalmente alla virologa è stato chiesto se fosse in grado di portare prove a testimonianza di quello che aveva appena affermato, soprattutto considerando la gravità delle sue affermazioni.

La scienziata ha risposto di essere in possesso di prove certe e di essere in grado di mostrarle al pubblico senza problemi. Addirittura, la donna ha affermato che le prove sono talmente evidenti che tutti potranno comprenderle, anche coloro che non sono dotati di una cultura scientifica di alto livello.

“Se avessi parlato in Cina mi avrebbero imprigionato, o forse peggio. Sono venuta qui per raccontare la verità su come il Covid – 19 è riuscito a espandersi nel mondo” ha dichiarato la donna che ha deciso di mettersi sotto la protezione del governo degli Stati Uniti.

La scienziata sostiene di essere stata incaricata di effettuare ricerche segrete dopo che il nuovo virus era stato individuato: in quello stesso periodo il governo cinese continuava ad affermare che il contagio da uomo a uomo non fosse possibile, e che quindi le possibilità che il virus si diffondesse su larga scala erano molto limitate.

In alcune dichiarazioni precedenti la donna aveva affermato anche che la sua decisione di chiedere aiuto agli Stati Uniti non è stata approvata da suo marito, che ha deciso di rimanere in Cina e non partire con lei alla volta di Los Angeles: “Mio marito lavorava con me nel mio laboratorio. Quando gli ho chiesto di seguirmi non ne ha voluto sapere. Era spaventato dalle ritorsioni del governo: diceva che ci avrebbero ucciso per colpa mia”.

Negli scorsi mesi alte sfere del governo americano avevano affermato in più di un’occasione di essere certi che il Coronavirus fosse di origine artificiale e che provenisse proprio dai laboratori cinesi. A seguito di ciò Trump aveva chiesto che la Cina aprisse i laboratori di Wuhan perché si potessero condurre accertamenti sulle ricerche che venivano condotte all’interno di essi.

Fonte: Instagram @dr.lemme

In Italia a essere convinto della tesi è il Professor Lemme, che ha pubblicamente sostenuto che il Coronavirus sia stato creato in laboratorio e che sia “sfuggito di mano” alle autorità cinesi.