Mio figlio non cammina: quando rivolgersi allo psicomotricista

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Mio figlio non cammina. Quando rivolgersi allo psicomotricista? Scopriamo chi è lo psicomotricista, a che età del bambino si dovrebbe intervenire, come si svolge una seduta, i costi. 

Mio figlio non cammina, quando rivolgersi allo psicomotricista
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Mio figlio ancora non cammina, cammina male, stenta a lasciarsi, non gattona, cade spesso. Sono molte le problematiche legate all’apparato motorio a cui spesso i genitori si trovano a fare fronte e che spesso  vivono con molta ansia.

Dato per assunto che ogni bambino ha i suoi tempi e che da 0 a 3 anni il bambino è un mondo in continua evoluzione, ci sono delle tappe evolutive che secondo gli esperti un bambino dovrebbe conseguire e delle competenze che dovrebbero essere raggiunte entro un tempo prestabilito.

Un bambino, secondo molte teorie formulate da pediatri, fisiatri e ortopedici, dovrebbe raggiungere la capacità di deambulare entro massimo 18- 20 mesi, soglia oltre la quale, sarebbe meglio rivolgersi al medico pediatra, che valuterà di quale intervento o valutazione il bambino necessiti. Nella maggior parte dei casi, si parla di ritardo psicomotorio oppure di un ritardo motorio causato da problematiche di tipo fisico che influenzano la normale evoluzione motoria del bambino.

Ritardo psicomotorio: disturbo dello sviluppo motorio e cognitivo

ritardo dello sviluppo cognitivo e motorio
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Quando un bambino non cammina o presenta delle difficoltà motorie la prima valutazione spetta sempre al medico pediatra che solitamente segue il bambino dalla nascita. Il medico saprà valutare se il bambino presenta delle difficoltà nella deambulazione dovute a problemi fisici, come ad esempio delle patologie legate ai piedini, le anche o le gambe, oppure presenta un ritardo dello sviluppo motorio e cognitivo che necessita di una valutazione più approfondita a livello neuropsichiatrico.

Si parla infatti di ritardo dello sviluppo motorio e cognitivo che secondo gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si può presentare con diversi ‘campanelli d’allarme che si possono notare nel bambino:

” – Non gattona;
 – Trascina una parte del corpo quando gattona;
 – Non riesce a stare in piedi se sostenuto;
 – Non cerca oggetti che vengono nascosti alla sua vista mentre       guarda
 – Non dice nemmeno una parola;
 – Non impara il linguaggio gestuale (per esempio, dire “no” con       la testa oppure fare “ciao ciao” con la mano)
  – Non indica oggetti o immagini “

Sempre sul sito ufficiale dell’Ospedale Bambino Gesù, vengono indicate le varie tappe per risalire ad una diagnosi di ritardo dello sviluppo motorio e cognitivo e a quali siano le migliori cure:

COME SI FA LA DIAGNOSI
 La diagnosi di ritardo psicomotorio viene posta quando le abilità  del bambino non raggiungono quelle previste per l’età cronologica  ai test strutturati nelle diverse scale esaminate (motoria, personale e sociale, linguaggio, capacità di manipolazione). Il ritardo psicomotorio nei primi anni non corrisponde necessariamente ad una disabilità intelletiva negli anni successivi.

COME SI ESEGUE IL TEST
La valutazione viene effettuata attraverso una visita neuropsichiatrica, con l’osservazione diretta del bambino e con test standardizzati per la valutazione dello sviluppo psicomotorio secondo le seguenti scale: parte linguistica, motoria (sia nelle competenze motorie grossolane che di manipolazione), competenze socio-comunicative ed emotive e questionari per i genitori. A seconda del tipo di disturbi viene indicato eventualmente un approfondimento diagnostico con esami strumentali (risonanza magnetica dell’encefalo, elettroencefalogramma, valutazione dell’udito, visita genetica, prelievi del sangue).

COME SI CURA
Nei bambini con ritardo psicomotorio, il trattamento riabilitativo consigliato nei primi anni è la Neuropsicomotricità. Il trattamento riabilitativo prevede per ogni bambino un piano di intervento specifico per favorire lo sviluppo e i processi di riorganizzazione funzionale specifici per i singoli stadi di sviluppo, adattando gli interventi alle particolari caratteristiche del tipo di disturbo. Sempre più frequentemente vengono affiancati interventi indiretti, molto indicati soprattutto prima dei 36 mesi di vita del bambino.
Un modello di intervento indiretto è ad esempio il Parent Training in cui i genitori diventano protagonisti attivi dell’intervento riabilitativo del proprio bambino, grazie agli insegnamenti di strategie psico educative forniti dallo specialista

Ritardo motorio: chi è lo psicomotricista, quando rivolgersi a questa figura professionale


Una volta che la valutazione e una diagnosi di ritardo psicomotorio è stata redatta dal neuropsichiatra, ci si dovrà rivolgere ad uno psicomotricista per iniziare una valutazione e proseguire con la terapia. Ma chi è lo psicomotricista? La descrizione di questa figura professionale è molto ben presentata nel sito della Fipm (Federazione Italiana Psicomotricisti) :

“Lo Psicomotricista è l’operatore che svolge in via autonoma o in collaborazione con altre figure dell’ambito educativo e sociale interventi di educazione e prevenzione nel rispetto della globalità psicofisica dell’individuo, utilizzando metodologie a mediazione corporea.

In particolare:

1. favorisce lo sviluppo psicofisico della persona in età evolutiva e il mantenimento dell’equilibrio psicofisico della persona adulta e anziana;

2. aiuta a superare i momenti di crisi evolutiva nelle diverse età, operando per prevenire l’instaurarsi di situazioni patologiche;

3. opera per la mobilizzazione delle risorse psicofisiche della persona e del suo contesto”

Lo psicomotricista dunque si occupa della valutazione e della terapia nell’ambito di un ritardo motorio nel bambino e attraverso un piano di intervento che mira a ripristinare uno sviluppo motorio e cognitivo armonioso ed effettuare un’intervento di riabilitazione.

Come si svolge una seduta con lo psicomotricista, i costi

Durante la seduta, lo psicomotricista mira a stimolare il bambino alla luce di tutte le informazioni di cui è venuto a conoscenza attraverso la valutazione sul bambino e il colloquio conoscitivo con i genitori che risulta essere fondamentale per la riuscita della riabilitazione.

Conoscere lo stato emotivo del bambino, il modo in cui durante la vita quotidiana viene stimolato dai genitori e dall’ambiente che lo circonda è importantissimo per creare un piano di intervento efficace e risolutivo.

Il ruolo dei genitori inoltre è fondamentale nella riabilitazione delle competenze psico motorie del bambino poiché saranno coinvolti in prima persona nella gestione di esercizi, routine da seguire e altri interventi nella vita del bambino tra una seduta e l’altra.

I costi di una seduta con lo psicomotricista possono variare da un minimo di 70 euro ad un massimo di 130 euro. Ogni professionista potrà proporre dei pacchetti di alcuni incontri a prezzi agevolati. Esistono poi diversi centri convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale che rappresentano una possibilità economicamente più confortevole per molte famiglie.

I bambini dovrebbero camminare scalzi
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Seguire lo sviluppo evolutivo del proprio figlio è fondamentale per poter individuare alcune difficoltà e riuscire ad intervenire e  ‘recuperare’ in modo tempestivo come nel caso del ritardo del linguaggio. 

Fonti: ospedalebambinogesu.it, fimp.pro