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Lucio Battisti e il cinema: “Un’avventura” senza tempo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:12
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Ventidue anni fa ci lasciava Lucio Battisti, l’apporto che il celebre cantante ha saputo fornire alla musica italiana non si è mai scalfito. Le sue opere compongono ancora oggi gran parte del panorama artistico italiano. Anche il cinema non può fare a meno del suo estro.

Lucio Battisti, ventidue anni senza (Getty Images)
Lucio Battisti, ventidue anni senza (Getty Images)

Ventidue anni senza Lucio Battisti sono tanti, ma non abbastanza per dimenticare quello che ci ha lasciato: un patrimonio musicale inestimabile, capace di accarezzare e comprendere il mondo contemporaneo meglio di tanti altri colleghi illustri. Accompagnato dal genio cristallino di Mogol, Battisti ha dato vita ad ogni tipo di emozione mettendola in armonia dal 1962 al 1994. Quattro anni prima della sua dipartita che ha lasciato appassionati e cultori della musica con il fiato sospeso.

Coinvolgente sino all’ultima nota, il repertorio dell’artista spazia in ogni genere musicale prediligendo le melodiose ballate. Quasi come un cantore inglese, infatti poi è diventato – con merito e capacità – cantante apprezzato anche all’estero. Altrove, più che i concerti vanno i musical: dove il teatro e la musica si mescolano fino a formare un unicum imprescindibile in grado di restituire un vortice emozionale senza precedenti.

Lucio Battisti al cinema: “Un’avventura” per rivivere i suoi successi

Laura Chiatti e Michele Riondino (Getty Images)
Laura Chiatti e Michele Riondino (Getty Images)

A più di due decadi dalla sua sfortunata dipartita, il repertorio di Battisti vive ancora di un successo proprio in grado di attraversare indenne l’era della digitalizzazione: il cantore di Poggio Bustone è approdato su Spotify riscuotendo eguale – se non maggiore riscontro – anche fra le nuove generazioni.

Lucio Battisti si conferma essere, dunque, un talento senza tempo: capace di attraversare, con la sua voce, ere geologiche senza scalfire il proprio bagaglio di potenzialità. Proprio perché la vita, in fin dei conti, non è altro che un insieme di corsi e ricorsi storici, la quantità – e qualità – dei lavori di Battisti è stata racchiusa in raccolte specifiche che hanno contribuito anche, parzialmente, a qualche lavoro cinematografico.

 

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Per una Lira Io vendo tutti i sogni miei.. Per una lira Ci metto sopra pure Lei.

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Marco Danieli porta Lucio Battisti in sala: dal palco al cinema

L’azzardo – diciamo così – più riuscito nel recente passato è appannaggio di Marco Danieli che ha confezionato il film “Un’avventura”. Opera che strizza l’occhio al musical senza snaturarne i canoni attraverso le migliori canzoni di Battisti e Mogol. La storia, nello specifico, racconta di un amore – tanto intenso quanto tormentato – fra Matteo e Francesca. Due ragazzi uniti da una forte attrazione e coinvolgimento sentimentale che passeranno momenti differenti nel corso della loro storia interpretata magistralmente da Michele Riondino e Laura Chiatti (protagonisti del film), tutti scanditi da un capolavoro musicale: da “Il mio canto libero” a “La canzone del sole”, sino a “Balla Linda” e canzoni più ricercate come “La compagnia” e “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”.

Pezzi di vita riportati sul grande schermo con l’ausilio della miglior cornice possibile: ciascuna strofa riportata andrebbe fatta studiare nelle scuole, anche grazie ad opere cinematografiche come questa, perché Battisti – con la collaborazione di Mogol – al netto delle sue contraddizioni e complessità (umane prima ed artistiche poi) che hanno scandito, in qualche maniera, la sua persona, resta un mito dei nostri tempi. Da custodire come un bene prezioso nella scala dei valori che compone l’esistenza di ognuno di noi. “Il tempo di morire” ci è stato concesso, ma non quello di dimenticare fra un brano pronto a partire e l’ennesima lacrima strozzata in gola.

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