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Meditazione: attività che protegge il cuore e non solo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:33
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La meditazione è sicuramente un’attività che devi scoprire. Oltre a regalarti speciali stati di rilassamento, può aiutarti a proteggere il tuo cuore e non solo. Meditazione: tutto quello che c’è da sapere.

Meditazione: attività che protegge il cuore e non solo
Meditazione: attività che protegge il cuore e non solo (Unsplash photo)

La meditazione viene spesso associata ad un’attività dell’anima, una pratica che ci regala relax, una speciale e positiva estraniazione dai tutta l’oppressione della vita quotidiana.

Basterà a sistemare le gambe nella posizione più confortevole tenere la colonna vertebrale ben dritta, mettere le mani nella classica posizione meditativa con le quattro dita all’altezza dell’ombelico e i pollici congiunti tra loro quasi a formare un triangolo. Avrete così un contatto di gran lunga maggiore con tutto il calore che viene generato all’interno del vostro corpo.

Tenete gli occhi appena socchiusi e rilassatevi. Dopo poco, riuscirete a percepire la vostra mente come un qualcosa di estremamente leggero e sgombro.

Sembra così semplice avvicinarsi alla meditazione, ma questa è un’arte assai più complicata. Sembra semplice solo in apparenza quando in realtà la pratica della meditazione è nata già da millenni e ha attraversato la storia di molteplici religioni per arrivare fino ad oggi, al mondo del fitness.

Oggi si cerca nella meditazione uno scorcio per liberarsi dalla vita frenetica, dalle ossessioni, dalle paranoie, dalla pesantezza della giornata. Si medita per scrollarsi via di dosso lo stress, come se la meditazione fosse un farmaco vero e proprio.

In realtà in diverse altre epoche, questa pratica veniva identificata piuttosto come un essenziale purificazione spirituale.

Una tecnica contemplativa da non sottovalutare: lo yoga

benefici dello yoga
Photo Adobe Stock

Le forme più antiche riguardanti la meditazione risalgono addirittura all’induismo vedico, che si sviluppò tra l’India e il Pakistan prima ancora del II millennio a.C. Trova qui la sua esternazione e il proprio spazio la meditazione, come se fosse una risposta pratica e al contempo filosofica tra tutte le prime sfaccettature mistiche indiane.

Secondo i testi più antichi ritrovati, l’esistenza dell’uomo si rappresenta nella sua natura corporea come una figura di dolore costante. Questa praticamente è la prima legge sulla quale si basa l’esistenza secondo la meditazione, ed è proprio il compito dell’asceta di indicare la strada per riuscire ad accettare e ad affrancarsi da questo stato di dolore, attraverso appunto delle particolari tecniche che si basano sulla contemplazione, tra cui appunto lo yoga.

yoga
iStock Photo

Lo yoga sta ad indicare di fatto la soppressione degli stati di coscienza. Yoga vuol dire infatti fuoriuscire, liberarsi dal se più mondano, più comune, che rappresenta soltanto un soggetto passivo e si identifica in una coscienza schiava dei sensi e delle passioni, quindi l’obiettivo è quello della meditazione per risalire da tutto questo stato perenne.Lo yoga infatti non è altro che un percorso di ascesi che si realizza attraverso precisi esercizi e posture modulate. Il focus è quello di concentrarsi su un singolo oggetto che prende il nome di ekagrata.

L’ekagrata: la concentrazione su un unico oggetto

malasana posizione yoga
Ragazza che fa yoga, IStock

Attraverso questo oggetto si ottiene una reale volontà, quindi, avremo così, il potere di governare liberamente un’importante parte della nostra attività mentale. L‘ekagrata però non può realizzarsi soltanto mediante tecniche ed esercizi poiché non sarebbe possibile raggiungere questo stato se il corpo fosse posizionato in modo faticoso oppure complicato e neppure se la respirazione risultasse priva di ritmo.

Tutto deve rientrare nel giusto equilibrio, questa pratica comprende moltissime categorie: pratiche fisiologiche, esercizi spirituali che bisogna aver appreso necessariamente se si vuole raggiungere lekagrata. 

Attraverso posizioni che portano al rilassamento e al controllo del respiro, ma anche a delle determinate recitazioni particolari mantra, si arriva, sotto la guida di un guru, ad una condizione molto simile a quella di un vegetale. Ci si libera dalla condizione mondana, e si acquisisce piena consapevolezza del vero sé.

L’avvento della meditazione

circolazione linfatica
Meditazione, Getty Images

La meditazione viene associata comunemente alle dottrine orientali è un elemento comune alla maggior parte delle religioni ed è il fulcro delle culture monoteiste. Per cristiani e musulmani la meditazione è considerata una vera e propria forma di preghiera grazie alla quale tutti i fedeli riescono ad avvicinarsi a Dio concentrandosi profondamente sul loro stessi e sugli altri.

Essa però richiama anche a delle testimonianze concrete che esulano un pochino dalla spiritualità. Ce lo fanno pensare sicuramente le collane per la preghiera, i rosari per i cristiani, il japa mala per gli induisti, lo juzu per i buddisti e il mishbaha per i musulmani.

La meditazione si è diffusa nel mondo occidentale come tecnica di rilassamento. Pratiche come lo Yoga o i Mantra regalano benifici psicologici ma non solo, anche effetti positivi sulla salute. Secondo uno studio condotto dall’Università di Harvard, la meditazione sarebbe in grado di apportare nell’organismo cambiamenti a livello fisico e biochimico e che possa influire sul metabolismo, sul ritmo cardiaco, sulla pressione arteriosa e sulla respirazione.

Affrontare lo stress mediante la meditazione

la concentrazione su un unico oggetto
Meditazione (Unsplash photo)

È possibile affrontare al meglio lo stress attraverso dei programmi specifici di meditazione. Aiutano davvero a limitare la tensione emotiva, e sarebbero molto utili come prevenzione ma anche come supporto nel trattamento di alcune forme di patologie cardiovascolari. Nel momento in cui un soggetto soffre di scompenso cardiaco e quindi il cuore non riesce a spingere con la necessaria forza il sangue all’interno dell’arteria aorta e quindi all’intero corpo, queste tecniche possono risultare compensative.

A dirlo è uno studio che ha preso in esame 85 persone ipertese afroamericane pubblicato su Ethnicity & Disease. I soggetti sono stati divisi in due gruppi: in entrambi si sono proseguite le cure mediche prescritte, associate in un caso a meditazione trascendentale per ridurre lo stress e nell’altro ad una serie di indicazioni di stili di vita salutari.

Dopo sei mesi di trattamento, in chi praticava la meditazione trascendentale il cuore è rimasto con livelli simili di dilatazione, contro un aumento medio di circa il 10% nel resto della popolazione.

Fonte: (dilei.it)

Meditazione: attività che protegge il cuore e non solo

Meditazione: attività che protegge il cuore e non solo
Meditazione: attività che protegge il cuore e non solo (Unsplash photo)

Chi fa regolarmente pratica di meditazione potrebbe quindi riscontrare benefici in caso di diabete, migliorare all’innalzamento del colesterolo fino all’ipertensione.

L’articolo su eurekalert.org riporta uno studio molto interessante che riguarda proprio i benefici che la meditazione regalerebbe al cuoree non solo.

Il ricercatore capo Dr. Chayakrit Krittanawong – del Michael E. DeBakey VA Medical Center, Baylor College of Medicine e Icahn School of Medicine at Mount Sinai – ei suoi colleghi hanno studiato i dati del National Health Interview Survey, condotto annualmente dal Centro nazionale per le statistiche sanitarie. Raccoglie informazioni su un’ampia gamma di argomenti sanitari da un campione rappresentativo a livello nazionale.

Fonti: (eurekalert.org)

I ricercatori hanno esaminato i dati di oltre 61.000 partecipanti al sondaggio. Di questi, quasi 6.000 (quasi il 10%) hanno affermato di aver partecipato a qualche forma di meditazione.

Fonti: (eurekalert.org)

I ricercatori hanno scoperto che le persone che meditavano avevano tassi più bassi di colesterolo alto, ipertensione, diabete, ictus e malattia coronarica, rispetto a coloro che non meditavano.

La differenza maggiore era nella malattia coronarica. Coloro che meditavano avevano il 51% di probabilità in più rispetto a quelli che non avevano la malattia. La prevalenza di altri rischi cardiovascolari nel gruppo di meditazione rispetto al gruppo di non meditazione era del 65% per il colesterolo alto, del 70% per il diabete, del 76% per l’ictus e dell’86% per l’ipertensione.

Fonti: (eurekalert.org)

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Foto Adobe Stock

I ricercatori hanno controllato altri fattori legati al rischio cardiovascolare, come età, sesso, fumo di sigaretta e indice di massa corporea. Dopo aver aggiustato per questi fattori, l’effetto della meditazione era ancora significativo.

Fonti: (eurekalert.org); (dilei.it)