Periartrite alla scapola: come si manifesta e come curarla

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Periartrite alla scapola salute

Non sempre un dolore intensi alla scapola è periartrite. Ma in questo caso ci sono esami, anche strumentali, da fare

Periartrite alla scapola salute

Avete un dolore reumatico insistente ad una scapola e non  riuscite a muoverla bene o del tutto? Se non è un indolenzimento o uno strappo, allora soffrite di periartrite. Un disturbo che ha come forma più classica quella. In genere interessa entrambi i sessi e compare in un raggio di età tra i 40 e i 60 anni anche se in alcuni casi arriva prima.

La periartrite alla scapola ha diverse forme, in base alla gravità. Quella più tipica è la periartrite scapolo-omerale cronica semplice. Si manifesta in maniera graduale e solo in alcuni casi diventa acuta. Sono dolori acuti e improvvisi nella zona della spalla, provocati da determinati movimenti che solitamente sono abituali. Non è chiaramente quella la causa, ma solo la manifestazione anche se ci sembra strano. Di giorno ci può impedire gesti banali, come allacciarci un giubbotto, lavarci i denti, allungarci per prendere qualcosa su un ripiano. Ma può essere molto fastidioso anche nelle ore notturne impedendo il sonno.

Esiste poi la periartrite acuta, un dolore alla scapola che arriva all’improvviso con un dolore intenso. In pratica immobilizza in modo parziale o totale la spalla e rende quasi impossibili i piccoli gesti di ogni giorno. Può nascere da un trauma improvviso, come uno sforzo, ma anche un colpo di freddo. In casi estremi può rivelare un principio di ictus e tende a peggiorare durante le ore notturne. Se dopo una settimana di cure e antidolorifici, il dolore non è ancora passato, allora il medico potrà prescrivere iniezioni di corticosteroidi. Ma programmerà anche una serie di sedute che prevedono terapia riabilitativa.

Periartrite alla scapola, esami e interventi

Come può essere diagnosticata la periartrite alla scapola? Oltre all’esame visivo da parte di un ortopedico, esistono anche esami strumentali. Parliamo della risonanza magnetica, che permette di evidenziare i tessuti partendo da tendini, legamenti e cartilagine. Un esame poco invasivo, che non espone il paziente al rischio di radiazioni ionizzanti.

Inoltre è importante perché permette di evidenziare alterazioni come la calcificazione dei tendini o ancora infiammazioni con versamento di liquido nell’articolazione. Al contrario l’artroscopia è un intervento chirurgico in anestesia locale o totale. Funziona con l’introduzione di una  fibra ottica di diametro ridotto all’interno della spalla.

Servirà ad evidenziare su un monitor tutte le lesioni all’interno dell’articolazione che potranno essere operate anche direttamente durante l’intervento. In questo caso però sarà necessario anche un periodo di riabilitazione.