Coronavirus: ci si può ammalare due volte, è confermato – VIDEO

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coronavirus luoghi dove ci si ammala di più
Foto Adobe Stock

Il Coronavirus si può contrarre due volte: è la scioccante scoperta registrata a Hong Kong: quali saranno le conseguenze?

Almeno finora si era praticamente certi che, una volta contratto il Coronavirus non ci si ammalasse di nuovo, poiché si era convinti che, esattamente come per qualsiasi altra malattia infettiva, l’organismo sopravvissuto all’infezione riuscisse a sviluppare anticorpi in grado di debellare il virus anche durante gli eventuali attacchi successivi.

Purtroppo le notizie che arrivano da Hong Kong, e che coinvolgono un turista di ritorno dalla Spagna, hanno gettato un’ombra sulla futura gestione della pandemia, che potrebbe essere molto più difficile del previsto. Anche il vaccino, se pure dovesse essere scoperto, potrebbe non essere sufficientemente efficace, assicurando soltanto una breve finestra di protezione. 

La storia dell’uomo che si è ammalato due volte di Coronavirus

coronavirus goccioline
Foto da Pixabay

Aveva contratto il virus ed era guarito: questo ha dato al giovane viaggiatore di Hong Kong una dose di fiducia eccessiva sulle capacità del suo organismo nel resistere al Coronavirus.

Per la precisione l’Università di Hong Kong ha spiegato che il giovane che era partito da Hong Kong per recarsi in vacanza in Spagna si trovava in una condizione di perfetta salute al momento della partenza per le vacanze così come al ritorno.

L’uomo si è ammalato quattro mesi e mezzo fa per la prima volta e ha manifestato i sintomi del virus in forma lieve. Diversi mesi dopo essere guarito ha deciso di partire per la Spagna per un periodo di vacanza. Sottoposto ai controlli di routine al ritorno a Hong Kong ha scoperto di essere nuovamente positivo anche senza aver sviluppato sintomi.

Gli scienziati di Hong Kong hanno deciso di analizzare il virus che ha infettato il giovane solo quattro mesi e mezzo dopo la prima infezione. Hanno scoperto così che si tratta di un virus differente dal primo, derivato dalla mutazioni genetiche che il virus sviluppa nel momento in cui “si trasferisce” da un continente all’altro viaggiando attraverso i vari organismi ospite.

In passato erano già stati registrati casi di “nuova infezione” da Coronavirus, ma erano stati spiegati soltanto come una “lunga coda” della prima infezione, cioè come la manifestazione leggera di strascichi del Coronavirus che necessitavano di tempo per essere smaltiti efficacemente dall’organismo.

Il caso di Hong Kong è il primo caso documentato dell’infezione da Coronavirus contratta due volte dallo stesso soggetto. Questo costringe purtroppo a fare delle ipotesi poco incoraggianti in merito alla produzione e alla distribuzione di vaccini.

La produzione e la distribuzione di un vaccino efficace contro il Coronavirus potrebbe non essere la soluzione definitiva alla Pandemia: al contrario potrebbe offrire soltanto pochi mesi di protezione agli individui vaccinati. Questo implicherebbe che lo sforzo economico e organizzativo necessario a produrre il virus, distribuirlo e somministrarlo in tutto il mondo, potrebbe non essere ripagato con risultati davvero utili.

L’unico dato positivo, almeno stando all’unico caso accertato finora, è che nella seconda infezione il virus non genera sintomi nell’organismo. C’è quindi la possibilità che la risposta degli anticorpi non sia in grado di impedire il contagio all’origine ma sia almeno in grado di nullificare gli effetti nocivi più gravi.

Nel frattempo anche in Italia, come in Spagna, le mete turistiche più rinomate si sono trasformate in veri e propri focolai di infezione che hanno portato al contagio di diversi personaggi famosi, tra cui Sinisa Mihajlovich e Nilufar Addati. La Addati in particolare, così come Daniele Schiavon, sono stati trovati positivi dopo una vacanza in Sardegna.