Coronavirus, 10 cose che non faremo più a causa del Covid-19

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Come è cambiata la nostra vita dopo il Covid-19? La pandemia ci ha privato di alcune attività, molte delle quali sembra decisamente poco probabile che possano tornare a breve a far parte della nostra vita.

saluto con il gomito
Photo by CLEMENT MAHOUDEAU/AFP via Getty Images

Vi ricordate quando facevamo tutti insieme l’aperitivo al bancone? E quando con il nostro lui dividevamo il dessert alla fine di una cena romantica? E che dire poi degli affettuosi saluti con baci sulle guance?

Piccole abitudini che fino al mese di marzo davamo per scontate e che oggi, in un battito di ciglia, sembrano scomparse dalla nostra vita.

Il Covid-19 ha senza dubbio sconvolto la realtà in cui viviamo e, tra le altre cose, ci ha privato di alcune abitudini che potrebbero, a detta degli esperti, anche non ritornare più.

Quali sono? Lo scopriamo insieme.

10 cose che non faremo più per colpa del Covid

Covid noccioline
Foto da Pixabay

Secondo un articolo pubblicato sul Il Post ieri (18 agosto) alcuni tra i cambiamenti portati nella nostra vita dal Covid-19 non ci abbandoneranno più.

Piccoli gesti che prima compivamo in modo quasi inconsapevole sarebbero dunque usciti dalle nostre vite per non farvi più ritorno. Alcune sono piccole abitudini deliziose di cui forse sentiremo la mancanza altri però sono veri e propri vizi a cui finalmente riusciremo a dire addio.

Scopriamoli insieme nel dettaglio.

Il bacio sulla guancia come saluto – Anthony Fauci, uno dei maggiori esperti virologi negli Stati Uniti, ha definito la stretta di mano come “una cosa del passato”, figuriamoci il caro vecchio doppio bacio! Dovremo forse arrenderci al grottesco gomito-contro-gomito? E’ una delle possibilità.

I salatini al bancone del bar – Eh sì, sembrano tempi lontani quelli in cui prendendo un Negroni al bancone ci venivano offerte arachidi, patatine e olive e questi tempi sembrano destinati a divenire addirittura remoti. Molti bar si sono in queste settimane attrezzati per dare a ogni cliente un piattino con una porzione personale di salatini e questa potrebbe esser la definitiva soluzione.

Mettersi la penna in bocca – Eh s, lo facevamo tutti: soprappensiero, vittime del nervosismo o in cerca di concentrazione, mordicchiavamo il fondo della biro o il tappo. Certo non è mai stata una buona abitudine e forse sarà un bene sentirne un po’ la mancanza.

La calca in ascensore – Avevate presente quando arrivavate in ufficio, il ritardo era abissale e vi infilavate nell’ascensore a suon di spintoni? Ecco, dimenticatelo! Oltre a esser costretti a mantenere il distanziamento sociale anche in ascensore e a doversi disinfettare le mani ogni volta che si preme il tasto del piano, ricordiamo che di questi tempi chi può farebbe meglio a prediligere le scale. L’abitudine salutare di fare qualche piano a piedi potrebbe ora diventare particolarmente diffusa.

Mangiarsi le unghie – Che il Coronavirus sia divenuta la soluzione al problema dell’onicofagia? Tempo fa vi avevamo proposto 6 consigli efficaci per smettere di mordersi le unghie ma tra questi certo non c’era confidare in una pandemia. Eppure ora potremmo trovarci costrette a fare di necessità virtù: a tale scopo gli esperti consigliano di deviare la mano verso un’altra parte del corpo nona appena percepiamo di averla indirizzata alla bocca oppure sostituire il gesto di mangiarsi le unghie con altri gesti “compensativi”, come quello di «premere delicatamente un dito contro l’unghia del pollice o stringere il pugno», come specificato dalla dermatologa Naversen Geraghty

Rimedi per non mangiare le unghie
Mangiare le unghie Foto:Adobe Stock

Leccarsi le dita per sfogliare riviste, denaro o altro – Il gesto più odioso di sempre sta forse per scomparire. E’ un qualcosa proprio delle generazioni oggi più mature ma anche la cara nonnina dovrà fare a meno di leccarsi le dita per sfogliare la rivista dal parrucchiere. Il gesto è infatti più che pericoloso, soprattutto quando lo si fa approcciandosi a qualcosa che molti altri potrebbero aver toccato prima. Un’altra cattiva abitudine potrebbe esser giunta al capolinea.

Il caro vecchio buffet – Feste di compleanno, aperitivi no limits e affini dovranno dire addio alle grandi tavolate self-service. Ila aspetto di distanziamento sociale e norme igieniche sembra infatti esser pressoché impossibile in simili contesti e così potrebbe esser meglio rinunciare una volta per tutte.

Lo dividiamo? – La frase più dolce che ci si possa sentir rivolgere al ristorante. Una pizza in due, un dessert in due, il modo miglior per mangiare e mettere da parte i sensi di colpa ma, ahimè, sembra destinato a scomparire. dividere un piatto al ristorante con qualcuno che non sia un vostro convivente non sembrerà più così allettante poiché equiparato a un qualcosa di troppo promiscuo e, dunque, potenziale fonte di contagio. Peggio ancora se si parla di condividere un cocktail: arrendiamoci a porzioni a uso esclusivamente personale.

Chiamare i nonni se il bimbo ha la febbre – Quella che prima era un’impareggiabile risorsa diviene ora il vero e proprio errore madornale. Ora infatti quando i bambini sono malati, il primo pensiero dei genitori è proprio quello di tenerli più lontani possibili dai componenti della famiglia più a rischio e cos sarà ancora per molto, molto tempo, forse per sempre.

Mi porta il menù – Inquadrare un QR code con lo smartphone pare esser il nuovo metodo per ordinare in bar e ristoranti e lo sarà anche in futuro. Si tratta infatti di una delle misure di sicurezza messe in atto per la riapertura dei luoghi di ristorazione poiché i menù che passano di mano in mano sono, al momento, decisamente rischiosi. Calcolando però che i menù digitali sembrano essere decisamente più economici e molto più facili da modificare all’occorrenza, pare difficile pensare che il mondo della ristorazione torni sui propri passi.

qr code menù
Foto Adobe Stock

Piacevoli abitudini a cui dovremo dunque dire addio ma anche cattive abitudini di cui non riuscivamo a liberarci e che ora finalmente vedremo (si spera) scomparire: come ogni medaglia anche quella de Covid-19 ha due facce e noi scegliamo di concentrarci sulla positiva, almeno per ora.

Fonte: ilpost.it