Instagram vuole la carta di identità: lotta agli account fake

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Instagram lancia un nuovo attacco agli account fake: i controlli a tappeto richiederanno a milioni di utenti di mostrare la propria carta d’identità.

Instagram carta d'identità
(Fonte: Pixabay)

Instagram è attualmente uno dei più frequentati social network del mondo. Forte di oltre un miliardo di utenti attivi, questo social network possiede un potere enorme a livello mondiale e, per questo, deve farsi carico di enormi responsabilità in fatto di sicurezza e autenticazione.

Il problema maggiore di Instagram è attualmente quello degli account falsi e dei bot che generano milioni e milioni di visualizzazioni false, falsi commenti e false interazioni con i profili reali.

Questi account fasulli vengono prodotti in massa da “factory” che vendono like e follower a coloro che sono interessati ad acquistare like di scarsissima qualità pur di veder lievitare i propri numeri e la propria credibilità sui social.

Ecco come Instagram ha deciso di gestire questo gravissimo problema di sicurezza della sua rete.

Controlli a tappeto e carte d’identità: ecco come Instagram ci proteggerà dai fake

sicurezza instagram
(Fonte: Pixabay)

Attualmente per aprire un account Instagram non sono necessari documenti di identità.

Un account Instagram risulta quindi “dissociato” da qualsiasi identità concreta, al massimo può essere collegato a un profilo facebook per velocizzare la condivisione di contenuti, ma non si tratta di un passaggio obbligatorio.

Per questo motivo, se un account Instagram non è collegato a nessun altro account social, non è possibile risalire a informazioni fondamentali in merito al suo titolare.

Ne consegue che risulta estremamente semplice creare account fake su Instagram.

Proprio per questo motivo su Instagram, e non su Facebook, si concentra il maggior numero di account fake e di bot che rispondono a commenti e regalano follow per fini non proprio leciti o comunque non corretti.

Per fare un esempio, un influencer viene pagato dai propri sponsor in base al numero di follower che possiede e che, quindi, potrebbero visualizzare i contenuti sponsorizzati. Un influencer con pochi follower, quindi all’inizio della propria carriera, potrebbe trovare molto utile “acquistare” finti follower e finti like alle proprie foto proprio per attirare più sponsor e chiedere compensi maggiori.

Per fare un esempio di quanto possa essere remunerativo il lavoro di un influencer non si può non citare gli sbalorditivi compensi di Chiara Ferragni, che guadagna migliaia di euro a post.

Durante le scorse elezioni americane per la presidenza è stato palese quanto i social potessero esprimere un potenziale enorme nella guerra all’ultimo voto che si scatena puntualmente tra i due candidati.

Il comitato elettorale di un candidato potrebbe decidere di avvalersi di bot ed account fake per “pompare” il numero di follower e di like del candidato in questione. Naturalmente questo non porterà un vero e proprio aumento di voti, dato che di certo gli account fake di Instagram non si recheranno a votare, ma i veri elettori americani avranno la percezione (falsa) che le idee del candidato in questione abbiano una grande presa sull’elettorato e che quindi siano condivise e condivisibili. In casi estremi potrebbero addirittura convincersi a votare per quel candidato in base alla sua popolarità social.

Non è quindi un caso se, proprio a pochi mesi dalla fine del mandato di Donald Trump Instagram abbia deciso di dare una stretta ulteriore alla propria sicurezza.

Per farlo ha deciso di concentrarsi su account sospetti, che presentino una o più delle seguenti caratteristiche:

  • pochissimi contenuti pubblicati
  • moltissimi follow su pagine geolocalizzate in un paese differente dal proprio
  • interazioni con profili di un tipo specifico
  • interazioni sospette con altri account (commenti sempre uguali, reactions sempre uguali

A questi account, la cui attività risulta sospetta o comunque meritevole di attenzione dal punto di vista dei responsabili della sicurezza di Instagram, verrà chiesto di dimostrare l’identità del possessore dell’account in questione.

Per farlo, Instagram chiederà l’invio di una foto di un documento di identità valido e leggibile. Se il documento non verrà presentato entro un certo lasso di tempo perché Instagram possa proseguire con i suoi accertamenti, l’account sarà bollato come fasullo e semplicemente verrà chiuso.

 

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Queste misure di sicurezza, quindi, non saranno applicate a tutti i milioni e milioni di account Instagram attivi nel mondo, ma soltanto a quegli account la cui attività risulta sospetta. Di certo sarà un grande passo in avanti che proprio Chiara Ferragni gradirà: fu lei a sostenere che l’unico modo per sconfiggere gli haters anonimi sarebbe chiedere un documento di riconoscimento all’apertura di ogni account.