Sindrome di Calimero: cos’è e come uscirne

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La sindrome di Calimero riguarda il sentirsi sempre al centro di ingiustizie e negatività. Da cosa dipende e come uscirne.

sindrome di calimero
donna pensierosa sul divano – Fonte: Adobe Stock

A tutti, prima o poi, capita di sentirsi sfortunati e di avere la sensazione che forze più grandi remino in modo avverso. In genere, però, si tratta di un momento passeggero o di una piccola fase che si risolve da sola in poco tempo. Quando questo modo di percepire le cose diventa costante, invece, la situazione cambia e si potrebbe essere di fronte a quella che, in gergo, viene chiamata sindrome di Calimero.

Chi ricorda il pulcino nero che si lamentava di continuo urlando all’ingiustizia, avrà già capito di cosa stiamo parlando. Per tutti gli altri, basti pensare a qualcuno che non fa altro che ripetere di essere sfortunato, di non poter arrivare mai dove vorrebbe e di non avere le fortune che puntualmente toccano gli altri. Ci siamo capiti? Ecco, chi tende a pensare a parlare di se a questo modo, molto probabilmente, ha questo problema. Un problema personale ma anche sociale in quanto può rovinare svariate relazioni.

Per evitare che ciò avvenga, oggi cercheremo quindi di comprenderne le cause della sindrome di Calimero, risalendo alle origini e trovando le possibili soluzioni.

Sindrome di Calimero: perché si presenta e quali sono i sintomi

Donna in camera al buio – Fonte Istock photo

Abbiamo già visto che la sindrome di Calimero è una forma di vittimismo per cui chi ne soffre tende a pensare che tutto giri contro di se. Si tratta di un problema che può rendere la vita più spiacevole di quanto non sia e tutto perché la visione che se ne ha è decisamente distorta.

In genere si presenta in persone con una scarsa autostima e che in passato si sono sentite trascurate o sono state vittime di maltrattamenti (sopratutto emotivi) da parte di familiari ed amici. Situazioni che tornano a rivivere ogni qual volta accade qualcosa di brutto e ci si interfaccia con la propria carenza di autostima. Momento in cui, invece di prendersela con chi causa del male ci si accanisce con il destino, con la sfortuna e con la vita che è, appunto, ingiusta.
I sintomi che aiutano a capire se si soffre della sindrome di Calimero sono diversi e possono riassumersi in:

  • Paragonarsi costantemente agli altri, pensando di uscire sempre perdenti dal confronto
  • Convinzione che qualsiasi cosa si faccia tutto andrà male perché, di base, si è sfortunati
  • Lamentele continue circa l’essere particolarmente sfortunati
  • Convinzione di essere un caso a parte che gli altri non possono comprendere
  • Tendenza ad accusare sempre gli altri, il fato o le avversità per tutto ciò che non va come si vorrebbe

Per fortuna, sebbene sulle prime sembri decisamente impossibile, uscire da queste modalità di pensiero si può. E, una volta riusciti nell’intento la vita apparirà più radiosa e ricca di tutte quelle possibilità che si è dimenticato di vedere.

Sindrome di Calimero: come uscirne

Donna triste
Donna triste – Fonte: iStock photo

Soffrire della sindrome di Calimero non è mai piacevole. Le ripercussioni sono infatti tante. Dal sentirsi sempre soli e sfortunati, al perdere gli amici, fino alla rinuncia nel porsi obiettivi importanti e tutto per l’errata convinzione di essere vittime di chissà quale strano incantesimo.

La verità è che scavando bene a fondo dentro di se e risalendo al perché di questo modo errato di pensare (senza fossilizzarsi troppo sul dare le colpe a genitori, insegnanti, etc…), è possibile cambiare un passo alla volta. E tutto fino a riscoprirsi finalmente propositivi. Scopriamo quindi alcune delle strategie che è possibile mettere in atto per sconfiggere una volta per tutte la sindrome di Calimero.

Imparare il dono della resilienza. È vero, essere resilienti non è da tutti. Ma ci si può allenare al fine di migliorarsi sempre di più. Il trucco sta nel guardare alle esperienze negative al fine di coglierne gli insegnamenti che sono riuscite a dare. In questo modo si potrà imparare a vedere ostacoli e problemi come una sfida a far sempre meglio e non come un qualche segno che indica che è meglio fermarsi per piangersi addosso.

Dirsi le cose giuste. La psicolinguistica insegna che le parole hanno un peso. Dirsi ogni giorno frasi sbagliate modifica la percezione che abbiamo della vita e di noi stessi. Iniziare ad usare espressioni positive (anche se al momento non ci si crede), può fare molto e persino in pochissimo tempo.

Prendersi cura di se. L’amore verso se stessi passa anche dalle piccole cose. Fare sport, mangiare bene e meditare sono strumenti utili per riappropriarsi della consapevolezza di se ed imparare a pensare in modo positivo.

Assumersi le proprie responsabilità. Darsi addosso a volte può essere in qualche modo consolatorio perché ci si rassegna a ciò che si crede inevitabile e ci si consola piangendo su se stessi. Tutto ciò, però, porta solo a star peggio e, cosa ancor più grave, non aiuta a progredire nella vita. Imparare ad assumersi le proprie responsabilità, all’inizio sarà difficile ma con il tempo aiuterà a responsabilizzarsi e darà una sensazione piacevole. Perché sapere di essere gli artefici della propria vita, anche sbagliando, è sicuramente meglio che essere delle vittime impotenti.

Andare in terapia. A questo fai da te è molto utile associare anche l’aiuto di uno psicoterapeuta, specie se il problema all’origine risulta di difficile identificazione o il livello di negatività e di vittimismo sono troppo forti per combatterli. Con delle sedute di terapia, infatti, risalire al perché del proprio vittimismo è indubbiamente più facile. Inoltre con l’aiuto dello psicoterapeuta, sarà possibile conoscersi meglio ed imparare a reagire in modo costruttivo per la propria vita. Trovare i giusti mezzi e metterli in atto con qualcuno che sappia personalizzarli, aiuterà infatti a raggiungere l’obiettivo molto più in fretta dando così modo di prendere in mano la propria vita.

Poter uscire dalla sindrome di Calimero è un modo come un altro per riappropriarsi della propria vita, imparando a gestirla in modo costruttivo e riacquistando, pian piano, la giusta fiducia in se stessi e nel mondo. Tutti elementi indispensabili per poter vivere bene.