La storia di Israa, la sposa travolta dall’esplosione di Beirut

Si chiama Israa Seblani ed è un medico endocrinologo: rimandava il matrimonio da tre anni, il destino le ha giocato uno scherzo terribile.

sposa beirut
Israa Seblani (Fonte: Instagram)

Ha ventinove anni e ha scelto di lasciare il Libano per completare la sua specializzazione medica negli Stati Uniti e precisamente a Detroit.

Aveva deciso di tornare in Libano per celebrare le nozze, dal momento che il marito non aveva ancora ottenuto i visti necessari a unirsi a lei negli Stati Uniti.

Purtroppo Israa e Ahmad hanno scelto per lo shooting fotografico una zona del quartiere del porto di Beirut a meno di due chilometri dal punto in cui è partita l’esplosione.

La grazia, la bellezza e il sorriso di Israa sono diventati uno dei simboli della tragedia di Beirut, ma fortunatamente la sua storia ha avuto un lieto fine.

Israa dal velo bianco: la storia della sposa di Beirut

(Fonte: Instagram, @naeemyasmin)

Il video girato dai fotografi che stavano riprendendo quello che doveva essere il giorno più bello della sua vita ha fatto il giro del mondo: un attimo prima Israa sta posando con il suo abito tradizionale, bella e orgogliosa come tutte le spose. Un attimo dopo, l’esplosione, l’onda d’urto che fa tremare la telecamera e scappare i fotografi, infine si vede Israa portata via da alcuni uomini che l’hanno aiutata a rialzarsi.

Rintracciata e intervistata dal New York Times, Israa ha raccontato che dal momento in cui ha sentito l’esplosione fino al momento in cui ha avvertito lo spostamento d’aria scaraventarla a terra è passato poco più di un secondo. Impossibile quindi mettersi al riparo o semplicemente reggersi forte per evitare di cadere.

Il marito di Israa ha raccontato invece di aver sentito una delle esplosioni minori che hanno preceduto quella devastante del deposito portuale. Eppure, nonostante il fatto che l’esplosione minore fosse stata chiaramente udibile, tutti avevano minimizzato, tranquillizzando gli sposi perché continuassero il servizio fotografico come se niente fosse accaduto.

Quando invece l’onda d’urto li ha raggiunti e le strade sono state invase dalla polvere, Israa e Ahmad sono corsi via e hanno trovato riparo in un ristorante, dal quale poi sono usciti nel momento in cui la situazione lo ha permesso.

 

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Dopo aver lasciato il proprio rifugio improvvisato i due sposi si sono diretti verso le proprie case e vi sono rimasti per il resto del giorno, mentre a Beirut si cominciava la tragica conta dei morti.

Israa e Ahmad hanno deciso di sposarsi comunque, il giorno successivo, con una cerimionia privata riservata soltanto agli amici e ai parenti più stretti: il desiderio di festeggiare in pompa magna era stato spazzato via dall’esplosione.

Presto Israa tornerà negli Stati Uniti, decisa a terminare il suo percorso di studi all’estero mentre il Libano arrancherà per mesi – forse per anni – in una situazione disastrosa dal punto di vista sociale, politico ed economico.

Il problema maggiore di Israa, in questo momento, è la necessità di separarsi dal marito, che rimarrebbe in balia di Paese sull’orlo della crisi: in Libano sono già iniziate proteste popolari contro il governo, accusato dalla cittadinanza di non aver messo in sicurezza il deposito portuale in cui erano contenute tonnellate e tonnellate di nitrato di ammonio: 2750, secondo le stime, che erano state stoccate nel magazzino sette anni fa e che non erano mai state smaltite, divise o messe in sicurezza come si sarebbe dovuto.

Attualmente il conto dei morti e dei feriti si è attestato su 137 persone morte a causa della gigantesca esplosione e almeno altre 5000 sono rimaste ferite. L’enorme numero di persone da soccorrere ha creato una crisi ospedaliera in tutta la città, dal momento che le strutture di pronto soccorso sono state letteralmente prese d’assalto.

Come se non bastasse, la distruzione e il danneggiamento di interi quartieri ha lasciato almeno 300.000 persone senza casa, persone che andranno a formare una folla di senzatetto che necessiteranno dell’assistenza totale del governo per ottenere sussistenza e riparo.

Le indagini hanno portato all’arresto di 16 persone, tra cui il direttore del porto di Beirut, Hassan Koraytem, ma questo non ha placato la popolazione libanese, che sembra sull’orlo di una rivolta civile.

 

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Dopo la tragedia, Israa è tornata nella piazza in cui si trovava nel momento in cui è avvenuta l’esplosione e ha posato per altre fotografie, stavolta in abiti normali. Sullo sfondo le vetrine frantumate dall’onda d’urto e, in primo piano, il sorriso che Israa forse avrebbe fatto bene a non sfoggiare nel rispetto per le persone che hanno perso letteralmente ogni cosa nell’esplosione.