Home Bellezza Tanto tempo al pc? Previeni così l’invecchiamento cutaneo da luce blu

Tanto tempo al pc? Previeni così l’invecchiamento cutaneo da luce blu

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:18
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La luce blu prodotta dagli schermi di smartphone e computer è causa di un precoce invecchiamento cutaneo, soprattutto del viso. Ecco come correre ai ripari con dieta e prodotti specifici.

invecchiamento cutaneo luce blu
(Fonte: Pixabay)

Smartphone, tablet, computer e schermi televisivi sono ormai entrati a far parte integrante della nostra vita, tanto che ormai non è possibile immaginare una vita senza averli a portata di mano.

Se la tecnologia è in grado di metterci in contatto con tutto il mondo, ci ha permesso di lavorare da casa salvando l’economica durante il lockdown e ha portato innumerevoli benefici al nostro modo di vivere, ha anche delle conseguenze negative sulla nostra salute.

Tra queste, a parte l’alienazione che sperimenta chi utilizza troppo  i vari device e i disagi psicologici generati principalmente dai social network, ci sono dei danni alla nostra salute che vengono causati dalla luce blu emessa dagli schermi elettronici.

danni alla vista possono essere contrastati grazie ai filtri anti luce blu che sono ormai integrati nei dispositivi più moderni, e anche attraverso l’utilizzo di occhiali anti luce blu, che possono essere acquistati tranquillamente on line, spesso a un prezzo davvero abbordabile.

Molto più subdolo invece è l’effetto della luce blu sulla nostra pelle: se ci rendiamo conto di avere la vista affaticata dalle molte ore trascorse davanti allo specchio, è assolutamente impossibile rendersi conto dell’invecchiamento cutaneo.

Anche in questo caso, però, sarà possibile correre ai ripari, puntando sia su un’alimentazione che salvaguardi la salute della pelle, sia su prodotti specifici che siano in grado di proteggere la pelle dalla luce blu esattamente come la crema solare la protegge dai raggi dannosi del sole.

Rimedi contro l’invecchiamento cutaneo da luce blu

Luce Blu invecchiamento cutaneo
(Fonte: Pixabay)

In linea generale, quando i nostri occhi sono esposti alla luce blu il nostro cervello è più attivo e veloce, le nostre funzioni cognitive migliorano e la nostra attenzione è alle stelle. È questo il motivo per cui in sala operatoria e negli uffici si utilizza luce blu, comunemente conosciuta come “luce bianca”. Viene prodotta principalmente da lampade a basso consumo, luci a led, lampade allo xeno.

Il problema è che quando veniamo sovraesposti, cioè siamo esposti per un periodo eccessivamente lungo alla luce blu, il nostro fisico comincia a risentirne pesantemente. 

Innanzitutto la vista fa i conti con una costante sensazione di affaticamento e si ha l’impressione di vedere un costante “sfarfallio” ai margini del campo visivo, gli occhi diventano inoltre secchi e rossi, a causa del fatto che quando guardiamo uno schermo battiamo gli occhi raramente e quini attiviamo meno frequentemente la “pulizia” dell’occhio attraverso le lacrime.

Come se non bastasse, la luce blu inibisce la produzione di melatonina, ormone fondamentale per la regolazione del nostro ciclo sonno – veglia. La conseguenza diretta è che fissare uno schermo prima di dormire renderà più difficile addormentarsi, mettendoci in pericolo di insonnia.

Come già accennato, però, le conseguenze negative della luce blu sulla pelle sono molto più insidiose rispetto a quelle che si manifestano a carico della vista. Questo fenomeno è stato indicato con l’espressione digital aging, cioè “invecchiamento digitale”, che si va senza dubbio ad inserire nel quadro (già per niente roseo) dei problemi da smart working a cui andremo incontro nei prossimi anni.

L’eccessiva esposizione alla luce blu causa infatti stress ossidativo, rallentamento della degenerazione cellulare, maggiore formazione di radicali liberi. 

Tutte queste alterazioni del nostro metabolismo cellulare si manifestano essenzialmente a danno della cute, che apparirà senz’altro più opaca e più facile allo sviluppo di rughe, causate direttamente dalla mancata rigenerazione cellulare.

Per ovviare a questi problemi in maniera naturale bisognerà ricorrere a una dieta mirata, che contenga grandi quantità di polifenoli e vitamina A, C ed E.

I polifenoli sono sostanze dalla preziosa anti ossidante (cioè in grado di contrastare i radicali liberi) e anti tumorale. Chi consuma alimenti ricchi di polifenoli protegge il proprio organismo anche da cancro alla pelle, al sistema digerente e respiratorio.

I polifenoli si trovano nei seguenti alimenti:

  • vino rosso
  • arachidi
  • soia
  • tè (specialmente nero e verde)
  • cacao e cioccolato fondente
  • aglio e cipolla
  • cavoli
  • broccoli
  • pomodori
  • radicchio
  • olio extra vergine di oliva

Le vitamina A, C ed E si trovano invece in:

  • agrumi
  • fragole
  • ciliegie
  • prugne
  • kiwi
  • cavoli
  • peperoni
  • oli vegetali
  • latte
  • uova

Naturalmente sarà possibile anche assumere integratori di vitamine che contengano anche le vitamine anti – ossidamento, ma di certo è preferibile l’assunzione delle vitamine di cui abbiamo bisogno attraverso un’alimentazione varia, leggera ed equilibrata.

La vitamina E e la vitamina C sono anche molto utilizzate in cosmesi per la formulazione di creme viso anti age. Inoltre, diverse aziende si stanno orientando nella formulazione di creme viso specifiche per schermare la luce blu e contrastare i suoi effetti dannosi.

Bisogna anche specificare che le creme solari, che bloccano i raggi UV sono inefficaci contro la luce blu, quindi non è possibile utilizzare una normale crema solare contro il digital aging.