Febbre bottonosa del Mediterraneo: attenzione alle zecche sui bambini

La febbre bottonosa del Mediterraneo è una malattia infettiva causata dal morso di una zecca. Attenzione, specie in estate, a quelle che può avere il cane affinché non mordano i bambini.

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La febbre bottonosa del Mediterraneo è una malattia infettiva causata dal morso di una zecca.

In estate tendiamo tutti a stare di più all’aperto, animali domestici compresi. È facile quindi che i nostri amati cuccioli vadano incontro al morso di una zecca. Questi parassiti si attaccano in genere agli animali dotati di pelo, come i cani per succhiare loro il sangue.

Il loro morso però può trasmettere diverse malattie, ecco perché è importante porre attenzione ai nostri animali, specie se stanno a contatto con i bambini.

Attenzione alle zecche dei cani sui bambini: tra le malattie che possono trasmettere c’è la febbre bottonosa del Mediterraneo

Tra le numeroso malattie che le zecche possono trasmettere all’uomo c’è la febbre bottonosa del Mediterraneo, una malattia infettiva causata da un genere di batteri chiamati Rickettsia. Il cui principale responsabile è rappresentato dalla Rickettsia conorii.

Questo agente patogeno si trova in particolare nelle regioni dell’area Mediterranea ma anche in Africa Subsahariana, in India e in alcune regioni vicino al Mar Nero. In Italia è più facile trovarla soprattutto le regioni del centro-sud come Lazio e Calabria e le isole, quali Sicilia e Sardegna.

Le zecche in genere si stabiliscono sugli animali con il pelo, sia domestici che selvatici come cani, gatti, conigli, lepri, ovini, caprini e bovini.

In particolare questo tipo di malattia è veicolata dalla Rhipicephalus sanguineus, la volgare zecca del cane. La malattia non si trasmette da persona a persona ma tramite il morso di questo parassita ematofago, ovvero che si nutre del sangue di altri animali.

Va da sé che specie in estate quando sia i cani che i bambini stanno più spesso all’aria aperta occorrerà prestare quanta più attenzione possibile affinché i nostri animali domestici non vengano attaccati da questi parassiti.

L’uomo è ovviamente un ospite accidentale della zecca ma può capitare di essere morsi. In questo caso si possono scatenare diverse malattie.

La febbre bottonosa del Mediterraneo si presenta dopo un periodo di incubazione che va dai 3 ai 5 giorni. Si manifesta con un’eruzione cutanea che si estende a tutto il corpo, anche nei palmi delle mani e dei piedi. Nel punto del morso si può manifestare una crosta nera arrotondata.

I sintomi sono simili a quelli di un’influenza con febbre modesta o elevata, brividi, malessere, debolezza, mal di testa. Possono durare da qualche giorno a qualche settimana.

E se il caso non risulta complicato si riesce a fermare la febbre con un antibiotico in circa 2-3 giorni.

In genere la malattia ha un decorso benigno solo in alcuni casi possono arrivare sintomi più gravi che attaccano il sistema nervoso con la sindrome di Guillain-Barré, polineuropatia, insufficienza renale, piastrinopenia (basso numero di piastrine nel sangue).

Non esiste ad oggi un vaccino in grado di prevenire la febbre bottonosa del Mediterraneo. Però si possono adottare alcune misure per prevenire i morsi delle zecche soprattutto se si fanno gite in campagna o in mezzo ai boschi.

Tra le accortezze da seguire stilate dall’Ospedale Bambino Gesù:

  • evitare i cani randagi
  • rimanere sui percorsi o sentieri guidati
  • indossare camicie maniche lunghe e pantaloni lunghi e di colore chiaro
  • Non attraversare prati alti con le gambe nude
  • infilare le estremità dei pantaloni dentro a calze e stivali
  • applicare sulla pelle dei repellenti con dietiltoluamide nei bambini di età superiore ai 12 anni. La permetrina è efficace sui vestiti per uccidere le zecche.

Se si dovesse trovare nel corpo di un bambino una zecca va rimossa con estrema cautela. Con una pinzetta va afferrata dalla testa proprio per evitare che quest’ultima resti imprigionata nella pelle del piccolo. È sempre meglio in ogni caso rivolgersi a personale qualificato.

Infine, se si hanno animali domestici è opportuno, al fine delle prevenzione, trattarli sempre con antiparassitari o con metodi naturali specie nel periodo estivo e se stanno fuori.

(fonte: Ospedale Bambino Gesù)