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Achille Lauro, l’istrione che ha riqualificato il tormentone estivo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:03
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Achille Lauro ha sbaragliato la concorrenza musicale con “1990”, il nuovo album del cantautore rielabora i tormentoni estivi più celebri in chiave postmoderna.

Achille Lauro, estro e sregolatezza in 1990 (Getty Images)
Achille Lauro, estro e sregolatezza in 1990 (Getty Images)

Il rumore delle cicale dalla finestra del balcone di casa. Probabilmente questa è la colonna sonora più appropriata di ogni estate, ma ciascuna stagione ha la sua canzone: il tormentone estivo esiste dai tempi in cui il Festivalbar non era soltanto un bel ricordo e forse c’era anche prima. Quel brano particolare che scandisce una stagione tanto intensa quanto breve.

Recentemente c’è stata un’inflazione di canzoni estive: una serie di hit, sull’onda emotiva di “Despacito”, che risuonano nelle orecchie come una costante fino a diventare la curiosa e irriverente abitudine da cui è impossibile divincolarsi: le cantiamo sempre, anche inconsapevolmente, ma vista la mole di canzoni a disposizione come riconoscere un vero e proprio tormentone estivo da una semplice composizione musicale orecchiabile?

Achille Lauro, “1990”: l’altra faccia del tormentone estivo

Achille Lauro trasforma i tormentoni estivi (Getty Images)
Achille Lauro trasforma i tormentoni estivi (Getty Images)

La risposta ha provato a darla Achille Lauro, al secolo Lauro De Marinis, uno che a modo suo i tormenti – più che tormentoni – li ha sempre creati andando controcorrente e sparigliando le carte: l’ha fatto presentandosi a Sanremo, nell’arco delle ultime due edizioni, come un pesce fuor d’acqua, per poi rivelarsi il più appropriato per i tempi che stavamo e stiamo vivendo. Un cantautore capace, attraverso gli eccessi e l‘avanguardia sregolata, di mettere in luce pregi e difetti di una generazione.

Un vero e proprio catalizzatore di tabù che annienta i pregiudizi nota dopo nota, con un savoir faire degno dei migliori performer: per questo fa ancora discutere. Allora, forse, è giusto che proprio lui – divisivo e aggregante nello stesso tempo – torni a svegliare (per così dire) la scena musicale e rimetta al centro l’importanza delle canzoni estive epurando quella superficialità che potrebbe farle sembrare tutte molto simili per renderle uniche e, forse, irripetibili. Alla base del suo ultimo album (dal titolo 1990) c’è l’esigenza di risalire alle origini della tendenza musicale secondo cui sotto l’ombrellone potrebbe essere orecchiabile qualunque cosa.

Quindi, lo stravolgimento del tormentone diventa un obbligo per miscelare un nuovo cocktail di emozioni prendendo ispirazione dal passato recente: 1990 è molto più di un tribute album, è la rivisitazione della celebrità artistica e musicale stimolata da un forte desiderio di svecchiamento. Achille Lauro, con garbo e maestria, entra a gamba tesa nei brani più iconici della Dance anni Novanta per metterci dentro il suo lato più eccentrico e avanguardista.

L’effetto è quello di un estraneo che bussa alla porta di una festa a cui non era stato invitato, prende possesso dello stereo e stravolge tutto fino a rendere l’intera situazione particolare e perfetta. Lauro è la scintilla che può dar vita ad un’occasione bellissima e irripetibile: imparare dai nostri ‘errori di valutazione’. Non esiste soltanto un’etichetta di generi e stile in relazione all’arsura estiva: può nascere un misto fra poesia, celebrazione ed ode, plasmato all’intraprendenza emotiva di una pop star che vuole assurgere ad icona.

14 brani, nell’edizione deluxe, da Scat Man a Sweet Dreams passando per Summer’s Imagine: tappe diverse di un percorso che toglie la polvere dalle sdraio per portare una ventata di novità attingendo dalla storia. Se il passato deve fare – in qualche maniera – scuola, Achille Lauro si dimostra l’allievo migliore battendo chiunque per originalità e azzardo. I nuovi tratti del tormentone non escludono la novità dialettica e retorica: persino nella leggerezza può esserci una punta di riflessione. Al pari di quella che fa funzionare il giradischi sul quale continua a viaggiare il talento di un artista poliedrico.

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