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Otite esterna nei bambini: mal d’orecchio estivo da piscina o da mare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:20
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L’otite esterna si manifesta spesso nei bambini durante il periodo estivo. Si tratta di un mal d’orecchio che si prende soprattutto in piscina o al mare. Scopriamo come.

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L’otite esterna nei bambini è un disturbo molto frequente in estate, tanto da essere definito come il mal d’orecchio estivo che si prende soprattutto facendo il bagno in piscina o in mare.

Sabbia, acqua e altri corpi estranei possono causare queste otiti che altro non sono che un’infiammazione acuta del condotto uditivo esterno dovuta a batteri o funghi.

Tra i sintomi principali oltre a dolore, prurito e ovattamento dei suoni in alcuni casi può verificarsi anche fuoriuscita di liquido, sanguinamento, tumefazione e arrossamento.

Cos’è e come si manifesta il mal d’orecchio estivo o otite esterna nei bambini

Si manifesta soprattutto in estate in seguito a bagni in mare o in piscina. È l’otite esterna, un’infiammazione del condotto uditivo esterno di origine infettiva di tipo micotico o batterico, detta anche otite del nuotatore.

A differenza di quanto si posso pensare dunque l’otite non colpisce i bambini solo in inverno. Ma può succedere anche in estate quando appunto si formano questi ristagni d’acqua all’interno dell’orecchio.

In questo modo si macera la pelle all’interno del canale uditivo che determina un ambiente ideale per la proliferazione dei batteri.

L’otite esterna quindi non c’entra niente con l’otite media che invece colpisce in inverno e arriva contestualmente ad un raffreddore o un mal di gola.

In genere il timpano non è interessato al processo infiammatorio. Si manifesta con un forte dolore all’orecchio da parte del bambino al solo tocco del padiglione auricolare. Anche se i primi sintomi sono prurito e sensazione di ovattamento dei suoni. Il dolore si può avvertire anche con la semplice deglutizione o sbadigliando.

Inoltre, dall’orecchio affetto da otite esterna potrebbero uscire dei fluidi, facilmente riscontrabili sul cuscino dove il bambino dorme. A volte il piccolo può presentare anche qualche linea di febbre.

Per fare la diagnosi serve l’otoscopio uno strumento che consente di illuminare ed osservare il condotto uditivo esterno e non richiede quindi altre indagini.

Inizialmente, il tampone auricolare è sconsigliato perché non ha alcun significato diagnostico.

Una volta appurato che si tratta di otite esterna il bambino dovrà evitare di bagnare la testa o metterla sott’acqua. La terapia che l’otorino e il pediatra consiglieranno consiste nell’applicazione per via topica di gocce cortisoniche e antibiotiche direttamente nell’orecchio.

Se sussiste la febbre si aggiunge alla terapia topica anche quella antibiotica e cortisonica per bocca.

Inoltre, se c’è molta secrezione può essere utile sottoporre il piccolo alla otomicroscopia per osservare meglio il condotto uditivo e aspirare eventuale pus.

Dopo 7-10 giorni di terapia se il piccolo non reagisce alla cura occorre sottoporlo ad un tampone auricolare così da identificare il microorganismo responsabile e calibrare la terapia antibiotica.

Inoltre per alleviare il dolore può essere somministrato anche del paracetamolo.

Per prevenire l’otite esterna non ci sono particolari misure se non quella di non fare il bagno in luoghi che non rispettano le norme igieniche. 

Inoltre, è bene evitare l’utilizzo dei cotton fioc che alterano i batteri naturalmente presenti nel canale uditivo.

Per completezza può essere utile vedere il video realizzato dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma