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Meduse, tracine e ricci, come evitarli e che cosa fare in caso di punture

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:46
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Che cosa fare per evitare di imbattersi in ricci, meduse o tracine? Si possono prendere precauzioni? E se veniamo punte come dobbiamo comportarci?

puntura medusa
Foto da Pixabay

L’estate avanza e per la maggior parte degli italiani ciò è sinonimo di mare.

I più fortunati partono per le tanto sospirate vacanze ma molti altri non rinunceranno comunque a sole e onde concedendosi sabati o domeniche in riva al mare. In entrambi i casi però c’è un elemento essenziale per godere a pieno di divertimento e relax: la sicurezza.

Soprattutto in presenza dei più piccoli, ma anche se i viaggiatori sono tutti adulti, evitare imprevisti che potrebbero rovinare la giornata è il punto di partenza per una villeggiatura di successo.

Ma quali sono questi imprevisti che minacciano la serenità della giornata di mare? Al primo posto ci sono sicuramente le punture, quelle di insetti, certo, ma anche e soprattutto quelle degli abitanti degli abissi. Mai sentito parlare di meduse, ricci e tracine?

Le loro dolorose punture sono un vero e proprio spauracchio per i bagnanti, un momento di difficoltà che rischia di rovinare l’intera esperienza del mare.

Prima ancora di chiederci che cosa fare in caso di contatto ravvicinato con uno di questi animali sarà allora bene chiederci se è possibile prevenire il pericolo. Che cosa fare per evitare di incrociar nella giornata di mare meduse, ricci e tracine?

Meduse, tracine e ricci, come evitare le punture?

Tra le principali caratteristiche che rendono questi tre abitanti del mare temibili ci sono le loro armi di difesa. Per sopravvivere all’attacco dei predatori molti animali sviluppano infatti varie tecniche di protezione come il mimetismo, la presenza di aculei, l’emissione di sostanze urticanti o velenose.

Il problema nasce quando simili “armi” si rivolgono contro l’uomo, anche quando costui non intende portare una minaccia ma semplicemente si imbatte in simili animali per puro caso e con irruenza.

Metti un piede su un riccio o nuotando sfiori una medusa che non hai visto ed ecco il dolore sopraggiungere improvviso.

Spesso accorgersi della loro presenza è difficile ma doveroso risulta prestare alcune precauzioni in caso di avvistamento.

Se si ha la fortuna di notare una medusa, un riccio o una tracina, magari sul bagnasciuga dove la presenza risulta più notevole, assolutamente vietato toccare, soprattutto nel caso della medusa che, al primo contatto con i tentacoli, rilascia sostanze urticanti.

La tracina invece, pesciolino grigio apparentemente innocuo, si difende scappando e nascondendosi sotto la sabbia evitiamo di stuzzicarla troppo poiché se estrae li aculei il dolore potrebbe esser particolarmente intenso.

Dai ricci solitamente ci si tiene più facilmente alla larga poiché i loro aculei incutono timore al primo sguardo. Il più grosso problema? Se i loro  aculei vengono inavvertitamente premuti con forza, penetrano nella carne, si spezzano e sono dolori.

Evitiamo allora di far prevalere la curiosità sulla sicurezza quando possibile e, qualora l’imprevisto si affacciasse, cerchiamo di farci trovare preparate.

Scarpette o sandali in plastica possono esser un ottimo modo per evitare brutti incontri e se non si riuscisse proprio a scongiurare il pericolo sarà bene sapere come procedere.

Gonfiore, arrossamento, prurito e dolore sono i primi sintomi che si accuseranno: scarpiamo come affrontarli.

Puntura di medusa cosa fare? I rimedi

puntura medusa cosa fare
Foto a Unsplash

Le meduse appartengono ai Celenterati e sono animali composti al 90% di acqua. La più diffusa nel Mediterraneo è la Pelagia nuctiluca, una medusa abbastanza velenosa, di circa 10 cm di diametro, di colore trasparente o violacea con lunghi filamenti, spesso presente in branchi.

Dal corpo centrale (Ombrella) si dipartono i tentacoli, i veri nemici da cui tenersi alla larga poiché rivestiti da particolari cellule dette cnidociticontenenti un organo urticante: la nematocisti. I filamenti urticanti penetrano immediatamente la pelle del malcapitato e causano sensazione di dolore, bruciore e poi di prurito intenso, mentre sulla pelle rimane una zona eritematosa, edematosa e con possibile formazione di bolla, detta flittene.

Che cosa fare se si viene punti da una medusa? Vi avevamo già esposto i dieci rimedi naturali più comuni ma, in generale, la scaletta delle mosse vincenti da seguire è ben chiara:

  • Lavare immediatamente e ripetutamente con acqua di mare l’area interessata per 15-30 minuti per diluire la tossina non ancora penetrata
  • Asportare con delicatezza eventuali residui di tentacolo proteggendosi le mani o utilizzando oggetti come schede, pinzette o affini
  • Dopo la disinfestazione con l’acqua di mare si può utilizzare bicarbonato
  • Se l’estensione è significativa e riguarda zone esposte alla luce rivolgersi al medico o a un Pronto Soccorso
  • Rivolgersi al medico anche prima di acquistare eventuali creme a base di cortisonici o antistaminiche

Quali sono invece le cose che proprio non andrebbero fatte:

  • Mai strofinare con la sabbia la parte colpita
  • Dite addio alla cara vecchia ammoniaca che, in effetti, aumenta l’infiammazione
  • Evitare anche i disinfettanti alcolici, potrebbero favorire l’apertura delle nematocisti
  • Mai grattare la zona in cui è presente l’irritazione per evitare di favorire la diffusione della tossina
  • Evitare l’esposizione eccessiva al sole delle zone colpite per alcuni giorni: si rischia di irritare maggiormente la zona o andare incontro a macchie

Puntura di riccio di mare sul piede cosa fare?

puntura riccio di mare cosa fare
Foto a Unsplash

I ricci sono abitanti dei fondali rocciosi meno profondi, soliti prendere residenza in piccole nicchie dove, ahimè, si rischia di infilare il piede senza neanche accorgersene.

Purtroppo i loro aculei sono molto fragili: sotto la pressione del corpo umano finiscono dunque per spezzarsi rimando conficcati nella carne.

Che cosa fare allora se ciò dovesse verificarsi?

La prima mossa consisterà nell’armarsi di pinzette per eliminare gli aculei stessi. Qualora tale manovra non riuscisse, si potrebbe provare, dopo aver lavato e disinfettato la zona colpita, a bagnarla con garze imbevute di acqua e aceto che dovrebbero disciogliere i residui di spina.

Importante sarà muoversi con grande delicatezza per evitare che l’aculeo si spezzi ulteriormente rimanendo incastrato sottopelle. Assolutamente vietato anche cedere alla tentazione di grattarsi, si rischierebbe di peggiorare la situazione o provocare infezioni.

Fatto ciò il problema dovrebbe esser risolto ma, qualora si notassero cenni di infezioni o strani sintomi nei giorni successivi, sarà bene rivolgersi a un medico.

Puntura tracina, rimedi e come riconoscerla

puntura piede
Foto a Unsplash

Un piccolo pesce grigio, di dimensioni tra i 15 e i 50 cm che vivono sui fondali sabbiosi o ghiaiosi ma che, se più piccoli, possono trovarsi anche molto vicini alla riva.

Sulla pinna dorsale della tracina, o pesce ragno, si trovano degli aculei che, penetrando nella pelle del malcapitato, rilasciano una tossina. Solitamente le son le più colpite sono mani e piedi poiché si entra in contatto con la tracina per lo più camminando o nuotando e urtandola per errore.

Dopo al puntura si avverte subito un forte dolore, con formicolio, gonfiore e riduzione della motilità che può estendersi all’intero arto interessato.

Che cosa fare allora se si viene punti da una tracina?

Asportare dalla cute eventuali parti residue degli aculei

  • Mettere immediatamente la parte interessata dalla puntura in un contenitore con acqua calda-bollente al limite della tollerabilità. Si consiglia di tenere in ammollo la mano o il piede per circa 30-60 minuti: il liquido caldo infatti distrugge il veleno, che è costituito da una tossina sensibile al calore.
  • Per il medesimo motivo meglio evitare ghiaccio o acqua fredda, che peggiorerebbero solo la situazione.
  • Consultare il medico o il Pronto Soccorso per valutare l’opportunità di ulteriori terapie (applicare sostanze a base di ammoniaca è quasi inutile)
  • Se la puntura interessa la mano bisogna togliere subito gli anelli che con il sopraggiungere del gonfiore potrebbero portare diversi problemi