Ansia da Prestazione | Come gestirla quando a provarla sono le donne?

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L’ansia da prestazione è un sentimento che si può provare in molti ambiti, soprattutto in quello sessuale ed è molto comune anche tra le donne. Ecco come riconoscerla, gestirla e soprattutto perché non se ne parla abbastanza.

Ansia da prestazione coppia
(Fonte: Pixabay)

La società ci offre dei modelli estetici e comportamentali a cui spesso è terribilmente difficile adeguarsi. Tali modelli, spesso molto distanti dal nostro autentico modo di essere, risultano estremamente dannosi per il nostro benessere psicologico.

L’ansia da prestazione nasce proprio dal continuo confronto tra questi modelli ideali e i risultati che noi, come individui reali, riusciamo invece ad ottenere.

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L’ansia da prestazione viene associata nella maggior parte dei casi all’ambito lavorativo o all’ambito sessuale e si ritiene, inoltre, che a soffrirne maggiormente siano gli uomini.

La conseguenza più diretta dell’ansia da prestazione maschile quando ci si incontra tra le lenzuola, è in genere la mancata erezione e l’impossibilità di portare a termine o addirittura di cominciare un rapporto sessuale.

Cosa succede invece quando sono le donne a sperimentare ansia da prestazione nei momenti intimi? Siamo in grado di riconoscerla? Coma la si può affrontare in maniera costruttiva?

Ansia da prestazione: un problema (anche) da donne

Ansia da prestazione donna
(Fonte: Pixabay)

L’educazione sessuale dei preadolescenti e degli adolescenti, purtroppo, in Italia è quasi inesistente a livello scolastico o comunque “ufficiale”.

Di contro, il mondo dei media e del marketing è pieno di contenuti che rimandano costantemente alla sfera sessuale e ai modelli sessuali a cui la popolazione maschile e la popolazione femminile dovrebbero fare riferimento.

Ne consegue che i giovani e i giovanissimi non ricevono un’educazione sessuale sana e soprattutto corretta. Finiscono per formarsi attraverso i media o attraverso filmati non adatti ai minori un’idea falsata dell’intimità tra uomo e donna e anche delle prestazioni che ci si aspetta da un uomo o da una donna prima, durante e dopo un rapporto intimo.

Per fare un esempio pratico, gli uomini temono di non riuscire a soddisfare la partner, oppure di “concludere” il rapporto in un tempo ridicolmente breve.

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La donna, dalla sua prospettiva, faticherà a sentirsi all’altezza dei modelli estetici proposti selvaggiamente dai media e dai siti per adulti. Avrà anche un’idea falsata del piacere femminile e crederà che, per “essere all’altezza” della situazione, dovrà gemere in continuazione oppure comunicare al proprio partner in maniera estremamente palese che ha raggiunto l’orgasmo (o fingendo di averlo fatto). Nel caso peggiore la donna considera la performance molto più importante del proprio piacere e finisce per impegnarsi a recitare una parte molto più di quanto si impegni a conoscere il proprio corpo e a gestire il proprio piacere.

Si capisce, quindi, che la donna si ritrova molto spesso a essere spettatrice di se stessa e addirittura a “scollegarsi” dalla situazione, lasciandosi in disparte e credendo di “aver compiuto il proprio dovere” dopo aver soddisfatto le esigenze del partner.

Questo atteggiamento è profondamente sbagliato sia da parte degli uomini sia da parte delle donne, con la differenza che nel caso dell’ansia da prestazione femminile, molto spesso è difficile che una donna capisca che la sta provando perché si manifesta in maniera meno appariscente.

Tra i sintomi più palesi dell’ansia da prestazione delle donne in ambito sessuale ci sono:

  • secchezza vaginale
  • contrazione dei muscoli vaginali e del resto del corpo, quindi dolore durante la penetrazione oppure impossibilità a realizzare la penetrazione
  • disconnessione mentale
  • impossibilità di raggiungere l’orgasmo

Non è detto che questi sintomi si manifestino sempre e tutti contemporaneamente. In molti casi, anche se il corpo sembra funzionare più o meno bene, accade che il cervello non percepisca le sensazioni del corpo ma sia focalizzato sull’osservazione dall’esterno della scena, “valutando” se i comportamenti del corpo sono corretti o “accettabili”.

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Molte donne ritengono questa condizione mentale di distanza dal presente un atteggiamento normale oppure lo attribuiscono alla noia o al disinteresse, un’altra delle cause più comuni di “malfunzionamento” della coppia tra le lenzuola.

Spesso però il disinteresse apparente per l’attività sessuale, se accompagnata comunque dalla recita di un “copione”, può essere la diretta conseguenza dell’ansia da prestazione.

“Se non potrò mai essere all’altezza delle donne che sono considerate bellissime o bravissime a letto, perché dovrei impegnarmi in un’attività in cui non ho i mezzi per eccellere?”

Questo è uno dei pensieri “sotterranei” più ricorrenti nella psiche femminile e, allo stesso tempo, uno dei più pericolosi.

Gli uomini, che hanno ricevuto un’educazione sentimentale completamente differente rispetto alle donne e che hanno modelli di riferimento completamente diversi, invece tendono a “galvanizzarsi” durante il processo, sentendosi bravissimi anche se la donna in realtà no è stata davvero “lì con loro”. Questo avviene perché gli uomini a livello sociale vengono educati a raggiungere un risultato piuttosto che a prestare attenzione all’emotività propria e delle persone che li circondano.

Il problema è che le donne non li aiutano: preferiscono rispondere “sì” oppure “certo amore” alla fatidica domanda “ti è piaciuto?”, lasciando che l’uomo si crogioli nella sensazioni di essere stato assolutamente perfetto.

Questo avviene perché mentire è più semplice del cercare un confronto e nel trovare soluzioni a un problema e, quindi, spesso è la strada che viene preferita.

Per uscire dalla trappola mentale dell’ansia da prestazione le donne hanno una sola strada: cominciare a instaurare un rapporto paritetico e profondo con il partner, dedicando al raggiungimento del proprio piacere lo stesso impegno che si dedica al partner per aiutarlo a raggiungere il suo.

Sentire il proprio corpo e comprendere quali sono i blocchi psicologici che impediscono alle donne di raggiungere il proprio piacere è fondamentale per sopravvivere all’ansia da prestazione femminile.

Un passo fondamentale per le donne è coinvolgere il partner nella scoperta di se stesse, chiedendo pazienza e attenzione.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto in un rapporto sano, le donne si renderanno conto che gli uomini sono assolutamente ben disposti ad aspettare, sperimentare e apprendere come rendere più felice la loro compagna e, probabilmente, faranno del loro meglio per migliorare l’intimità sessuale di coppia.

come superare ansia da prestzione sessuale
(Fonte: Pixabay)

Ancora una volta, quindi, smettere di relazionarsi a modelli irrealistici, comunicare correttamente con il proprio corpo e con il partner cercando di vivere il momento senza preconcetti sono gli ingredienti fondamentali per un rapporto di coppia solido e appagante, libero dall’ansia da prestazione.