Pino Daniele | Napoli boccia il murale di Jorit dedicato all’artista

Jorit era stato ingaggiato per realizzare un nuovo murale dedicato a Pino Daniele ma, nonostante l’accordo ci fosse già, il progetto è stato bocciato dagli architetti napoletani.

Jorit Pino Daniele
Pino Daniele ritratto da Jorit (Fonte: Instagram)

Pino Daniele è letteralmente uno degli artisti simbolo della città di Napoli. Jorit è uno degli street artist più conosciuti e soprattutto più amati del territorio campano.

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L’idea di Ferrovie dello Stato era quella di commissionare a Jorit un murale destinato ad accogliere viaggiatori italiani e stranieri nel capoluogo partenopeo: il murale avrebbe occupato Palazzo Alto, una delle pertinenze delle Ferrovie dello Stato che si affaccia direttamente su Piazza Garibaldi, il grande spazio urbano antistante alla stazione: per anni ha versato in uno stato di profondo degrado, ma è stato riqualificato recentemente con grandi opere di architettura urbana.

Il fatto che un lavoro dello street artist volto a celebrare Pino Daniele sia stato bocciato dagli architetti napoletani potrebbe sembrare completamente assurdo a una lettura superficiale, eppure le ragioni del fermo imposto al progetto sono molto profonde e motivate.

Napoli boccia il murale per Pino Daniele: Jorit si rassegna

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Jorit con due opere dedicate a Pino Daniele (Fonte: Instagram)

L’idea di realizzare un murale per Pino Daniele nei pressi di uno dei maggiori punti d’accesso alla città era stata proposta dalla Pino Daniele Onlus Ferrovie dello Stato. Raggiunto l’accordo, Jorit era stato incaricato di sviluppare il progetto da realizzare su Palazzo Alto: almeno apparentemente il murale sarebbe stato realizzato senza problemi di tipo amministrativo, eppure le cose non son andate come sperato.

Molti architetti napoletani hanno infatti di segnalare il proprio dissenso con una petizione per chiedere che il murale no fosse realizzato.

Il motivo, com’è stato specificato attraverso diversi canali, non è relativo alle qualità artistiche di Jorit oppure all’importanza artistica di Pino Daniele in quanto anima musicale della città.

Gli architetti napoletani hanno semplicemente voluto difendere l’integrità progettuale e strutturale di Palazzo Alto, realizzato dallo studio di architettura Keller.

È stato proprio l’architetto fondatore dello studio Keller a far partire la protesta dei colleghi, Antonio Martiniello, che ha affermato: “Questo non ha nulla a che fare con l’artista ma solo con la scelta del luogo. Di solito la street art attira l’attenzione su zone di degrado di cui la città facilmente si dimentica. È un efficace strumento di rigenerazione urbana”.

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Palazzo Alto è molto lontano dall’essere un edificio che necessita di riqualificazione. “Si tratta di un’architettura moderna, in ottime condizioni, con una splendida facciata a nido d’ape, che richiama il concetto alla base della grande cascata vanvitelliana della Reggia di Caserta” ha spiegato Martiniello.

Nella cascata della Reggia di Caserta infatti furono sistemate da scaglie di terracotta colorata che interrompono il flusso dell’acqua attribuendo alla cascata una colorazione iridescente. Il progetto dello studio Keller per Palazzo Alto ripropose lo stesso meccanismo per conferire alla facciata del palazzo la stessa colorazione cangiante della cascata del Vanvitelli.

“Palazzo Alto è un edificio tecnicamente valido, come si può approvare questo progetto?” si è chiesto il fondatore dello studio Keller, che si è detto assolutamente favorevole al progetto, a patto che sia realizzato su un altro edificio. “Un artista contemporaneo, per quanto bravo, non si mette a dipingere su una statua del Canova!”

Oltre al disappunto manifestato dagli architetti napoletani, però, il progetto ha incontrato, nell’ultima fase della sua approvazione, anche un blocco amministrativo. Il progetto di Jorit non avrebbe potuto essere realizzato anche se gli architetti avessero dato il loro benestare: il grattacielo è attualmente sottoposto al vincolo della soprintendenza di Palazzo Reale in quanto opera architettonica di grande valore rappresentativo del suo periodo storico.

Alex Daniele, figlio di Pino Daniele, ha espresso il proprio massimo sconcerto nell’apprendere dei vincoli architettonici posti su Palazzo Alto: “È assurdo che le Ferrovie dello Stato non sapessero di non poter dare il permesso per la realizzazione dell’opera senza l’OK della soprintendenza. Vorrà dire che troveremo un altro posto.”

Quello per Pino Daniele non sarebbe stato il primo murale celebrativo dei grandi napoletani di ogni epoca, per Jorit.

 

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L’artista ha infatti realizzato anche un ritratto di Antonio Cardarelli sulla facciata del maggiore ospedale napoletano, a ricordare l’opera e il volto del medico a cui l’ospedale è dedicato.

 

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Più recentemente l’artista ha anche ritratto Paolo Ascierto il medico dell’Ospedale Pascale che ha avviato il protocollo sperimentale per un farmaco per l’artrite efficace anche contro le complicazioni polmonari del Coronavirus. Il dipinto (non si trattava di un murale), venne venduto all’asta e fruttò oltre 14.000 Euro che vennero devoluti in beneficenza all’ospedale Cotugno e alla Regione Lombardia.