Gué Pequeno | “Ghali si veste da donna? Ridicolo. Almeno fosse gay!”

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Gué Pequeno è stato messo al patibolo social per alcune affermazioni su un look di Ghali, che si è presentato a un evento Gucci vestito da signorina.

Gué Pequeno
Gué Pequeno (Fonte: Instagram)

Gué Pequeno, quarant’anni e un’enorme esperienza musicale alle spalle nell’ambito della musica rap, è uno dei produttori e dei professionisti più stimati del settore.

Pare però che la scena rap stia profondamente cambiando negli ultimi anni e che forse la “visione” di Gué sia rimasta un po’ indietro rispetto a quello che vedono, a quello che fanno, a quello che cantano e a come si vestono le nuove generazioni.

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A dimostrazione di questo scollamento tra vecchio e nuovo sono arrivate le dichiarazioni di Gué Pequeno su Rolling Stones. 

Il rapper si è espresso in merito a uno degli ultimi look sfoggiati da Ghali e ha generato una serie infinita di polemiche, guadagnandosi anche l’accusa di essere omofobo.

Gué Pequeno: “Almeno fosse gay!” e piovono accuse

Ghali
Ghali (Foto: Instagram)

Quando il rap è nato, il look di coloro che componevano e cantavano questo genere di musica è entrato a fare parte integrante dell’ambiente.

Lo stile da strada tipicamente americano è stato adottato in tutti gli angoli del globo da coloro che fanno rap: bomber, cappellini da baseball, pantaloni extralarge e scarpe da ginnastica sono dei must have imprescindibili per chi vuole “guadagnarsi il rispetto” nella scena rap internazionale.

C’è qualcuno, però, che quando il rap stava cominciando ad affermarsi nel mondo e in Italia non era nemmeno nato. Tutti i giovanissimi esponenti della scena trap italiana, che sicuramente si rifanno alla musica rap, stanno scrivendo una nuova storia del costume e della musica. Ghali è diventato un’icona della moda mentre si affermava come uno dei musicisti più apprezzati della sua generazione.

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Esattamente come altri suoi colleghi (non si può non citare Achille Lauro e Boss Doms) Ghali è diventato ricercatissimo dai marchi di moda che vogliano raggiungere il pubblico giovane e, ovviamente, viene invitato a sfilate ed eventi mondani.

C’è da dire che Ghali in particolare si sente molto a suo agio nel contesto del fashion: è cresciuto in una famiglia che lui stesso ha definito “fissata con la moda”. Sua madre credeva, infatti, che essere sempre impeccabili nel vestire avrebbe permesso ai suoi figli di integrarsi meglio nella società italiana. Così è stato e, nel frattempo, Ghali si è appassionato alla moda tanto da trovarsi una compagna che lavora come modella.

A scatenare l’indignazione di Gué Pequeno è stato il look sfoggiato da Ghali durante una sfilata di Gucci: il trapper si è presentato con un cappottino rosa dal taglio molto classico, guanti di pizzo a mezze dita, stivaletti alla caviglia con tacco e decorazione in oro e una borsa a forma di cuscino. Per completare il look il cantante ha scelto di sfoggiare un’acconciatura di dreadlocks rosa en pendant con il cappotto.

“Un artista vestito da confetto può andare bene per una sfilata ma non ha grande credibilità di strada. Io non sono razzista né omofobo ma vedere un rapper che va in giro vestito da donna con la borsetta mi fa ridere, che poi almeno fosse gay… Sono cose assurde” ha dichiarato Gué a Rolling Stones.

In passato Gué Pequeno si era già scagliato contro Ghali per altri motivi, arrivando ad affermare che un rapper nero non avrebbe mai sfondato in Italia. Gué ha ripetuto gli stessi concetti anche nell’intervista a Rolling Stones, affermando che in Italia è più facile che si accetti un cantante di origini arabe e che gli si permetta di arrivare al numero uno in classifica, piuttosto che un ragazzo nero. “Il pubblico in Italia è razzista” ha detto Gué. “Io non ho fiducia”. Non si può non ammettere che Gué Pequeno abbia ragione, come ha dimostrato il recentissimo caso di Sergio Sylvestre.

 

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Naturalmente sui social i fan di Ghali hanno preso immediatamente di mira Gué accusandolo di omofobia e di razzismo. Ghali però ha preferito non rispondere per non continuare ad alimentare la polemica (almeno finora).