Istruzione | Caos sul piano per il 2020-21: cosa manca

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L’esame di Maturità non ha spazzato via le criticità intorno alla scuola. La didattica italiana, al tempo del COVID-19, è messa a dura prova: c’è accordo sulla data per la ripresa, ma sono ancora molti i nodi da sciogliere.

Istruzione, Lucia Azzolina fa il punto sul nuovo anno scolastico (Instagram)
Istruzione, Lucia Azzolina fa il punto sul nuovo anno scolastico (Instagram)

Lo scoccare – per modo di dire – dell’ultima campanella che ha portato all’esame di Maturità più particolare (e inedito) della storia recente non ha spazzato via i nodi, che dovranno quanto prima venire al pettine, che riguardano la scuola e le sue criticità. In tempi di COVID-19 cambia tutto, tranne che l’incertezza e le complicazioni: per il momento c’è accordo soltanto sulla data di inizio del nuovo anno scolastico, quello 2020-2021, che dovrebbe partire il prossimo 14 settembre.

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Il resto è ancora tutto da stabilire, con la didattica italiana che somiglia sempre più ad un cantiere aperto: le distanze più che sociali, quelle obbligatorie da mantenere per la prevenzione, sono di contenuto. C’è il problema delle classi che non permetterebbero un distanziamento sociale adeguato: il Governo ha proposto, attraverso una disamina approfondita e sviluppata dal Ministro Lucia Azzolina, di mantenere una distanza fra un banco e l’altro di almeno 1,8 metri. Impossibile per motivi di spazio e necessità, oltre che normativi.

Istruzione, ancora incertezze su prevenzione e risorse

Lucia Azzolina, il punto sul piano Istruzione per il nuovo anno (Getty Images)
Lucia Azzolina, il punto sul piano Istruzione per il nuovo anno (Getty Images)

Vige, infatti, ancora la norma che prevede la formazione di gruppi classe non inferiori al numero di 22 alunni: condizione imprescindibile che si potrebbe bypassare rimettendo a disposizione altri luoghi, quali palestre e laboratori, che abitualmente si usano per attività scolastiche eccezionali. Gli spazi più grandi garantirebbero, così, una maggiore sicurezza: sembrerebbe destinata, invece, a rimanere la discrezionalità dei singoli docenti nel creare piccoli gruppi di aggregazione diversificata di studenti per evitare ulteriormente eventuali assembramenti. Didattica a distanza concessa solo in caso di strettissima necessità ed eventualmente appannaggio esclusivo degli studenti di scuola superiore.

A proposito di docenti: persiste la questione nomine, questo dispiegamento di mezzi, con relative esigenze, dovrà necessariamente prevedere un aumento del personale didattico – i sindacati stimano la necessità di almeno 200.000 nuovi supplenti – e di sorveglianza per garantire che le novità e le indispensabili modifiche di protocollo vengano rispettate. In tal senso è già pronto l’apporto, in termini di manodopera e risorse, delle associazioni di volontariato che operano già in diverse parti del territorio italiano.

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Per quanto concerne, poi, il monitoraggio delle condizioni di salute, con il nuovo anno saranno previsti test sierologici ai singoli docenti oltre che la misurazione quotidiana della temperatura e relativo screening sanitario. Ci sarà, inoltre, l’obbligo della mascherina – come avevamo già iniziato a vedere durante gli ultimi esami di Maturità – per studenti e insegnanti. Diktat che non vale per le scuole d’infanzia, in cui i bambini saranno lasciati liberi ma a dover indossare le protezioni saranno soltanto le maestre: suggerite, quindi, le protezioni trasparenti per consentire agli insegnanti di farsi vedere in viso e non traumatizzare i più piccoli.

Dal 1 settembre dovrebbero partire i corsi integrativi e di recupero per chi è stato promosso all’anno successivo con insufficienze. Tramontata l’ipotesi di una riapertura generale anticipata ad inizio del mese, come era stato proposto da venti parlamentari di diversi schieramenti con un’apposita risoluzione che prevedeva anche un bonus per il lavoro e attività extra ordinarie da garantire a docenti e insegnanti.

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