Face App | La scarichiamo e snobbiamo Immuni: controsenso all’italiana

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Gli italiani adorano Face App (che spedisce i nostri dati in Russia) ma polemizzano sulla sicurezza di Immuni: perché con Face App l’allarme non scatta?

face app
(Fonte: Instagram)

Perché scaricare Face App non è affatto un problema e scaricare Immuni invece lo è?

Perché la paranoia degli italiani in fatto di web security e privacy si focalizza esclusivamente su un’applicazione sviluppata per fronteggiare una situazione di estrema emergenza e non si attiva quando si scarica un’applicazione divertente? 

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Per dare una risposta a questo quesito bisognerà scomodare le tecniche di marketing più moderne e far riferimento anche a quanto pubblicato da Bufale.it, il portale che si occupa di smentire le fake news che circolano per la rete.

Face App o Immuni? Gli italiani non hanno dubbi (o hanno quelli sbagliati)

face app italiani
(Fonte: Instagram)

Face App è stata scaricata da Google Play oltre 100 milioni di volte: questo significa che oltre 100 milioni di utenti nel mondo hanno cliccato sulla casella “accetta termini e condizioni di utilizzo” per installare la App sul proprio dispostivo.

Pochissimi tra quei 100 milioni di utenti si sono chiesti dove andassero a finire i loro dati personali e, soprattutto, quali sono i dati personali incamerati e archiviati da Face App.

Innanzitutto, come tutte le App di questo tipo, l’applicazione accede a informazioni di base come nome, cognome, sesso e provenienza dell’utente, quindi, grazie alle fotografie caricate dagli stessi utenti, alla loro fisionomia.

Il complesso software dell’applicazione è cioè in grado di effettuare un riconoscimento facciale degli individui e operare delle alterazioni proprio a partire dai connotati principali dei volti elaborati.

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La somiglianza tra versione maschile e femminile di una stessa persona, infatti, si basa sul fatto che i connotati principali (cioè quelli che rendono un viso unico e riconoscibile) vengono mantenuti e non alterati dalla App.

Dove finisce quest’enorme schedario dell’umanità? L’azienda che possiede Face App ha sede a San Pietroburgo (Russia) anche se la sua sede legale si trova in California. Questo significa che l’azienda risponde alla legge della California.

Come riportato da Bufale.it l’amministratore delegato di Face App ha dichiarato che l’applicazione si serve del cloud di Google, quindi anche Big G entra inevitabilmente in contatto con i nostri dati personali.

È stato dichiarato ufficialmente che, per non appesantire i server che fanno girare la App, le fotografie degli utenti vengono cancellate ogni 24 ore. Nonostante questo, però, nella pagina che gli utenti confermano di aver letto (e che in realtà non leggono mai) c’è scritto che accettano la possibilità che le loro fotografie vengano archiviate per un periodo di tempo non meglio specificato.

Inoltre, anche se l’azienda ha pubblicamente affermato di non vendere a terzi dati personali degli utenti di Face App, nella pagina Terms and Conditions (cioè Termini e Condizioni del servizio) viene detto esattamente il contrario.

La pesantissima contraddizione tra quello che viene affermato dalla dirigenza dell’azienda di Face App e quello che in realtà sottoscrivono gli utenti del web dovrebbe mettere in fortissimo allarme tutti coloro che hanno pensato alla possibilità di scaricare l’applicazione.

Questo, però, non avviene. Al contrario, pur di soddisfare la propria curiosità, gli italiani hanno scaricato la App a cuor leggero, senza badare eccessivamente alla propria web security.

Un atteggiamento completamente diverso rispetto a quello che gli italiani hanno riservato alla App Immuni, rilasciata dall’agenzia di sviluppo web milanese Bending Spoons. 

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Accusata di voler tracciare gli spostamenti degli italiani la App Immuni ha dovuto rilasciare una serie di spiegazioni tecniche e rassicurazioni al fine di dissipare i dubbi dei cittadini. Dubbi legittimi, ma che per coerenza avrebbero dovuto essere sollevati anche per quanto riguarda Face App e tutte le altre applicazioni che si scaricano sul proprio smartphone.

Perché questo non succede? Probabilmente perché gli italiani provano della profonda diffidenza nei confronti delle istituzioni del proprio Paese e vedono sempre un secondo fine negli strumenti utilizzati dalla classe politica.

Quando invece non si parla di istituzioni, di crisi sanitaria ed economica mondiale, ma soltanto di passare pochi minuti di allegria con gli amici, gli italiani si rilassano completamente e non sono certo i soli al mondo.

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Le aziende lo sanno perfettamente e, proprio su questo, costruiscono i loro complessi sistemi di profilazione degli utenti. Più dati vengono raccolti su ogni singolo individuo più è facile mettere a punto una campagna pubblicitaria o una serie di interventi di marketing per avvicinare una determinata persona a un determinato prodotto o (come ha dimostrato lo scandalo delle elezioni presidenziali vinte da Trump, manovrate dalla Russia via social) per influenzare la sua opinione.

Il motivo per cui di tanto in tanto aggiungendo funzioni via via più raffinate è proprio quello di attirare il maggior numero di utenti possibile, spingendo sempre più persone a scaricare la App e a mettere in rete i propri dati personali.

 

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Un post condiviso da SegretoDonna (@segretodonna) in data:

L’utilizzo consapevole degli strumenti che il web mette ogni giorno a nostra disposizione è fondamentale per vivere correttamente in rete. Scaricare Face App o altre applicazioni simili non è affatto sbagliato, ma è bene conoscere nel dettaglio quali sono le conseguenze della nostra decisione.