Fase 3 | Si tornano a celebrare i matrimoni ecco tutte le regole

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Con la fase 3 sono ripartite anche le celebrazioni dei matrimoni. Scopriamo quali sono le regole per tornare a pronunciare il fatidico sì in sicurezza. 

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Sposi con mascherine (Foto Adobe Stock)

Dopo tre mesi di stop a causa del lockdown dal 15 giugno si è tornati a celebrare i matrimoni. Non in tutta Italia però, in alcune regioni infatti ancora non si potrà pronunciare il fatidico sì.

A causa della chiusura di tutte le attività in Italia sono saltate nell’arco di circa 90 giorni ben 60mila cerimonie con un danno economico per le aziende di settore, circa 80mila, piuttosto elevato.

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E se da un lato ora ci si può tornare a sposare, dall’altro bisognerà farlo seguendo tutta una serie di regole, evitando alcune usanze tradizionali proprio per scongiurare i contagi.

Ecco le regole per celebrare i matrimoni in sicurezza nella fase 3

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Adobe Stock

Dal 15 giugno, con l’inizio della fase 3 in diverse regioni d’Italia si è tornati a celebrare i matrimoni, tra queste, Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio, Puglia. In Campania e Sicilia già si poteva pronunciare il fatico sì dall’8 giugno, mentre in Toscana dal 13.

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Via libera anche in Umbria, Emilia Romagna (dove mantenendo una distanza personale di 2 metri sono consentiti perfino i balli, ma solo all’aperto), Liguria, Veneto, Calabria, Valle d’Aosta Friuli Venezia Giulia, Molise e Abruzzo.

E se in quasi tutte le regioni d’Italia ci si potrà unire in matrimonio restano ancora sospese le celebrazioni in Sardegna, Basilicata, Marche e Trentino Alto Adige.

Con il lockdown sono saltata circa 60mila cerimonie, tra queste anche quelle di alcuni personaggi famosi oltreoceano come Jennifer Lopez, ma anche nostrani come Giorgia Palmas e Filippo Magnini. 

Tutto ciò ha comportato un notevole danno economico a tutte quelle aziende che ruotano intorno al settore wedding, come catering, abbigliamento, viaggi e fotografie.

E se il matrimonio “s’ha di nuovo da fare” occorrerà rispettare una serie di regole atte a scongiurare i contagi da Coronavirus.

Ci si potrà perciò sposare e festeggiare insieme ad amici e parenti finalmente dopo tre lunghi mesi di stop ma utilizzando tutte le precauzioni del caso.

Come ad esempio il distanziamento sociale. Gli ospiti dovranno stare almeno a un metro di distanza l’uno dall’altro e indossare la mascherina nei luoghi chiusi quando non sono seduti a tavola. All’esterno dovranno tenerla solo se non riescono a mantenere la distanza di un metro.

Discorso diverso per il personale di servizio che invece sarà obbligato ad indossarla per tutta la cerimonia. I guanti, secondo quanto affermato recentemente dall’Oms non sono invece obbligatori, anzi è meglio evitarli purché gli ospiti lavino spesso le mani.

Altrimenti occorrerà disinfettarle frequentemente con soluzioni idro-alcoliche. A tal proposito è opportuno predisporre delle colonne con tali gel disinfettanti nei punti più strategici.

Inoltre, la lista degli invitati dovrà essere conservata per un periodo da 14 a 30 giorni.

Secondo quanto stabilito nella Conferenza delle Regioni si dovranno riorganizzare gli spazi in modo da evitare gli assembramenti facendo in modo che le persone stiano a distanza di almeno un metro. Si dovranno dividere i percorsi di entrata e uscita inserendo ad esempio delle segnaletiche.

Il buffet si potrà fare ma non ci si potrà servire da soli a meno che il prodotto non sia monodose. Gli ospiti non potranno quindi toccare quello che è esposto ma dovranno lasciarsi servire dal personale incaricato. Garantite ovviamente le regole di distanziamento anche per fare le file per servirsi nei buffet.

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Quelli che avevano l’abitudine a correre verso il tavolo per prendere ogni ben di Dio dovranno cambiare le proprie abitudini e attenersi alle nuove regole di comportamento.

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Sposi ai tempi del Coronavirus (Adobe Stock)

Inoltre, si potrà avere la musica live a patto che la band sia distanziata dagli ospiti, ma questo già avveniva prima e i membri del gruppo stiano ad almeno un metro di distanza fra loro. Per i balli, a parte l’Emilia Romagna, dove è consentito ma secondo alcune regole, c’è ancora da aspettare.

E il lancio del riso? Anche per tornare a questa usanza si dovrà aspettare ancora un po’ perché al momento, non tutte, ma alcune diocesi l’hanno vietata. Il motivo? Potrebbe causare assembramenti.