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Aquila reale uccisa | Ricompensa a chi trova il responsabile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:29
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A Bolzano un esemplare di aquila reale è stato ucciso con un colpo di fucile nel suo nido mentre covava due uova. Una ricompensa di 1000 euro per chi individua il responsabile del brutale gesto. 

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L’aquila reale uccisa (Foto Markus Kaiser Facebook @naturtreff.eisvogel)

Stava covando due uova nel suo nido e all’improvviso un cacciatore le ha sparato. È morta così, il 16 maggio, un’aquila reale nella Valle Aurina, sopra Gais, nella provincia di Bolzano, in Alto Adige, dove la stagione della caccia è iniziata l’8 maggio.

Un gesto brutale e privo di senso, considerando che l’aquila reale è pure una specie protetta. Con un solo colpo il bracconiere ha ucciso tre vite. Oltre alla madre, infatti, il cacciatore ha colpito le due uova che stavano per schiudersi.

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In rivolta le associazioni animaliste che hanno prontamente condannato l’atto spregevole. Anzi, la Naturtreff Eisvolgel ha offerto una ricompensa di 1000 euro a chi troverà il responsabile dell’orribile gesto.

Aquila reale uccisa nel suo nido mentre covava due uova

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I cuccioli di aquila reale (Foto Markus Kaiser Facebook @naturtreff.eisvogel)

Non solo l’aquila reale ma anche i due cuccioli che stava covando nelle uova non ancora schiuse hanno perso la vita per colpa di chi ha sparato.

Un colpo di fucile che ha spazzato via ben tre vite insieme. A fare la terribile scoperta è stato Markus Kaiser, il guardiacaccia della zona. L’uomo da otto ore non vedeva il rapace muoversi nel proprio nido e per questo è andato a controllare constatando con i propri occhi ciò che era accaduto.

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E l’autore del terribile gesto non dovrà restare impunito per le associazioni animaliste prontamente insorte. Anzi la Naturtreff Eisvolgel offre una ricompensa di ben 1000 euro a chi troverà il responsabile di questo atto vergognoso.

“L’aquila reale è un rapace davvero imponente, il re dei cieli, simbolo di libertà e per di più il nostro animale araldico tirolese” scrive su Facebook l’associazione.

“È un predatore straordinario e per questo, in tempi poveri quando gli umani dovevano ancora combattere per ogni risorsa, veniva perseguito da cacciatori e pastori, perché rappresentava una concorrenza per la selvaggina e il bestiame.

Questo ha portato a un’inevitabile spopolamento della specie. E solo dopo essere diventata protetta ha ricominciato a crescere.

“Sfortunatamente, in alcune menti arretrate – prosegue l’associazione – ancora oggi, dove nessuno deve più combattere con la natura per la nuda sopravvivenza, il concetto delle cosiddette ‘specie nocive’ è rimasto. Questo modo di pensare probabilmente ha portato all’atto assolutamente spregevole dell’uccisione di un’aquila reale sui pendii sopra Gais. Lì, vigliaccamente o per motivi ancora più bassi, un’aquila reale rigorosamente protetta è stata uccisa direttamente nel nido! Il tiratore, ha sparato all’uccello mentre stava covando, non preoccupandosi di lasciare lentamente morire eventuali giovani nel nido per il freddo o per la fame”.

Un’azione che deve essere condannata severamente per l’associazione. “Chiunque conosca l’identità del colpevole deve essere consapevole, che con il suo silenzio, è complice della distruzione di un patrimonio naturale che appartiene a tutti noi. Se l’autore è un cacciatore, il suo comportamento ha screditato l’intera comunità di cacciatori. Coloro che coprono un simile atto non sono migliori di questo miserabile bracconiere!”

Il presidente dell’Associazione Cacciatori Alto Adige, Günther Rabensteiner, ha preso le distanze dal gesto bollandolo come “intollerabile”, secondo quanto scrive Repubblica.

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Non solo la Naturtreff Eisvolgel ma anche altre associazioni animaliste hanno preso posizione. Tra questa la Lac (Lega per l’abolizione della caccia) che ha scritto su Facebook: “Chiediamo al Presidente della Provincia autonoma di Bolzano che siano svolte indagini scrupolose per affidare alla giustizia chi si è macchiato di un’azione tanto abietta e che sia fatto di tutto per impedire che tali atti di bracconaggio abbiano a ripetersi“.

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Foto di Михаил Прокопенко da Pixabay

A condannare il terribile gesto anche Lipu Onlus che sottolinea come quello in Alto Adige non sia l’unico episodio ma che pochi giorni fa è stata abbattuta anche un’aquila reale nei Monti Sibillini nelle Marche.

Posizioni dure anche da parte di Wwf Trentino e Wwf Bolzano che nei profili Facebook hanno condannato l’atto sconsiderato.