Fiducia | La società ci insegna a non fidarci di nessuno: ci fa bene?

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La fiducia è il mattone sulla base del quale costruiamo tutti i nostri rapporti sociali. Cosa succede quando viene tradita o viene a mancare? Le persone diffidenti sono più infelici?

Fiducia nei rapporti
(Fonte: Pixabay)

Il sentimento della fiducia è associato a una serie di sensazioni positive che hanno generato ricordi importanti per la formazione della nostra personalità.

Sulla fiducia che i nostri genitori riponevano in noi e sulla fiducia che abbiamo riposto nel loro sostegno abbiamo cominciato a svilupparci come individui, progressivamente, fino a diventare persone adulte e mature.

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Sulla fiducia reciproca sono basati i rapporti d’amicizia e quelli amorosi ma, soprattutto, sulla fiducia è basato il rapporto tra il cittadino e le istituzioni all’interno di uno Stato democratico sano.

Il cittadino, inoltre, ripone fiducia nei mezzi di informazioneattraverso cui raccoglie le informazioni necessarie a esercitare in maniera appropriata tutti i suoi diritti.

Purtroppo la società moderna si basa su una serie di meccanismi e di relazioni che hanno distrutto i rapporti di fiducia a molti livelli, insegnandoci che, nella maggior parte dei casi la nostra fiducia è mal riposta oppure verrà abusata.

Come si sopravvive a uno stato di cose che ci rende assolutamente infelici? Cosa possiamo fare per evitare che la diffidenza possa rovinare i nostri rapporti personali presenti e futuri?

Perché la fiducia è importante per la nostra felicità?

tradimento della fiducia
(Fonte: Pixabay)

Quando siamo pronti a concedere la nostra fiducia alle persone che ci circondano viviamo un senso di benessere, sicurezza e di appagamento che migliora il nostro stato psicologico. 

A livello chimico, questo accade perché quando il cervello sperimenta una situazione di fiducia la corteccia cerebrale si attiva e nel cervello (tra molte altre sostanze) viene rilasciata l’ossitocina. 

L’ossitocina è un ormone che viene prodotto durante la gravidanza, a seguito di abbracci e contatti fisici piacevoli, alla vista di persone amate, di cuccioli e bambini. Come si può facilmente intuire, la produzione di ossitocina è collegata a una serie di sensazioni positive che inducono grande benessere psicologico. Ne deriva, operando una semplificazione, che la fiducia genera felicità.

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Quando sperimentiamo il tradimento della fiducia il nostro benessere emotivo va in pezzi e sperimentiamo una sensazione di rabbia, vuoto e dolore che, nel suo complesso, può essere chiamato come dolore emotivo.

Naturalmente il dolore emotivo, esattamente come quello fisico, guarisce con il tempo. Anche se abbiamo provato una cocente delusione in amicizia o un tradimento in amore, questo non significa che non saremo più in grado di instaurare profondi rapporti d’amore o d’amicizia.

Un vero e proprio problema si presenta invece quando la delusione è ripetuta e quando diversi episodi di dolore emotivo si ripetono a distanza di brevi periodi. A quel punto mettiamo in atto un meccanismo di difesa che ci induce a non concedere fiducia con la stessa facilità di prima e, pertanto, a diventare persone diffidenti.

La mancanza di fiducia, cioè la diffidenza nei confronti delle persone e delle situazioni che ci circondano, fa reagire il nostro cervello in maniera completamente opposta rispetto alla fiducia: l’amigdala e le altre aree del sistema limbico rilasciano cortisolo, ovvero l’ormone dello stress.

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Si tratta dello stesso ormone che viene prodotto quando abbiamo paura o quando dobbiamo svolgere mansioni che richiedono grandi dosi di attenzione e precisione.

Esattamente come avviene quando abbiamo paura o ci sentiamo in pericolo, quando viene a mancare la fiducia nelle relazioni sociali diventiamo più cauti e sospettosi nei confronti del prossimo e cerchiamo in ogni modo di prevenire le mosse degli altri per evitare di diventare nuovamente vittime di persone scorrette o immeritevoli della nostra fiducia.

Quando sperimentiamo per lungo tempo la diffidenza diventiamo incapaci di riflettere sulle cose in maniera globale. Ci concentriamo sui dettagli e rimaniamo bloccati sia nelle nostre convinzioni sia nelle nostre paure. Inoltre, finiamo per diventare aggressivi anche nei confronti di persone che in realtà non hanno cattive intenzioni perché cominciamo a vedere possibili tradimenti ovunque.

Come gestire la diffidenza?

fiducia
(Fonte: Pixabay)

I motivi per cui siamo diventati diffidenti sono moltissimi e ci influenzano a livello molto sottile, agendo sull’intera società e sui rapporti sociali che esistono all’interno di essa.

Un esempio tipico di diffidenza costante è quella che siamo costretti ad attivare nel momento in cui leggiamo le notizie che vengono veicolate costantemente dai social network. A causa dell’enorme diffusione di fake news siamo portati a dubitare di tutto quello che leggiamo. Il momento peggiore, tuttavia, è quando abbiamo dato credito (cioè fiducia) a una fonte e quella fonte ci ha poi fatto credere in una fake news. In quel caso proviamo un senso di rabbia e delusione molto simile al dolore emotivo, anche se a un altro livello di profondità.

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La diffidenza è anche il sentimento costante nei confronti delle istituzioni e dei membri della classe politica, che da decenni hanno adottato una condotta tutt’altro che legale, trasparente e degna di fiducia.

Questo stato di diffidenza permanente ci “abitua” a essere diffidenti anche nelle relazioni personali. È sempre più difficile concedere fiducia a persone estranee o che conosciamo molto poco: una convinzione sempre più diffusa è che chiunque abbia sempre e comunque un secondo fine e che dobbiamo metterci al riparo dalle loro azioni.

Se ci lasciamo andare alla diffidenza diventeremo facilmente preda di un sentimento costante di stress e infelicità che potrebbe condurre facilmente alla depressione.

Per controllare la diffidenza impedendole di “strabordare” in tutti gli ambiti della nostra vita, inquinando tutte le nostre relazioni personali, sarà bene rispettare delle regole: 

  • la diffidenza dev’essere applicata a persone e situazioni specifiche, non deve mai diventare una regola generale
  • chi ha tradito o sbagliato non è detto che debba farlo necessariamente di nuovo: essere diffidenti è saggio ma si può concedere una seconda possibilità alle persone dal momento che tutti possono sbagliare
  • la società influisce sulle nostre percezioni, ma è necessario pensare con la nostra testa e tentare di non rimanere preda di pregiudizi e pressioni esterne
fiducia nelle relazioni
(Fonte: Pixabay)

Vivere una vita fondata su relazioni sane tra persone che sanno di potersi fidare l’una dell’altra è una delle ricette della felicità. Non lo si dovrebbe mai dimenticare, anche nei momenti in cui concedere fiducia per l’ennesima volta sembra una prova troppo grande per noi.