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Albano | Il leone di Cellino è in crisi economica: “Durerò un anno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:00
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Albano è prossimo alla crisi economica e, con lui, le famiglie di tutti coloro che lavorano per l’artista. Il suo sfogo contro il governo.

Albano crisi economica
Albano (Fonte: Instagram)

Le entrate di Albano Carrisi non derivano esclusivamente dalle sue esibizioni in giro per il mondo e dalle vendite dei suoi dischi. Il cantante, infatti, è anche un imprenditore e un proprietario terriero che ha investito grosse somme per trasformare la sua tenuta agricola (dove coltiva principalmente ulivi e viti) in un piccolo paradiso. La tenuta ospita infatti, oltre alla casa dove vive la famiglia di Albano, anche un ristorante e un albergo che contribuiscono con i loro introiti al sostentamento della famiglia Carrisi.

Il Coronavirus ha messo in ginocchio tutte le attività di Albano che attualmente si ritrova con molte spese da sostenere nessuna entrata economica grazie alla quale amministrare i propri possedimenti.

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Il cantante ha spiegato la sua situazione in un’intensa intervista a Diva e Donna e non ha avuto parole comprensive per il governo italiano, accusato di aver dimenticato il settore della musica leggera.

La crisi economica colpisce Albano: “Durerò un anno e poi …”

Albano scirtto nella lista nera dell'ucraina
Albano (Istock Photos)

Albano Carrisi non è affatto il primo artista italiano a sottolineare quanto sia stata difficile la situazione dei lavoratori dello spettacolo durante la pandemia di Coronavirus e quanto sia difficile anche ora, al principio della Fase Due.

Tutti gli eventi culturali (cinema, teatro, concerti) sono infatti tra le attività che riprenderanno per ultime e che sono state sospese per l’interno 2020 per evitare una nuova ondata di contagi.

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Nelle scorse settimane sono state attivate diverse iniziative a sostegno dei lavoratori dello spettacolo e della musica: molti artisti hanno levato la propria voce attraverso i loro profili social ufficiali e i comici di Zelig stanno per dare il via a una grande maratona di solidarietà per sostenere le famiglie degli artisti e dei tecnici che da mesi non percepiscono lo stipendio e che non sanno quando potranno tornare a contare su un’entrata economica costante.

“Non capisco perché la musica leggera sia sempre considerata la Cenerentola dello spettacolo. Trovano contributi per tutti, ma non per chi fa il nostro lavoro” ha affermato il cantante, che pure sembrava essere assolutamente al sicuro dalla crisi economica in virtù della vastità del suo patrimonio.

Purtroppo, come ha spiegato il cantautore a Diva e Donna, le cose non stanno affatto così. Albano infatti poteva contare su entrate economiche provenienti da diversi settori:  esibizioni e partecipazioni a trasmissioni televisive, diritti d’autore, turismo.

Ognuno di questi settori però è stato letteralmente messo in ginocchio dal Coronavirus e, attualmente, il cantante lamenta di avere solo uscite e nessuna entrata economica.

In quest’ottica è abbastanza semplice guardare alle recenti scelte di Albano da un’altra prospettiva. La partecipazione (in collegamento) a Domenica In è stata dettata probabilmente dalla necessità di integrare le proprie scarse entrate economiche, ma il Leone di Cellino non è ancora disposto a svendere la propria privacy nonostante le difficoltà e ha preferito risultare piuttosto sgarbato con la Venier piuttosto che tirare ancora in ballo la sua ex moglie Romina.

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Purtroppo, se Albano non guadagna, anche tutte le famiglie che lavorano con lui e per lui sono rimaste senza stipendio. “Venti fisse e un’altra ventina (e più) che ruotano. Alla fine ci sono attualmente 50 famiglie senza reddito, poi ci sono le persone che di solito lavorano qui a Cellino” ha spiegato amaramente Albano, che si troverà in difficoltà anche nel momento in cui bisognerà provvedere alla vendemmia e alla raccolta delle olive. Non è detto, cioè, che Albano avrà ancora i soldi necessari a pagare tutti i braccianti che normalmente lavorano nelle sue vigne e nei suoi uliveti.

Per quanto riguarda la riapertura dell’albergo e del ristorante, secondo il cantante il gioco non vale la candela: “Ha letto tutte le norme per riaprire?” ha chiesto al suo intervistatore. “La spesa non vale l’impresa e finirebbe per assomigliare a un ospedale. Un ristorante non può sembrare un ospedale. Tagliando le spese qua e là resisterò al massimo un anno”.

 

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D’accordo con Albano anche un guru della gastronomia italiana: Antonino Cannavaccuiolo. Lo chef di Vico Equense ha infatti recentemente provveduto ad adeguare i suoi ristoranti alle nuove norme di sicurezza ma ha fatto in modo che l’esperienza nei suoi ristoranti rimanga accogliente e piacevole.