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Autosabotaggio | Sei il peggior nemico di te stessa? Puoi smettere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:22
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L’autosabotaggio è una meccanica psicologica molto subdola che può rovinare la vita delle persone: ecco come capire se la metti in pratica (e come evitare di farlo in futuro).

Autosabotaggio
(Fonte: Pixabay)

Molte persone, ma soprattutto molte donne, si mettono spesso nella condizione ideale per fallire in qualsiasi tipo di progetto.

Le persone che praticano l’autosabotaggio nella maggior parte dei casi non si rendono affatto conto di farlo e continuano a trovare varie scuse per giustificare o spiegare i propri fallimenti.

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Se i sintomi dell’autosabotaggio sono piuttosto semplici da individuare, le cause di questo meccanismo mentale assolutamente tossico sono molto profonde ed è praticamente impossibile eliminarle o risolverle senza seguire una terapia psicologica.

Nonostante questo ci sono delle strategie che è possibile adottare anche autonomamente e a prescindere dalla terapia. Cambiare atteggiamento per evitare di essere il peggior nemico di se stessi non è solo possibile, ma in certi casi anche assolutamente necessario.

Come si riconosce una persona che pratica autosabotaggio?

lamentarsi
(Fonte: Pixabay)

Una persona che pratica (inconsciamente) l’autosabotaggio ha dei comportamenti tipici che rendono la sua vita un circolo vizioso di ansia e fallimento.

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Nella maggior parte dei casi una persona che si autosabota si dedica a progetti che rimangono incompiuti oppure che falliscono. In alternativa, anche quando i progetti sono un successo e quanto gli obiettivi vengono raggiunti, le persone che tendono all’autosabotaggio provano ansia e tendono a distruggere i risultati appena ottenuti. Nel momento in cui si liberano dei risultati positivi e con essi del senso di ansia, tornano a dedicarsi a una rassicurante autocommiserazione.

Volendo schematizzare, i comportamenti più comuni di una persona che tende all’autosabotaggio sono:

  • Lamentarsi di tutto, principalmente delle continue disavventure di cui si sentono vittima
  • Deresponsabilizzarsi: rifiutare l’idea di essere responsabile di qualcosa. Si preferisce dare la colpa al caso, agli altri, situazioni fuori dal loro controllo
  • Incapacità di dire no: le persone che si autosabotano non sanno dire di no e accettano tutto pur di non prendere decisioni
  • Rimuginarepensare e ripensare al passato o alle possibilità future è una delle caratteristiche principali di coloro che non riescono a portare nulla a conclusione. Pensare è molto meno rischioso di fare, per questo è un’attività che viene preferita
  • Procrastinare: se si perde molto tempo ad analizzare tutti i possibili scenari d’azione, si finisce per rimandare all’infinito l’attuazione di un progetto. Il limbo dell’attesa del momento esatto è estremamente rassicurante
  • Avere dipendenze: per mettere a tacere il senso di ansia che li attanaglia in continuazione le persone che si autosabotano si aggrappano a alcool, cibo, droghe, shopping compulsivo

Si può intuire abbastanza facilmente che le persone che praticano l’autosabotaggio sono semplicemente bloccate in uno stato di non – azione oppure di azione inefficace che, quindi, quasi mai raggiungerà un qualsiasi obiettivo.

La comfort zone di queste persone è diventata una vera e propria trappola. La loro più grande paura è quella del cambiamento, per il semplice motivo che cambiare significa fare delle scelte e soprattutto assumersi delle responsabilità che non hanno il coraggio di prendersi.

Quali sono le cause dell’autosabotaggio?

orologio
(Fonte: Pixabay)

Il motivo per cui le persone sabotano se stesse nella maggior parte dei casi va ricercato nell’infanzia e ovviamente nella relazione con i genitori, in particolar modo con quello del sesso opposto.

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L’unico modo per rimuovere completamente le cause che portano un individuo ad autosabotarsi, quindi, è analizzare la sua infanzia durante una terapia psicologica. Una volta compresi i motivi e le dinamiche per cui si mettono in atto delle strategie di autosabotaggio, è possibile agire per “disattivarli”.

Purtroppo non tutti hanno la possibilità di cominciare una terapia psicologica. Esistono però delle strategie da poter mettere in pratica nella vita di tutti i giorni senza ricorrere necessariamente all’aiuto dello psicologo. Anche se non risolverà il problema alla radice, mettere in atto alcuni comportamenti positivi è un ottimo modo per migliorare la qualità della vita delle persone intrappolate nell’autosabotaggio.

Sempre parlando in linea generale, i motivi per cui una persona cerca in ogni modo di fallire è per confermare l’idea di essere un fallito. Questa necessità di basa sul fatto di aver sempre avuto una scarsissima autostima e di non aver saputo renderla più solida nel corso degli anni.

Chi ha una scarsa autostima crede di non meritare la felicità e, per questo motivo, semplicemente fa di tutto per non raggiungerla oppure per rimandarla all’infinito in un futuro non meglio determinato.

Come smettere di autosabotarsi

cambiamento
(Fonte: Pixabay)

Per quanto possa sembrare semplicistico, l’unico modo per uscire dal circolo vizioso dell’autosabotaggio è smettere di praticarlo.

Il primo passo da compiere a questo scopo è comprendere in quale ambito della vita si pratica l’autosabotaggio con più frequenza. In genere una persona che si autosabota lo fa in tutti i settori, ma ce n’è sempre uno primario (lavoro, relazioni, soldi eccetera).

Il passo appena successivo è capire che forse in passato si sono accumulati molti fallimenti ma che questo stato di cose può cambiare e, soprattutto, può cambiare in meglio.

Il cambiamento rende necessario uscire dalla comfort zone, mettere in atto delle strategie nuove prendersi delle responsabilità che prima non si avevano: questo spaventa tutti, ed aver paura è assolutamente normale e lecito.

Quello che non bisogna fare è farsi bloccare dalla paura. Per sviluppare il coraggio di cambiare una buona idea è cominciare da piccoli cambiamenti e godere dei loro frutti prima di passare ai successivi.

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Focalizzarsi su una cattiva abitudine e cercare di correggerla è un ottimo punto di partenza: cercare di selezionare le cose da fare e gli impegni da rispettare (senza dire sì a tutto), cominciare a consumare meno junk food, cercare di essere meno critici verso i propri difetti può bloccare efficacemente l’autosabotaggio almeno nelle piccole cose.

Certo, curare i sintomi senza risalire alla causa non potrà andar bene per sempre, ma fare qualcosa di significativo, per quanto piccolo farà un gran bene alla propria autostima e fornirà degli strumenti più efficaci per continuare a migliorare in futuro.