Morto Ezio Bosso | Il pianista che faceva commuovere malato da tempo

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La musica piange per la morte di Ezio Bosso, il pianista che sapeva far commuovere. Affetto da una malattia neurodegenerativa era malato da tempo. 

morto ezio bosso
Ezio Bosso (foto profilo Instagram @eziobosso)

Giornata triste per il mondo della musica che piange la morte di Ezio Bosso, il pianista torinese che sapeva far commuovere. Malato da tempo, il musicista anche compositore e direttore d’orchestra è venuto a mancare a soli 48 anni nella sua casa di Bologna.

Era nato a Torino il 13 settembre 1971 e dal 2011 conviveva con una malattia neurodegenerativa, diagnosticata dopo l’intervento per un cancro al cervello.

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Era salito alla ribalta nel 2016 quando Carlo Conti lo invitò al Festival di Sanremo come ospite d’onore e sul palco dell’Ariston si esibì in una performance da pelle d’oca, nonostante la malattia e le difficoltà. Ezio Bosso con la sua musica sapeva arrivare dritto al cuore, riusciva a smuovere l’anima.

Malato da tempo è morto Ezio Bosso: la musica piange

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Ezio Bosso (foto instagram @eziobosso)

A 40 la scoperta di essere malato. Un cancro al cervello rimosso e poi la diagnosi di una malattia neurodegenerativa pesante come un macigno. Inizialmente scambiata per Sla, ovvero sclerosi laterale amiotrofica, i cui sintomi sono atrofia muscolare fino alla compromissione totale delle funzioni vitali.

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In realtà Bosso aveva sviluppato una malattia autoimmune che ha effetti identici alla Sla. Colpite nel suo caso le cellule celebrali responsabili del controllo dei movimenti. Tra gli effetti la paralisi dei muscoli volontari, la perdita di forza negli arti, da qui la difficoltà a suonare. Ma anche dei muscoli adibiti a funzioni vitali come respirazione e deglutizione.

L’unico farmaco che si può prendere in questi casi è il riluzolo ma, man mano che l’organismo si abitua, perde efficacia. Quindi non esiste al momento una cura per la patologia da cui era affetto Bosso.

Nonostante tutto aveva continuato a suonare, a comporre e a dirigere. Nel 2016 con ‘Following a Bird’ tratto dall’album ‘The 12th room’ aveva incantato il teatro Ariston e da allora era entrato nel cuore del grande pubblico, anche di quello che finora non aveva mai amato la musica classica.

Una sensibilità e un’intelligenza rare, unite ad un grande entusiasmo, nonostante la vita fosse stata dura con lui, Bosso era davvero un’anima speciale. E lo trasmetteva con la sua musica quando suonava, quando dirigeva. Per questo oggi la musica piange.

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Ezio Bosso (Foto Instagram @eziobosso)

Da settembre dello scorso anno aveva smesso di suonare perché la malattia gli aveva compromesso l’uso delle mani. Tra gli ultimo eventi a cui aveva partecipato, nel gennaio del 2019, aveva diretto il concerto dell’associazione Mozart14.

Un omaggio a Claudio Abbado per i 5 anni dalla sua scomparsa. Bosso aveva chiamato a raccolta 50 musicisti tra le migliori orchestre al mondo che si unirono all’European Union Youth Orchestra e agli amici della Europa Philharmonic Orchestra, fondata da lui stesso. Un’unica orchestra senza nome per ricordare il grande maestro scomparso.

 

di Cristina Biondi