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Fame emotiva | Come riconoscerla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:00
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Quando si ha fame, può risultare difficile comprendere la vera natura dello stimolo. Scopri come fare a distinguere tra fame fisica e fame emotiva.

fame fisica o emotiva
Donna che mangia dolci – Fonte: iStock photo

Avere fame è un impulso che tutti conoscono. In genere, avviene quando l’organismo si trova in uno stato di carenza e necessità di energia pronta da spendere o di determinati nutrienti. Tante altre volte, però, può capitare di sentire lo stimolo della fame pur non avendo bisogno di mangiare. Ciò avviene quando quella che si prova è la così detta fame emotiva. Si tratta di due tipi di fame che hanno origini e motivazioni diverse e che, per questo, vanno gestite in modo diverso.

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Dopo aver visto le cause e le soluzioni della fame fisica e della fame emotiva, oggi proveremo a fare un passo indietro per imparare a distinguerle con sicurezza. In questo modo sarà molto più semplice capire quale strada seguire per gestire al meglio la fame e tutto senza inutili sensi di colpa.

Fame fisica e fame emotiva, come distinguerle

Pc con scritta
Pc con scritta “ho fame” in inglese – Fonte: Adobe Stock

Chi ha sperimentato almeno una volta quel tipo di fame che spinge a mangiare alimenti super calorici in pochissimo tempo, saprà bene come distinguere a priori la fame fisica da quella emotiva sia più difficile di quanto si pensi. Forse, da fuori, si tratta di un processo quasi naturale ma quando lo si vive in prima persona, le difficoltà sono davvero tante e tali da creare confusione a chi, in preda alla fame, non sa più come muoversi.

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Per fortuna, esistono diversi criteri che possono aiutarci a distinguere tra fame fisica e fame emotiva. Esse nascono infatti da impulsi e bisogni diversi e per questo motivo, anche se non è sempre chiaro, si evolvono seguendo strade ben diverse.

Proviamo quindi a scoprire quali sono le differenze principali tra la fame fisica e la fame emotiva.

Fame fisica

  • La fame fisica è quella che nasce da un reale bisogno di nutrirsi
  • Si fa sentire poco a poco
  • Consente di attendere un po’
  • Anche se la si prova ci si mantiene lucidi
  • Spinge verso qualsiasi cibo, senza fare eccezioni
  • Si placa abbastanza in fretta, non appena subentra lo stimolo della sazietà
  • Ci si sente bene sia mentre si mangia che subito dopo

Fame emotiva

  • La fame emotiva nasce da un bisogno emotivo
  • Può arrivare all’improvviso
  • È un bisogno che necessita di essere soddisfatto al più presto
  • Porta via gran parte della lucidità
  • Porta a mangiare solo cibi calorici, grassi o considerati particolarmente gustosi
  • Non si sente facilmente lo stimolo della sazietà
  • Anche se si è pieni si sente il bisogno di continuare a mangiare
  • Dopo aver mangiato ci si sente in colpa e sbagliati

Basta dare uno sguardo ai due schemi qui sopra per comprendere come fame fisica e fame emotiva siano decisamente diverse e, probabilmente, chi ha sperimentato quella emotiva si sarà già riconosciuti per via di alcuni tratti tipici e difficili da confondere.

La buona notizia è che la fame emotiva si può combattere ma per farlo serve conoscersi a fondo ed essere disposti a lavorare su di se. È infatti importante cercare di coglierne i motivi, risalendo alla loro origine in modo da poter stabilire un piano d’azione per combatterla ed uscirne vincitori.

Fame emotiva, le possibili cause

Donna che mangia al pc – Fonte: iStock photo

Come il termine stesso suggerisce, la fame emotiva ha origini legate alle emozioni. La si prova in particolar modo quando si è fortemente stressati o in ansia per qualcosa. Allo stesso modo può presentarsi quando si è tristi, annoiati, etc… Attraversi l’assunzione di bici grassi e zuccherati, si riesce infatti a placare per qualche istante il senso di disagio che si avverte. Il problema è che gli effetti svaniscono subito dopo aver smesso di mangiare e ad essi si aggiungono il senso di vergogna e di colpa legati al cibo introdotto senza un vero motivo.

Per poter gestire la fame emotiva, è quindi importante ricordarsi che non si tratta di fame reale. Interrogarsi ogni volta sul motivo che spinge a sentire il bisogno di riempirsi con il cibo può aiutare a distrarre la mente e a lavorare al contempo sul problema.

Inoltre è bene ricordare che episodi sporadici di fame emotiva possono essere più che normali. Ma quando questa diventa quasi una costante, allora la scelta migliore è quella di rivolgersi ad un esperto con il quale condurre un lavoro su se stessi al fine di comprendere i meccanismi che sottintendono la fame nervosa. Un processo che si rivela molto più utile di quanto si pensi.

Ma come capire se si è effettivamente vittime della fame emotiva? Se i due elenchi qui sopra non sono sufficienti, si può cercare di capire quanto ci si ritrova tra le caratteristiche principali di chi vive la fame emotiva, che sono:

  • Pensare costantemente al cibo quando ci si sente giù
  • Aver voglia di mangiare qualcosa di buono quando ci si sente annoiati
  • Mangiare molto sotto stress
  • Mangiare anche quando ci si sente ormai sazi
  • Arrivare a star male per aver mangiato troppo
  • Premiarsi con il cibo
  • Consolarsi con il cibo
  • Scegliere solo cibi ricchi di zuccheri, di grassi o di sale
  • Sentirsi al sicuro quando si mangia qualcosa di buono
  • Svegliarsi di notte a mangiare qualcosa di buono anche se non si ha fame
  • Non riuscire a fermarsi quando si inizia a mangiare
  • Sentirsi in colpa già mentre si mangia o subito dopo aver mangiato

Ovviamente, una o due di queste voci non indicano chissà quale problema. Se ci si riconosce in tante e ci si rende conto di vivere questa situazione molto spesso, è però il caso di cercare una soluzione. Ecco quindi, alcune mosse che possono tornare utili:

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Chiedersi sempre perché si ha fame. Può sembrare stupido, ma questa semplice domanda a volte aiuta tanto. Prima di tutto perché consente di fermarsi a riflettere e ciò può bloccare almeno in parte l’urgenza emotiva che spinge a mangiare qualsiasi cosa. Inoltre, riuscire a risalire al vero problema può aiutare a trovare la soluzione più adatta.

Chiedersi cosa si sta provando. Anche interrogarsi sulle proprie emozioni può rivelarsi utile. In particolar modo perché consente di guardarsi nel profondo al fine di cogliere le proprie emozioni. A volte basta solo ammetterle per sentirsi meglio e per riuscire a fronteggiarle.

Tenere un diario dove raccogliere le proprie emozioni. Annotare le varie emozioni su un diario può essere la scelta giusta per approfondire ciò che si prova. Inoltre, annotando comportamenti e reazioni, si può individuare più facilmente cosa spinge a non saper resistere all’impulso di mangiare. E questa, con il tempo, può rivelarsi un’arma davvero importante.

Donna con immagini cibo
Donna indecisa con immagini di cibo – Fonte: Adobe Stock

Accogliere le proprie emozioni senza negarle. Spesso la causa di tanti problemi è il non saper accettare le proprie emozioni. Le si negano e si cerca di coprirle mangiando, salvo poi sentirsi male poco dopo per via dei sensi di colpa. Un modo di fare che non aiuta a risolvere il problema e che pertanto andrebbe affrontato il prima possibile. Riconoscere cosa si prova e accettarlo è sempre il miglior punto di partenza per lavorare su se stessi.

Scegliere vie alternative per affrontare le emozioni. Un altro espediente utile per dire addio agli attacchi di fame emotiva è quello di riconoscere sul nascere una data emozione e rispondere agendo di conseguenza. Se si prova ansia si può andare a correre, se ci si annoia si può leggere un libro e se ci si sente nervose si può chiamare un’amica per sfogarsi. Scegliere vie alternative è un buon modo per distrarre la mente dal cibo. E, pian piano si instaurerà una nuova abitudine in grado di soppiantare la prima.

Alimentarsi in modo sano. Sebbene la fame emotiva sia, come già visto, un tipo di fame legato alle emozioni, nutrirsi in modo consapevole può aiutare, almeno in parte, a sconfiggerla. Seguendo un’alimentazione sana e bilanciata si introdurranno infatti tutti i macro nutrienti necessari, limitando lo stimolo della fame che a volte, può innescare a sua volta anche la fame emotiva.

Anche la soddisfazione durante i pasti è importante. È bene quindi mangiare bene a colazione e ai pasti principali, inserendo anche degli spuntini. Ogni pasto dovrebbe essere effettuato senza distrazioni in modo da concentrarsi su ciò che si mangia. Ciò aiuta ad accrescere il senso di appagamento legato al cibo, limitando eventuali crisi di fame emotiva durante il giorno.

Masticare lentamente può essere utile perché aiuta a sentirsi sazi più a lungo. Infine, è importante scegliere di tenere in casa alimenti sani. Ciò aiuterà a non avere inutili tentazioni a portata di mano.

fame nervosaSeguire queste semplici regole può aiutare molto nella lotta contro la fame emotiva.
È bene, però, ricordare che a volte anche chiedere aiuto può rivelarsi utile e che farlo può portare a conoscersi meglio e a vivere, in generale, una vita più semplice e piacevole.

Scritto da Danila Franzone