Silvia Romano | Parla lo zio: “le hanno fatto il lavaggio del cervello”

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Parla a “La vita in diretta” lo zio di Silvia Romano sospettoso circa la conversione all’islam della nipote, ipotizza sommiistrazione di droge e corcizione.

Silvia Romano libera
Foto da Instagram @coffeeology_blog

Da quando Silvia Romano è atterrata a Ciampino con il suo velo verde la percezione di molti italiani sulla sua vicenda è drasticamente mutata.

Una conversione all’islam non era senza dubbio al centro dei pensieri di molti lungo questi diciotto mesi di sforzi per riportare Silvia in Italia e il suo verificarsi è risultato destabilizzanti.

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Dalle lacrime di gioia e dai messaggi di plauso si è velocemente passati alla diffidenza e alla sterile valutazione circa l spesa che tale liberazione avrebbe comportato per lo stato Italiano.

Quattro milioni per liberare una donna che si è convertita alla religione dei suoi aguzzini, la religione che nel mondo viene sempre più legata ad attentati terroristi e discriminazione sessuale? Per molti è stato semplicemente un pensiero inaccettabile.

Oggi stupisce però che tra questi molti non ci siano solo degli estranei ma anche una persona molto vicina a Silvia Romano: suo zio.

Silvia Romano plagiata e drogata secondo lo zio

Silvia Romano conversione
Foto da Instagram @tucomeloleggi

Alberto Fumagalli, zio di Silvia Romano, è stato uno dei pochi a parlare nella famiglia della cooperante milanese di 24 anni tenuta in prigionia per 18 mesi e tornata in Italia lo scorso 10 maggio.

Raggiunto telefonicamente da La Vita in Diretta, il programma di Rai 1 del pomeriggio, Alberto Fumagalli ha espresso gioia per il ritorno della nipote ma anche tante perplessità (o sarebbe forse meglio dire forti dubbi).

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Il suo intervento nel programma inizia con una forte smentita: no, Silvia Romano non è assolutamente incinta. Quel dubbio fantasioso nato notando alcune movenze particolari della ragazza appena scesa dall’aereo ( a quanto pare portava la mano al ventre un po’ troppo spesso) viene dunque subito polverizzato nel giro di poche parole.

Ben più difficile è stato invece affrontare il tema della conversione di Silvia all’islam. A tal proposito lo zio, che ha definito il periodo della prigionia come “un film dell’orrore”, non ha fatto certo mistero delle proprie perplessità:

“Lei è stata inquadrata e addestrata, quelli sono esperti, le hanno fatto il lavaggio del cervello. Le avranno anche dato delle droghe. L’avranno anche drogata”.

Convinto dell’assoluta inverosimiglianza di una conversione spontanea, lo zio di Silvia ha poi tenuto a specificare:

“Ma poi le dico anche che, avendola sentita, non parla neanche nello stesso modo di prima. Non è lei che vuole farsi chiamare Aisha, e questo non l’ha mai detto. Di certo non tornerà più la Silvia che era”

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Se tutto ciò già può senza dubbio far molto discutere, la conclusione dell’intervista è stata ancor più destabilizzante e stupefacente.

Interrogato circa la possibilità di un futuro ritorno di Silvia Romano in Africa, lo zio ha commentato senza colpo ferire:

“Eh, la famiglia come la prende? Che nessuno la fa tornare in Africa, penso. Il passaporto glielo brucio io, così vediamo se torna in Africa”

Silvia Romano religione
Foto da Instagram @adamachiraf

In un contesto in cui la reazione avversa di molti, cittadini italiani più o meno in vista, circa la liberazione di Silvia Romano ha fatto molto discutere, spesso con toni anche accesi, una presa di posizione così drastica da parte di un suo stretto parente desta senza dubbio ulteriori perplessità.

Il ritorno in patria di questa ragazza segna veramente l’acquisizione di una ritrovata libertà o le molte giustificazione che dovrà dare ne saranno in realtà la più profonda antitesi?