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Coronavirus | Disneyland Shangai riapre: la Cina verso la normalità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:38
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Disneyland Shangai fu il primo a chiudere e oggi è il primo parco tematico a riaprire: i cinesi tornano a sognare dopo l’epidemia.

Disneyland Shangai mascherina
Disneyland Shangai (Fonte: Instagram)

Disneyland Shangai è stato chiuso il 25 Gennaio, quindi è rimasto deserto per ben 3 mesi e mezzo. Un’intera stagione turistica perduta, una perdita economica disastrosa per il colosso mondiale dell’intrattenimento e, ovviamente, una batosta psicologica non indifferente per i milioni di turisti che progettavano di visitare il parco.

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A seguito delle misure di allentamento della quarantena in Cina il parco divertimenti è tornato ad aprire con una serie di profondi cambiamenti logistici che mirano innanzitutto a salvaguardare la salute dei lavoratori e dei visitatori.

Se il mondo intero ha guardato alla Cina per capire quali fossero le conseguenze del Coronavirus sul breve periodo, è il momento di guardare alla Cina anche per capire come sarà la ripartenza dopo il lunghissimo lockdown che ha interessato e continua a interessare moltissimi paesi.

Disneyland Shangai riapre: biglietti esauriti, sicurezza al massimo

Disneyland Shangai
(Fonte: Instagram)

Secondo quanto dichiarato ufficialmente dal gruppo Disney, il lockdown del primo trimestre del 2020 ha procurato al gruppo una perdita di oltre 1,4 Miliardi di Dollari. 

La riapertura dei parchi tematici è quindi un passo assolutamente necessario per limitare le perdite e soprattutto per far ripartire l’intero sistema.

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Esattamente come in Italia, però, la parola chiave per la ripresa è “gradualità”. Disney ha infatti deciso di aprire il parco di Shangai ma di mantenere chiusi gli altri parchi tematici: quello di Orlando, Hong Kong e Parigi.

Nel tentativo di attuare nuove strategie di ripresa, Disney ha annunciato che il 20 Maggio saranno riaperti negozi e i ristoranti di Disney Spirngs, una zona commerciale che si trova all’esterno del parco di Orlando.

Per quanto riguarda il parco di Shangai, invece, sono state già messe in atto quelle misure di contenimento degli assembramenti e di distanziamento sociale che molto probabilmente verranno applicati in tutti gli altri parchi di divertimenti del marchio.

Misure molto simili saranno applicate anche in Italia e non soltanto nei parchi divertimento: ci si dovrà adattare alle stesse limitazioni anche nei musei.

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Innanzitutto gli ingressi sono stati ridotti a un terzo. A pieno regime il parco di Shangai può ospitare 80.000 visitatori insieme, ma l’11 Maggio, primo giorno di riapertura, sono stati messi in vendita meno di 30.000 biglietti, andati completamente esauriti in poche ore. Il costo del biglietto per entrare nel parco divertimenti dopo il Coronavirus è di 399 Yuan (poco più di 50 €) nei giorni feriali e di 499 Yuan (cioè 65 €) nel fine settimana.

All’interno del parco inoltre sarà obbligatorio circolare con la mascherina rispettare il distanziamento sia in fila per le varie attrazioni sia all’interno delle stesse ma anche nei punti di ristoro, negli shop e sui mezzi di trasporto che permettono ai visitatori di attraversare rapidamente l’enorme estensione del parco.

Naturalmente Disney assicurerà la disinfezione di tutte le aree ad alta frequentazione, come bar, ristoranti e servizi igienici. Probabilmente, proprio per assicurare agli addetti il tempo di eseguire queste operazioni, l’orario di ingresso al pubblico è stato ridotto.

 

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Per quanto riguarda le attività di intrattenimento, saranno attive soltanto una parte di esse, cioè quelle che permettono di assicurare la sicurezza dei lavoratori del parco. Alcune aree rimarranno chiuse mentre molti spettacoli rimangono sospesi fino a nuovo ordine. 

Nonostante gli incoraggianti segnali di ripartenza, il governo cinese in una nota ufficiale ha ripetuto la necessità di essere cauti e di non lasciarsi travolgere da un cieco ottimismo, che in questo momento della lotta al Coronavirus potrebbe rappresentare la rovina.

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Negli ultimi giorni, infatti, in Cina sono stati registrati 22 decessi legati al Coronavirus e 40 nuovi casi di contagio: lo spettro di una nuova diffusione del virus continua a tenere in allarme il governo, che recentemente è stato accusato dal Presidente Trump di aver nascosto i dati dell’epidemia durante la prima fase del contagio, impedendo agli altri paesi di adottare tempestivamente misure contenitive.