E l’amore guardò il tempo e rise | No, non è una poesia di Pirandello

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E l’amore guardò il tempo e rise, una commovente poesia d’amore che gira molto nel mondo social attribuita a Pirandello ma per errore e, soprattutto, erroneamente anche abbreviata.

poesia d'amore
Foto da Unsplash

Un amore più forte del tempo, che prende posto nel cuore e lì sopravvive tra altri e bassi ma sempre saldo e incrollabile.

E’ l’amore cantante inuma delle poesie più popolari degli ultimi anni, un testo che circola sui social e che i più attribuiscono a un grande della letteratura italiana del ‘900: Luigi Pirandello.

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E l’amore guardò il tempo e rise, questo il titolo attribuito alla celebre poesia che però, udite udite, non è di mano del grande Pirandello.

Inoltre, udite udite di nuovo, il testo è anche assai più lungo di come si crede.

I versi attribuiti a Pirandello sono infatti dieci ma il testo originale ne conta ben quattro volte tanti.

Quaranta sono infatti i versi della vera E l’amore guardò il tempo e rise, scritta dal meno famoso Antonino Massimo Rugolo.

CherDonna.it oggi vi ripropone allora sia la versione celebre, ridotta ed erroneamente attribuita a Luigi Pirandello che la versione meno nota ma autentica di Antonino Massimo Rugolo.

E l’amore guardò il tempo e rise: la versione attribuita a Pirandello

Luigi Pirandello poesia
Photo by Isaac Kitrosser/Getty Images

Navigando tra Facebook e Instagram vi sarete senza dubbio imbattuti in questo breve e toccante componimento che il mondo del web vuole a firma del grande Luigi Pirandello.

Indagando anche solo rapidamente sul web avrete però scoperto che questi versi non sono mai stati scritti dal grande autore novecentesco. Essi fanno invece parte di un componimento ben più ampio che vi riproporremo tra poche righe.

Intanto però rileggiamo la poesia così come molti la conoscono.

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E l’amore guardò il tempo e rise,

perchè sapeva di non averne bisogno.

Finse di morire per un giorno,

e di rifiorire alla sera,

senza leggi da rispettare.

Si addormentò in un angolo di cuore

per un tempo che non esisteva.

Fuggì senza allontanarsi,

ritornò senza essere partito,

il tempo moriva e lui restava.

E l’amore guardò il tempo e rise: la versione integrale di Antonino Massimo Rugolo

scrivere poesia
Foto da Unsplash

Ecco il testo originale e integrale della poesia, estrapolata dal libro Sulle Ali della tenerezza, Editore Laruffa, pagina 72, e redatta non da Luigi Pirandello ma da Antonio Massimo Rugolo.

Questa è la vera E l’amore guardò il tempo e rise.

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E l’amore guardò il tempo e rise.
Un sorriso lieve come un sospiro,
come l’ironia di un batter di ciglio,
come il sussurro di una verità scontata.
Perché sapeva di non averne bisogno.
Perché sapeva l’infinita potenza del cuore
e la sua poesia e la magia di un universo perfetto,
al di là dei limiti del tempo e dello spazio.
E le ragioni dell’uomo, fragile come un pulcino,
smarrito come un uccello,
cannibale come un animale da preda.
Perché conosceva la tenerezza di una madre,
l’incanto di un bacio, il lampo di un incontro.
Poi finse di morire per un giorno,
nella commedia della vita,
nell’eterno gioco della paura,
nascosto, con il pudore della sofferenza,
con la rabbia della carne,
con il desiderio di una carezza.
Ma era là, beffardo, testardo, vivo.
E rifiorì alla sera,
senza leggi da rispettare,
come un Dio che dispone, sicuro di sé,
bello come la scoperta, profumato come la luna.
Ma poi si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva
e il tempo cercò di prevalere,
nel grigio di un’assenza senza musica, senza colori.
E sbriciolò le ore nell’attesa,
nel tormento per dimenticare il suo viso, la sua verità.
Ma l’amore negato, offeso,
fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
perché la memoria potesse ricordare
e le parole avessero un senso
e i gesti una vita e i fiori un profumo
e la luna una magia.
Perché l’emozione bruciasse il tempo e le delusioni,
perché la danza dei sogni fosse poesia.
Così mentre il tempo moriva, restava l’amore.

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Foto da Unsplash

Un componimento dunque ben più articolato di quanto potessimo credere in cui i versi raccontano la natura incrollabile di quel sentimento che tutti chiamiamo amore, capace di allontanarsi, sopirsi, fingere di morire ma poi, inesorabile, pronto a rifiorire a sconfiggere ogni ostacolo, persino l’inarrestabile tempo.

Certo, la grandezza di Pirandello rimane tanto maestosa quanto incrollabile, ammettiamo però che anche questi versi hanno il loro fascino incontrovertibile.