10 cibi velenosi che mangiamo ogni giorno senza neanche saperlo

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Scopri quali alimenti potenzialmente molto dannosi mangiamo quotidianamente senza neanche saperlo, cibi velenosi che fanno parte della nostra dieta

mele avvelenate
Foto da Pixabay 

Che alcuni frutti, ortaggi o affini siano velenosi lo sappiamo e ciò ci consente di evitarli con grande cura. Ma siamo sicure che il pericolo non possa annidarsi anche altrove? Siamo certe che tutto ciò che mangiamo sia sicuro al cento per cento?

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Oggi scopriremo come alcuni cibi quotidianamente presenti sulle nostre tavole possono esser in realtà delle vere e proprie bombe a orologeria, alimenti velenosi ai quali, senza saperlo, ci accostiamo giorno dopo giorno.

Non ci potete credere? Be’ continuate a leggere qua sotto.

10 cibi velenosi che mangiamo sempre

ciliegie velenose
Foto da Pixabay 

Frutta fresca, frutta secca, tuberi, verdure e persino pesce: tutti alimenti che gustiamo quotidianamente ma che, senza che neppure ce ne possiamo render conto, rischiano di nuocere la nostra salute.

Alcuni cibi di ordinaria assunzione contengono infatti delle sostanze potenzialmente molto dannose, sostanze che se assunte in quantità eccessive o anche solo sfiorate rischiano di risultare velenose.

Possono esser contenute solo in parte dell’alimento o nella sua totalità, a noi il compito di conoscerle così da evitare il pericolo.

Scopriamo allora insieme questi insospettabili cibi velenosi.

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Ciliegie – La loro succosa polpa al massimo crea dipendenza ma per il nocciolo è tutt’altra storia. Contiene, infatti, acido cianidrico, un potente veleno largamente presente nel regno vegetale che ostacola il trasporto dell’ossigeno da parte del sangue. Meglio dunque non ingerirlo, soprattutto se precedentemente danneggiato con i denti.

Noce moscata – In piccole quantità è fonte di un inebriante aroma ma assunta in quantità elevate può essere causa di allucinazioni e convulsioni. Tutta colpa della miristicina, una sostanza neurotossica qui contenuta. Occhio anche durante la gravidanza poiché la tossicità per il feto è un concreto pericolo: la noce moscata non va certo evitata ma certo neanche sparsa ovunque.

Funghi – Tutti sanno che in natura ne esistono di velenosi e non commestibili ma decisamente meno numerosi sono quelli consapevoli che anche quelli commestibili contengono tossine termolabili (che evaporano cioè in cottura, a circa 80°) che possono creare difficoltà digestive: meglio quindi, consumarli sempre cotti.

Patate – Qui il nemico si chiama solanina, una tossina contenuta nei germogli e nella buccia. Ecco perché sarebbe sempre bene sbucciare le patate prima di cuocerle (l’alcaloide tossico non viene eliminato con la cottura poiché degrada a oltre 243 °C), facendo particolare attenzione alla parte verde, più ricca di questa tossina. Per il medesimo motivo meglio evitare del tutto le patate che appaiono verdi anche prima di essere sbucciate.

Mandorle – Generalmente sono una salutare fonte di energia per il nostro organismo ma sarebbe decisamente meglio evitare quelle amare poiché contengono elevate quantità di amigdalina, una sostanza che nell’organismo produce acido cianidrico (da cui si ottiene il velenoso cianuro). Per avere conseguenze letali occorrerebbe mangiarne circa 50 o 60 ma, fortunatamente, il loro sapore sgradevole è un ottimo detrattore.

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Mele – “Una mela al giorno toglie il medico di torno”, già, ma non i suoi semi. Questi infatti contengono amigdalina, la stessa sostanza tossica presente nelle mandorle amare. Fortunatamente, ogni frutto ne contiene talmente pochi che accusereste prima i sintomi di un’indigestione.

Fagioli – Ottima fonte proteica ma assai dannosi se consumati crudi. Contengono infatti una tossina detta fitoemoagglutinina, i cui sintomi da avvelenamento sono nausea, vomito e diarrea. E’ proprio per questo motivo che prima di cuocerli si consigliano lunghe ore di ammollo.

Rabarbaro – Un grande amico del mondo della pasticceria ma forse non tutti sanno che di questa pianta è commestibile solo lo stelo: le foglie sono infatti ricchissime di acido ossalico, sostanza dagli elevati poteri lassativi che influisce negativamente sulle funzionalità renali.

Sambuco – Già proprio lui, q quello degli sciroppi e dei distillati. Occhio però a non ingerirne altro se non fiori e frutti. Le parti verdi e la corteccia sono infatti altamente velenosi. Occorre poi specificare che anche un consumo eccessivo delle parti udibili può causare problemi a livello intestinale.

Pesce palla – Certo non tra gli alimenti più consumati nel Pianeta ma una prelibatezza per chi ama le cucine orientali. Sappiate però che un solo milligrammo delle tetrodotossine, le neurotossine contenute in fegato, ovaie, intestino e pelle di questo pesce, è sufficiente a uccidere un uomo. E’ per questo che in Giappone può cucinare il “fugu” (il pesce palla fritto o crudo) solo chi possiede una speciale licenza che si ottiene in 2 o 3 anni di scuola pratica e teorica.

raccolta mele
Foto da Pixabay

Possibilità remote dunque di subire veri danni ma pur sempre possibilità di cui è importante esser consapevoli: la consapevolezza è infatti sempre la prima e più efficace forma di prevenzione, unico modo per tutelare la propria salute e unico modo per esse prudenti senza scadere nel panico.

Ciò che conosciamo non può ferirci e, dunque, non può spaventarci.