Vamping | Un fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti

Sta prendendo sempre più piede tra gli adolescenti, complice la quarantena dovuta al Coronavirus, il fenomeno del vamping. Scopriamo insieme cos’è.

vamping adolescente
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Un fenomeno molto in voga tra gli adolescenti dai risvolti anche pericolosi. Si chiama vamping, termine che rimanda alla parola vampiro. Un essere mitologico che sta sveglio di notte perché vulnerabile alla luce del sole.

Il fenomeno degli adolescenti che restano svegli di notte per navigare sul web appare per la prima volta nel 2014 negli Stati Uniti. Su un articolo del New York Times si parlò di questa nuova tendenza che si stava diffondendo tra i giovani chiamata vamping.

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Un comportamento che in questo periodo, complice la quarantena, sta conquistando sempre  più adolescenti con risvolti a volte anche drammatici. Stare infatti incollati ore e ore davanti al cellulare anziché dormire non è affatto salutare, secondo gli psicologi.

Il vamping una cattiva abitudine degli adolescenti in quarantena

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Rimanere svegli tutta la notte per chattare su Whatsapp, postare foto su Instagram e commentare su Facebook è questa la nuova tendenza diffusa tra gli adolescenti che prende il nome di vamping.

Un fenomeno nato negli Stati Uniti ma ormai molto diffuso anche in Italia che trova sempre più terreno fertile grazie alla quarantena. Molti ragazzi infatti preferiscono passare la notte sui social, guardando una serie tv o stando ai videogiochi anziché dormire.

Un comportamento quello del vamping che si è accentuato in questo periodo di reclusione forzata dovuta al Covid-19 che di fatto ha cambiato anche le nostre abitudini. I giovani infatti sapendo di potersi svegliare più tardi per via delle scuole chiuse passano la notte in rete.

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Inoltre, molti si danno appuntamento nelle ore notturne proprio perché da soli, quando tutti gli altri membri della famiglia sono a letto. Pensiamo a quei ragazzi che vivono in case piccole e che devono condividere la camera da letto con uno o più fratelli.

La quarantena forzata, imponendo una condivisione più stretta degli spazi con tutta la famiglia, genera questo bisogno di autonomia e indipendenza negli adolescenti.

Una situazione aggravata anche dal fatto di non poter uscire e non poter frequentare gli amici, rinunciando oltre che alla scuola, allo sport e allo svago.

Un bisogno di socialità, quello dei giovani, che non va demonizzato ma capito e regolato per non andare incontro ai risvolti negativi che il vamping porta con sé.

Le conseguenze di questo fenomeno infatti, provocano dipendenza da smartphone senza considerare tutti i disturbi legati alla perdita del sonno. Da qui derivano poi il calo dell’attenzione e della concentrazione, l’irritabilità ma anche la stanchezza cronica e il mal di testa. Con un conseguente calo dei risultati scolastici.

Esporsi infatti alla luce del telefono nelle ore notturne riduce la produzione di melatonina che va ad incidere sulle fasi del sonno favorendo disturbi di ansia e dell’umore. Insomma tutta una serie di risvolti negativi per la salute dei nostri giovani che dobbiamo aiutare a non cadere in queste trappole virtuali.

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I genitori hanno l’importante ruolo di spiegare ai ragazzi quali sono le dannose conseguenze di questo comportamento. Il loro compito è quello di aiutarli a trovare alternative che soddisfino il bisogno di socialità degli adolescenti ma salvaguardandone la salute psicofisica.

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Ad esempio si potrà concordare insieme a loro un orario oltre il quale non si potrà più stare al cellulare, verificando che effettivamente a quell’ora sia spento, magari facendoselo consegnare. Oppure fissare delle brevi fasce orarie durante la giornata così che i ragazzi abbiano un po’ di privacy per poter parlare e videochiamare gli amici senza la presenza di altri membri della famiglia ad assistere alla conversazione.

Trovare quindi soluzioni che accontentino gli adolescenti ma al tempo stesso li preservino dalle pericolose conseguenze a cui vanno incontro con il vamping.

di Cristina Biondi

 

 

 

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