Covid-19 lavoro | l’Inail ha classificato le professioni più a rischio

Covid-19, dall’Inail arriva una classificazione dei lavori più a rischio contagio E ci sono anche delle sorprese

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Covid-19 lavoro: per alcuni la ripresa è già cominciata e per poco meno di altri 3 milioni di italiani il 4 maggio segnerà il ritorno all’impiego effettivo. Così l’Inail con un documento ufficiale ha classificato quelle che oggi sono da considerare professioni più o meno a rischio.

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Molto dipende dall’esposizione e dal contatto con il pubblico oltre che dagli spazi di lavoro. Per questa tabella infatti Inail ha preso in considerazione tre fattori fondamentali: aggregazione,  esposizione, prossimità. Emerge un quadro che forse avevamo già in testa, ma con qualche sorpresa interessante.

In epoca di Coronavirus, i mestieri decisamente più a rischio contagio sono molti. Secondo l’Inail infatti quelli classificati con ‘rischio alto’ sono anzitutto i lavoratori della sanità e dell’assistenza sociale, ma anche le forze dell’ordine. Con loro pure chi opera nelle agenzie di pompe funebri, gli atleti professionisti, parrucchieri ed estetisti.

Poi ci sono mestieri con un rischio ‘medio-alto’. Sono certamente i farmacisti, i corrieri, gli addetti alle mense e i camerieri, tutti a contatto con il pubblico. Come loro anche manutentori, lavoratori dello spettacolo (anche per la presenza del pubblico), badanti e colf, microbiologi.

Invece un ‘rischio medio-basso’ ce l’hanno gli operatori sanitari, i cassieri, i lavoratori nel mondo dell’istruzione. Inoltre anche gli agricoltori e gli operai edili.

Inail, tutte le regole per aziende e dipendenti alla ripresa

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L’Inail però nel suo documento ufficiale per la ripresa del lavoro in epoca di Covid-19 ha dettato anche una serie di regole e linee guida. Essenziale dovrebbero essere l’uso di mascherine chirurgiche sui mezzi pubblici e per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni. Ma anche  distanziamento e sanificazione dei luoghi, oltre alla predilezione dove si può per lo smartworking.

In particolare gli spazi di lavoro devono essere ridisegnati puntando sul distanziamento sociale, anche se non in tutti processi produttivi è possibile. E deve essere prevista una ventilazione continua negli ambienti condivisi, con orari scaglionati per entrata e uscita dei lavoratori. Limitati al minimo anche gli spostamenti all’interno dell’azienda.

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Quanto alle le misure igieniche e di sanificazione degli ambienti, sono le stesse che conosciamo da tempo a cominciare dal lavaggio delle mani. Inoltre in tutti gli ambienti di aziende e uffici dovranno essere appesi poster, locandine e brochure che pubblicizzano le misure stesse. L’azienda dovrà anche mettere a disposizione mezzi detergenti appropriati per una  frequente pulizia delle mani.

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In più deve essere applicata la procedura per il controllo della temperatura corporea sui lavoratori prima dell’accesso al luogo di lavoro. Se risulterà superiore ai 37,5° C, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. E questi lavoratori dovranno subito essere isolati e forniti di mascherine. Poi contatteranno  il proprio medico curante e seguiranno le sue indicazioni.