App Coronavirus | Immuni sarà obbligatoria? Come funziona e quando esce

La famosa app per il tracciamento nella Fase 2 della lotta al Coronavirus si chiama Immuni e si vocifera sia destina a esser obbligatoria. Ma quando esce e, soprattutto, come funziona?

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Volontarietà, anonimato e uso della tecnologia Bluetooth. Questi i criteri che l’Europa aveva richiesto di rispettare nell’individuazione dell’app che avrebbe dovuto aiutare l’Italia durante la famigerata Fase 2 della lotta al Coronavirus.

Il governo ha rintracciato tutto ciò in Immuni, l’app che a breve dovrebbe avviare la sua sperimentazione in alcune regioni selezionate per poi sbarcare sull’intero territorio nazionale?

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Ma come funziona Immuni? E, soprattutto, i criteri fissati dall’Europa vengono veramente rispettati in toto?

Gli esperti già chiedono delucidazioni, tra cui il codice sorgente, per verificare che la privacy venga veramente rispettata.

Quel che è apparso subito chiaro è che, per funzionare bene, l’app Immuni necessita di un buon margine di adesione da parte degli italiani, almeno del 60% della popolazione.

L’obbiettivo dell’app è infatti tracciare i casi di Coronavirus e, sfruttando la tecnologia Bluetooth, che lavora entro circa un metro di distanza, ma anche un elenco compilato dall’utente stesso, individuare eventuali soggetti a rischio e invitarli a sottoporsi al test o, preventivamente, a rispettare la distanza di sicurezza.

Tutto ciò dovrebbe avvenire in via assolutamente anonima e volontaria ma sarà veramente così? Proviamo a scoprilo insieme.

App Coronavirus obbligatoria

tracciamento coronavirus
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Tra i primissimi parametri richiesti dall’Europa c’è proprio la volontarietà nell’utilizzo dell’app e anche il Commissario Domenico Arcuri, nell’ordinanza con cui comunicava l’adozione di Immuni, sottolinea la libertà di avvalersi o meno della nuova tecnologia.

L’intoppo però risiede nei parametrici funzionalità dell’app stessa. Con un’adesione inferiore al 60%, Immuni non riuscirebbe infatti a tenere sotto controllo la situazione: una mappatura adeguata richiede dunque una buona adesione da parte degli italiani ma come garantirla se la si lega a una totale volontarietà?

Serve dunque un incentivo, qualcosa che spinga il maggior numero possibile di italiani a scaricare la app sul proprio telefonino. Il Governo pare lavorare all’ipotesi di una differenziazione nella libertà di movimento: in pratica, chi decide di non avvalersi dell’app, potrebbe esser soggetto a qualche restrizione extra, non certo l’obbligo di restare a casa ma una stretta sugli spostamenti che invece per tutti gli altri, nella fase 2, saranno consentiti progressivamente.

E come metterla poi con le persone più anziane? Sono loro a correre i maggiori rischi ma, al tempo stesso, sono anche i meno avvezzi all’utilizzo di simili nuove tecnologie. Per loro Immuni potrebbe prendere la forma di un braccialetto, un oggetto semplice da indossare e che possa comunque aiutare nel rispettar le distanze di sicurezza.

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A tutte queste problematiche sta lavorando la commissione tecnico-scientifica, d’accordo con Domenico Arcuri, il commissario straordinario che ha firmato l’ordinanza proprio per l’app, e d’intesa anche con la task force guidata da Vittorio Colao. Naturalmente la parola finale sulle misure da adottare spetterà sempre e comunque al Governo, che dovrà trovare un difficile equilibrio tra la tutela della privacy e della libertà dei cittadini e la necessità di rendere efficienti i controlli decisivi per la fase 2.

App Coronavirus come funziona

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L’app Immuni, scaricabile gratuitamente, sarà composta da due parti:

Un sistema di tracciamento dei contatti – Grazie alla tecnologia Bluetooth, l’app potrà rilevare la vicinanza tra due smartphone nell’ordine di un metro.

Un diario – Qui verrà chiesto all’utente di annotare e aggiornare quotidianamente alcune informazioni rilevanti riguardanti la propria salute.

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E’ importante approfondire soprattuto come lavori la prima funzione.

L’app conserva infatti anche un elenco di codici anonimi dei singoli utenti, particolarmente utili qualora un soggetto dovesse poi risultare positivo al test del Coronavirus. In questo caso infatti, quando l’utente registra sull’app la propria positività, questa richiederà il consenso nell’utilizzare i dati raccolti e provvederà a recuperare automaticamente gli altri codici con cui il soggetto è entrato in contatto nell’ultimo periodo, valutando quelli potrebbero esser maggiormente a rischio informandoli attraverso una notifica sullo smartphone.

Il tutto, naturalmente, sempre in via totalmente anonima e, inoltre, nessuna delle informazioni verrà utilizzata prima del consenso del paziente.

App Coronavirus quando esce

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Alcuni aspetti dell’app sono, ad oggi, ancora in via di perfezionamento ma pare che potrà esser scaricata già da maggio anche se non in tutta Italia.

Il progetto partirà infatti con alcune regioni “pilota” per poi, in caso di successo, estendersi sull’intero territorio Nazionale.

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Da dove scaricare l’app? Immuni sarà naturalmente disponibile sia per sistemi Android che iOS, e dunque scaricabile sia da Google Play che da Apple Store.