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Luis Sepùlveda | Chi è, età, altezza, carriera e vita privata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:08
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Uno dei più grandi scrittori del ‘900, autore di capolavori famosissimi in tutto il mondo, Luis Sepùlveda. Conosciamolo meglio

Luis Sepùlveda biografia
Foto da Instagram @giovani_democratici_carpi

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare è forse la sua opera più famosa ma dietro quel titolo se ne nascondono molti altri, libri, poesie e parole entrate nei cuori dei lettori di tutto il mondo e provenienti da una penna molto speciale, quella di Luis Sepùlveda.

Uno degli autori più iconici del Novecento che forse ci ha lasciato troppo presto e che merita, senza dubbio, di essere conosciuto nel modo più completo possibile.

Ripercorriamone insieme carriera e vita privata.

Luis Sepùlveda Coronavirus

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Luis Sepulveda – Foto Instagram da https://www.instagram.com/p/B9PL87injD7/

Nel febbraio 2020 è stato annunciato uno dei primi casi spagnoli di Coronavirus. Il nome era proprio quello del celebre autore Luis Sepùlveda, che è stato poi ricoverato a causa di complicazioni dovuto al Covid-19.

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Il 12 aprile 2020, dopo circa un mese e mezzo di ricovero, il giornale El Pais annuncia al mondo la morte del celebre autore, un combattente che a 70 anni ha affrontato la sua ultima battaglia contro un virus troppo subdolo per essere sconfitto.

Luis Sepùlveda libri

Luis Sepùlveda scrittore
Photo credit should read ETIENNE DE MALGLAIVE/AFP via Getty Images

La pubblicazione di Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, dedicato a Chico Mendes, segna l’esordio letterario di Luis Sepùlveda.

In questo, come in quasi tutti i suoi scritti, Sepùlveda narra un pezzo della sua intensa vita: parafrasa, rielabora, reinventa ma non rinuncia mai a trasporre qualcosa di sé in ogni sua opera.

Se con il primo racconto narra i suoi sette mesi trascorsi per l’Unesco nella foresta amazzonica con gli indios Shuar, a seguito dell’espulsione dal Cile dopo due anni e mezzo di carcere, con il secondo romanzo, Il mondo alla fine del mondo, descrisse invece ciò che gli era apparso dal ponte di una nave di Greenpeace, organizzazione a cui si era unito negli anni Ottanta.

Maggiore fu il tempo necessario per trasformare in letteratura la militanza politica. Lo fece nei racconti contenuti in La frontiera scomparsa, storie condite di un asciutto realismo ma pur sempre storie.

Era questo che Luis Sepulveda faceva, lo scrittore, e sebbene attingesse dal reale in modo estremamente lucido non lasciavamo che questo prevaricasse il piacere di raccontare.

La sua storia d’amore con la poetessa Carmen Yáñez anche divenne materiale letterario, prima in La lampada di Aladino (storia di due giovani che condividono le lotte del movimento studentesco e si ritrovano dopo gli anni della dittatura cilena e l’espatrio) e poi nel noir Un nome da torero (storia un ex guerrigliero cileno di quarantaquattro anni, che accetta di dare la caccia a un tesoro nazista nella terra del fuoco solo per amore di Veronica, una donna torturata dai militari e ritrovata viva, ma in condizioni psicologiche disastrate, in una discarica di rifiuti a Santiago).

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Racconti, favole, novelle, poesie, non c’è genere letterario che Luis Sepùlveda abbia ignorato o al quale, per vederla in altro modo, non abbia dato il suo personale contributo.

Ne emerge una produzione di oltre trenta opere realizzate in circa trent’anni, una mole poderosa di pubblicazioni riconosciuta anche con una serie di onorificenze e premiazioni.

Luis Sepùlveda frasi

Luis Sepùlveda frasi
Foto da Instagram @lilybris

Dai suoi straordinari libri sono state tratte frasi oramai celebri, capaci di ispirare e far riflettere molti.

Ne riportiamo di seguito alcune tra le più famose.

  • Il volto umano non mente mai: è l’unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto. (da Diario di un killer sentimentale).
  • Quegli occhi verdi nascondevano il balsamo per eludere i sogni. (da Diario di un killer sentimentale).
  • Le mie storie sono scritte da un uomo che sogna un mondo migliore, più giusto, più pulito e generoso. Le mie storie sono scritte da un cileno che sogna di veder realizzato in questo paese il sogno più bello, quello di sederci tutti con fiducia alla stessa tavola, senza la vergogna di sapere che gli assassini di coloro di cui sentiamo la mancanza non ricevono il giusto castigo (da Il potere dei sogni).
  • Sogniamo che un altro mondo è possibile e realizzeremo quest’altro mondo possibile (da Il potere dei sogni).
  • Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo. (da Il potere dei sogni).
  • Il cacciatore deve essere sempre un po’ affamato, perché la fame rende più acuti i sensi. (da Il Vecchio che leggeva romanzi d’amore).

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  • È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile. (da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare).
  • Disgraziatamente gli umani sono imprevedibili. Spesso con le migliori intenzioni causano i danni peggiori (da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare).
  • «Sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante» miagolò Zorba. «Ah sì? E cosa ha capito?» chiese l’umano. «Che vola solo chi osa farlo» miagolò Zorba (da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare).
  • Un vero ribelle conosce la paura ma sa vincerla (Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza).
  • Un amico si prende sempre cura della libertà dell’altro (‘Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico’).

Luis Sepùlveda figli e moglie

Luis Sepùlveda moglie
Foto da Instagram @stemp.caotico

Se è vero che la letteratura di Luis Sepùlveda attinge dalla vita reale è altrettanto vero che la vita stessa dell’autore ha molto dell’avventura letteraria, in particolare quella sentimentale.

Il nome legato a doppio filo con quello dell’autore è senza dubbio quello di Carmen Yáñez, poetessa che aveva solo diciotto anni quando, dopo già tre anni di relazione, sposò nel 1971 Luis Sepùlveda.

«Avevo 15 anni, lui 18. – racconta Carmen in un’intervista a Repubblica – Scriveva poesie, faceva teatro. Lo portò a casa mio fratello, che era pittore e suo amico. Un anno dopo ci fidanzammo. I miei genitori erano contrari: “Un poeta? Lascia perdere. Un tipo così non ha futuro”. Uscivo con lui di nascosto, i miei vennero a saperlo e mi impedirono di vederlo. Alla fine non ci restò che fuggire, come Romeo e Giulietta. E, subito dopo, era tempo di affrontare “seriamente” la situazione. Avevo appena compiuto 19 anni, ero piccola e magra, sembravo molto più giovane. Ci siamo sposati l’11 settembre del 1971. Undici settembre. Fu il giorno in cui il prete venne a casa dei miei genitori. Perché noi, in chiesa, non ci saremmo mai andati».

I due ebbero un figlio, il piccolo Carlos, ma appena due anni dopo la vita ci mise lo zampino: le divergenze politiche tra i due si facevano sentire e ad allontanarli definitivamente giunse il colpo di stato in Cile.

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Divorziato e vittima di diverse violenze, Luis Sepùlveda fuggì in Germania dove tentò di rifarsi una vita. Una nuova donna, un nuovo matrimonio ma un primo amore impossibile da dimenticare.

Naufragato il secondo matrimonio, lo scrittore ritrovò Carmen, anche lei con un secondo divorzio alle spalle e un secondo figlio, Jorge.

«Tutta la mia vita è stata una storia di re-incontri. Con Lucho fu un ritrovarsi molto romantico ma anche molto teso. Io andai a vivere in Svezia con i miei due figli: quello avuto da lui, Carlo, e il mio più piccolo, Jorge. Venne a cercarmi, non mi trovò. Mi mandò delle rose rosse. Tornò per incontrare il figlio. Aveva una donna in Germania, voleva sposarla. Era passato troppo tempo, eravamo due persone diverse. Divorziammo, da buoni amici. Dopo qualche tempo, cominciammo a comunicare per telefono. Una chiamata, una seconda e un’altra ancora. Ci sentivamo per parlare di Carlo, ma finiva che si restava a chiacchierare per un’ora e mezzo. Mi mandava tutti i suoi manoscritti, ero la prima a leggerli. Credo lo facesse per impressionarmi. E finalmente nell’89, ci trovammo a Göteborg per un simposio. Fu molto triste. C’erano forse troppe aspettative, in realtà parlammo pochissimo: c’era come un grande vuoto tra di noi. Anche lui era strano, silenzioso. Così, ricominciammo a comunicare per lettera. Lettere bellissime, che custodisco ancora».

Passano altri anni. Una mattina, a casa di Carmen squilla il telefono.

«La moglie tedesca. Mi invita in Germania. È sola, mi racconta che Lucho parla solo e sempre di Pelusa. Che ama solo Pelusa. Due giorni dopo arriva lui. E lei si offre di tenermi per una settimana mio figlio Jorge. Così partiamo, io e Luis. Parigi. La città dell’amore».

I due si risposarono nel 2004 per non lasciarsi mai più.

Luis Sepùlveda vita

Luis Sepùlveda poesia
Photo by Valerio Pennicino/Getty Images

Nato a Ovalle (Cile) il 4 ottobre 1949, sotto il segno zodiacale della Bilancia, Luis Sepulveda Calfucura ha origini spagnole: suo nonno era un anarchico andaluso fuggito nell’America del Sud per sfuggire ad una condanna a morte.

Da subito si capisce come la sua vita sia all’insegna dell’avventura e del pericolo: nasce infatti in una camera d’albergo mentre i suoi genitori sono in fuga per motivi politici.

Cresciuto a Valparaiso assieme al nonno paterno e ad uno zio, Luis Sepùlveda già durante i primi anni scolastici, manifesta un grandissimo amore per la scrittura: produce storie e poesie per il giornalino dell’istituto e viene poi una borsa di studio per l’Università Lomonosov di Mosca. La prima esperienza all’estero durerà però poco: dopo i primi mesi verrà espulso per motivi mai completamente chiariti e farà ritorno in Cile.

Preso il diploma come regista teatrale, lavora ad alcuni allestimenti ma continua sempre a scrivere racconti.

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Militante del Partito Socialista, Luis Sepùlveda viene arrestato a seguito del colpo di Stato di Pinochet. Per sette mesi venne torturato e recluso in una minuscola cella, da cui uscì solo grazie alle pressioni di Amnesty International.

Poco tempo dopo viene nuovamente incarcerato a causa delle sue opere teatrali, specchio delle sue idee politiche. In questa seconda occasione, condannato inizialmente all’ergastolo, venne poi esiliato per otto anni (di cui due trascorsi in carcere).

Iniziò così il girovagare per il mondo di Luis Sepùlveda. Brasile, Paraguay, Ecuador e poi Nicaragua e infine l’Europa, ad Amburgo.

Dopo aver vissuto a lungo in Francia, ha finalmente potuto fari ritorno in Cile.

Dal 1996 si è però trasferito a Gijon, nelle Asturie, in Spagna dove la sua vita si è conclusa, legando il nome di Luis Sepùlveda a una nuova grande battaglia dell’uomo, quella contro il Coronavirus.