Coronavirus cura | AIFA autorizza la sperimentazione con la colchicina

Coronavirus cura, l’AIFA ha dato il via libera ad un nuovo studio sperimentale su oltre 300 pazienti a base di un farmaco già ampiamente conosciuto: la colchicina

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Coronavirus cura, un nuovo passo in avanti potrebbe arrivare da una sperimentazione scientifica autorizzata ufficialmente nelle scorse ore dall’AIFA. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il via libera ad uno studio coordinato dall’Azienda Ospedaliera di Perugia che utilizza farmaci a base di colchicina.
Si chiama COLVID-19 e dovrà testare l’efficacia, oltre che la sicurezza della colchicina. Un farmaco che in realtà in medicina è già utilizzato nei disturbi derivanti da una patologia auto-infiammatoria ma anche nella gotta. Il passo successivo sarà provare la sua efficacia anche sui pazienti che invece manifestano i sintomi da Covid-19.

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Un esperimento portato avanti in Umbria ma in realtà che raggruppa SIR (Società Italiana di Reumatologia) e AIPO (Associazione italiana Pneumologi Ospedalieri). Con loro anche la
Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT). Al centro diversi pazienti che manifestano sintomi di polmonite e una grave carenza di saturazione dell’ossigeno. Per questo hanno bisogno di assistenza medica in ospedale.
Lo studio sarà portato avanti su 308 pazienti con sintomi importanti, divisi in due gruppi equi. In pratica 154 proseguiranno il trattamento normale. Invece gli altri 154 saranno trattati con colchicina in aggiunta all’attuale terapia. La dose prevista è pari a 0,5 mg di colchicina tre volte al giorno se il peso del paziente è inferiore a 100 kg. Invece 1 mg due volte al giorno se il peso supera i 100 kg.

Coronavirus, oltre alla colchicina sono 10 le sperimentazioni autorizzate in Italia

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Ma potrebbe funzionare il trattamento alla colchicina per guarire dal Corionavirus? La sperimentazione dovrà stabilire proprio questo, oltre ad eventuali effetti collaterali dei farmaco. Lo ha spiegato Francesco Ferrara, farmacista ospedaliero della USL Umbria 1 di Perugia, ad Aboutpharma: “L’idrossiclorochina ha provocato, secondo alcuni studi in Francia, anche arresti cardiaci e morte per la sua bassa manegevolezza a certe dosi.

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Sulla colchicina invece questo discorso è ancora da sviluppare,la dose giusta si capirà con i trial”.
Sono complessivamente dieci fino ad oggi le sperimentazioni già autorizzate dall’AIFA sul territorio nazionale. In stretto ordine cronologico, dalla più recente, sono
11/04/2020 – COLVID-19 Studio randomizzato sull’utilizzo di colchicina
09/04/2020 – SOLIDARITY Studio randomizzato OMS
08/04/2020 – Hydro-Stop – somministrazione precoce di idrossiclorochina

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30/03/2020 – Tocilizumab 2020-001154-22 (tocilizumab)
27/03/2020 – RCT-TCZ-COVID-19 (tocilizumab)
26/03/2020 – Sarilumab COVID-19 (sarilumab)
25/03/2020 – Sobi.IMMUNO-101 (emapalumab/ anakinra)
22/03/2020 – TOCIVID-19 (tocilizumab) Istituto Nazionale

AIFA
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Tumori, IRCSS, Fondazione G. Pascale di Napoli
11/03/2020 – GS-US-540-5773 (remdesivir)
11/03/2020 – GS-US-540-5774 (remdesivir)

 

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