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Il decreto scuola spiegato con semplicità: esami, bocciature e altro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:30
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Decreto scuola, che cosa c’è da sapere? Esami, promozioni, insufficienze, obblighi della didattica a distanza e inizio del nuovo anno scolastico.

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E’ entrato in vigore il 9 aprile 2020 il decreto con le “misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato”.

Il così detto “decreto scuola” cerca di fissare parametri chiari e puntuali per concludere nel miglior modo possibile l’anno scolastico in corso, segnato irrimediabilmente dall’emergenza Coronavirus, e per poter poi ripartire al meglio il prossimo settembre.

Quali sono allora questi parametri? Cerchiamo di chiarirli insieme nel modo più semplice e puntuale possibile.

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Decreto scuola spiegato passo passo

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Il decreto prevede essenzialmente due scenari e, in base ad essi, fornisce gli strumenti più adeguati per affrontarli al meglio.

Il primo prevede una riapertura prima della fine dell’anno scolastico, il secondo rimanda la pratica a settembre.

Vediamo ora nel dettaglio che cosa dovrebbe accadere nella pratica.

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  • Valgono tutti i voti ricevuti durante l’anno scolastico, inclusi quelli acquisiti durante la didattica a distanza
  • Nel caso di rientro a scuola il 18 maggio – L’esame di terza media andrà incontro a una cariante più semplificata, con l’eliminazione di una o più prove, mentre l’esame di maturità verrà svolto con una commissione completamente interna e un presidente esterno (a differenza del classico esame la materia per la seconda prova sarà decisa dalla commissione e non dal Ministero dell’Istruzione)
  • Nel caso in cui non si rientrasse a scuola a maggio – L’esame di terza media consisterà nell’elaborazione di una “tesina” mentre l’esame di maturità consisterà in un’unica prova orale da svolgere on line
  • Tutti saranno promossi (ma eventuali lacune saranno poi recuperate all’inizi dell’anno successivo, come spiegato nel prossimo punto) o, a seconda dei casi, ammessi all’esame finale. Solo quest’ultimo è oggetto a eventuali bocciature.
  • Non ci saranno rimandati ma il Ministero deve ancora decidere se eventuali debiti andranno recuperati con corsi specifici a partire da settembre
  • La didattica a distanza è obbligatoria per tutti gli istituti
  • L’inizio del prossimo anno scolastico è fissato al primo settembre

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Una scuola dunque che affronta la pandemia cercando di puntare su un profilo completo degli studenti, mettendo al centro la valutazione dell’intero percorso di studi, e che punta sul digitale, suonando docenti e studenti a dare il meglio di sé nella didattica a distanza.

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Così si concluderà l’anno scolastico in corso e si cercherà intanto di organizzare al meglio quello che verrà, confidando che, insieme a tutto il Paese, anche la scuola possa