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Coronavirus | Il team che clonò la Pecora Dolly potrebbe avere la cura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:03
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La cura per il Coronavirus potrebbe arrivare grazie a un’idea del team di scienziati che anni fa portò a termine la prima clonazione di un animale. La ricerca è già partita.

L’idea alla base di un vaccino è di iniettare in un organismo sano una piccola percentuale di agenti patogeni, in maniera che in via del tutto naturale l’organismo produca gli anticorpi necessari a sconfiggere la malattia senza sviluppare i sintomi della malattia stessa (o al massimo sviluppando solo quelli più lievi).

La produzione del vaccino per il Coronavirus è ancora in fase di studio, e gli esperti sostengono che prima di un anno sarà letteralmente impossibile pensare di arrivare alla formulazione di un vaccino efficace. Le cose si complicano ulteriormente se si pensa che il Coronavirus potrebbe essersi evoluto, sviluppando diversi ceppi virali nelle varie aree del mondo. Pertanto, un vaccino utile in Cina potrebbe non funzionare in Italia a causa del fatto che l’epidemia cinese e quella italiana potrebbero essere state causate da due diverse variazioni del virus di partenza.

Proprio a causa della lunghezza dei tempi di produzione del vaccino, il team che clonò la Pecora Dolly ha deciso di tentare una strada diversa per trovare una possibile cura per il Coronavirus.

La cura per il Coronavirus secondo il team della Pecora Dolly

Cura coronavirus
(Foto: Pixabay)

L’idea di base del team di scienziati che clonò Dolly è assolutamente semplice (in teoria): prelevare gli anticorpi da volontari giovani e sani per “passarli” a coloro che, essendo stati infetti dal virus, non sono ancora riusciti a guarire oppure hanno scarse possibilità di guarire (si pensi ai soggetti a rischio come anziani e immunodepressi).

Questa pratica medica è stata già messa in campo per combattere alcune forme tumorali e sembra che abbia avuto successo.

“Il punto di svolta nella lotta contro l’infezione virale è quello di sviluppare qualcosa che attacchi le cellule infette risparmiando le cellule sane” ha spiegato Brian Kelly, responsabile del team.

La notizia è stata riportata pochissimi giorni fa (il 5 Aprile) dal quotidiano britannico Daily Star nella sua edizione stampata.

Naturalmente la notizia è stata ripresa moltissimi siti web: questo non significa che il team della pecora Dolly abbia già in mano la cura o che sia certo di riuscire a curare i malati di Covid – 19 con questa strategia. Ancora una volta, esattamente come per la produzione del vaccino, o come per la messa a punto del protocollo per il trattamento farmacologico, si tratta di attendere che le ricerca faccia il suo corso.

Fino ad allora la misura più efficace per contenere il rischio sanitario ed evitare che le strutture ospedaliere nazionale continuino a essere sotto pressione è ancora la quarantena.

CORONAVIRUS che fare
Foto da AdobeStock

In merito alla durata della quarantena il Vice Presidente della Sanità ha dichiarato nelle scorse ore che la totale normalità potrebbe tornare soltanto quando gli scienziati avranno trovato il vaccino. Prima di allora, le misure di sicurezza dovranno rimanere alte e dovranno essere rispettate.

PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO: Ultime notizie sul Coronavirus

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