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Coronavirus | Borrelli avverte “Niente feste di Pasqua e Pasquetta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:07
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Angelo Borrelli teme la reazione della popolazione italiana nelle feste di Pasqua, che potrebbero trasformarsi in un incubo per il contagio da Coronavirus.

A destare la grande preoccupazione del Capo della Protezione Civile Italiana sono alcune notizie che stanno arrivando dalla Sicilia e probabilmente da altre località del Sud Italia.

Sembrerebbe infatti che la pazienza degli italiani e la loro capacità di sopportazione della quarantena sia ormai dando i primi segni di cedimento e che qualcuno sia già pronto a organizzare le classiche gite fuori porta in occasione di Pasqua e di Pasquetta. 

Ecco perché, secondo Angelo Borrelli, si tratta di un comportamento irresponsabile completamente da evitare.

Perché Angelo Borrelli teme le feste di Pasqua in relazione al Coronavirus?

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Borrelli, capo della Protezione Civile – Foto Instagram da https://www.instagram.com/p/B99vKOSluPS/

Il Modello Italia, come sta venendo chiamato in questo periodo, si basa principalmente sul contenimento del contagio attraverso la pratica del distanziamento sociale, ovvero del mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro se non si appartiene allo stesso nucleo familiare.

Naturalmente l’impossibilità di uscire diventa più faticosa da sopportare di settimana in settimana e, specialmente nel Sud Italia, pare si stiano già organizzando feste di Pasqua scampagnate di Pasquetta per rispettare la tradizione anche al tempo del Coronavirus.

Attualmente le misure di contenimento stanno dando dei segnali positivi: in questi ultimi giorni è stato annunciato che il picco dell’epidemia in Italia è stato finalmente raggiunto e che, dopo alcuni giorni di stabilizzazione, il numero di contagi dovrebbe cominciare a calare gradualmente fino a essere sempre più prossimo allo zero.

Fino a quel momento, ha spiegato ancora una volta Angelo Borrelli, è fondamentale mantenere le buone pratiche che hanno permesso di raggiungere gli obiettivi ottenuti finora.

“Riavvicinarsi” ad amici e parenti in occasione della Pasqua permetterebbe al virus di diffondersi di nuovo e metterebbe di nuovo sotto grandissima pressione il nostro servizio sanitario nazionale, che solo negli ultimi giorni sta cominciando a tirare un piccolissimo sospiro di sollievo.

Il dilemma delle passeggiate con i bambini

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Fonte foto: Istock

Un altro punto all’ordine del giorno, sul quale le autorità stanno cercando in ogni modo di fare chiarezza è la possibilità di passeggiare con i bambini, anche con quelli veramente molto piccoli, per alleviare un po’ la loro sofferenza per la quarantena.

Nonostante si stiano rincorrendo molte voci contrastanti, il Presidente della Società Pediatrica Italiana sta sostenendo la necessità di tenere i bambini in casa il più possibile, soprattutto i bambini molto piccoli.

Questo perché è vero che il contagio dei bambini è molto più raro e rispetto a quello degli adulti o degli anziani, ma non si hanno ancora dati certi in merito. Esporre i bambini inutilmente al rischio sarebbe quindi un atto di enorme irresponsabilità da parte dei genitori.

A essere assolutamente autorizzati a compiere le loro passeggiate terapeutiche sono per ora i bambini affetti da autismo, che traggono enorme giovamento clinico dall’uscire all’aria aperta. A tutti gli altri il Governo ha assicurato la possibilità di portare i bambini con sé mentre si va a fare la spesa o mentre si esce per commissioni strettamente necessarie (le uniche in virtù delle quali è possibile attualmente lasciare il proprio domicilio). Questo però, come ha ribadito il Presidente del Consiglio, non dev’essere interpretata come la possibilità di portare i bambini a passeggio.

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