Coronavirus | In Belgio un gatto è stato infettato dal suo padrone

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Un gatto infettato dal Coronavirus in Belgio ha riacceso la preoccupazione sulla trasmissione del contagio. Ecco quello che sappiamo finora sul caso del primo gatto positivo al Coronavirus.

In un momento in cui il contatto fisico con le altre persone è diminuito drasticamente a causa delle disposizioni di legge, la compagnia degli animali domestici era stato un vero e proprio toccasana per mantenere alto l’umore di moltissime persone in tutto il mondo.

Uno dei motivi per cui nessuno aveva paura di rimanere in contatto con i propri animali è che, fino a oggi, da ogni parte si diceva che il contagio uomo – animale era praticamente impossibile.

A cambiare radicalmente le cose è il caso del gatto di un uomo che vive in Belgio e che è stato trovato positivo al virus.

Il primo gatto infettato in Europa dal Coronavirus

gatto coronavirus
(Foto: Pixabay)

A scoprire per primi il caso del gatto infettato dal padrone sono stati i medici della facoltà veterinaria di Liegi in Belgio. I medici hanno infatti rilevato i sintomi del Coronavirus in un gatto che aveva sviluppato quella che a livello generico era definibile come un’infezione.

Dopo aver appreso che il padrone del gatto era un uomo che era stato trovato positivo al virus, i medici veterinari di Liegi hanno deciso di eseguire ulteriori accertamenti sullo sfortunato gatto domestico, scoprendo così il primo caso accertato di contagio umano – animale durante la pandemia di Coronavirus.

Stando a quanto hanno affermato i medici belgi per far sì che avvenga il contagio è necessario un contatto prolungato e ravvicinato tra uomo e animale, cioè esattamente quel tipo di contatto che in genere i padroni di gatti instaurano con il proprio amico felino.

Tuttavia dal Belgio arriva una forte rassicurazione: “Si tratta di un caso isolato, non è la regola” ha spiegato il portavoce del Ministero belga della Sanità.

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Rassicurazioni a parte, però, in Belgio il governo ha deciso di diffondere una serie di consigli per la prevenzione del contagio anche dai padroni agli animali domestici, al fine di evitare che gli stessi animali possano soffrire conseguenze simili a quelle contro cui stanno combattendo gli umani di tutto il mondo.

“Non c’è ragione di credere che gli animali possano essere vettori dell’epidemia” ha concluso il portavoce Emmanuel Andre.

cane coronavirus
(Foto: Pixabay)

C’è da specificare che, come ha spiegato il virologo Steven Van Gucht, quello del gatto belga è il primo caso europeo, ma in Hong Kong sono stati individuati negli scorsi mesi due cani contagiati dal Coronavirus. Troppi pochi casi per parlare di una “regola”, ma le eccezioni (almeno quelle accertate) a livello mondiale sono già tre, e in Cina sono già stati registrati episodi di psicosi, con animali domestici gettati dalle finestre.

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