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Coronavirus | Violenza sulle donne in aumento, una app per salvarle

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:34
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La violenza sulle donne durante il Coronavirus è stata dichiarata dal governo una vera e propria “emergenza nell’emergenza”. Ecco gli strumenti che il governo sta attivando per proteggere le donne che vivono in Italia.

Violenza sulle donne coronavirus
(Fonte: Pixabay)

La quarantena volontaria può trasformarsi in un vero e proprio incubo all’interno di quelle famiglie in cui si consumano periodicamente episodi di violenza.

Il nucleo familiare viene infatti costretto, in queste settimane, a una convivenza forzata per la totalità del giorno, in uno stato di altissimo livello di nervosismo causato dalla situazione di incertezza che l’Italia e il resto del mondo stanno attraversando.

Questa situazione esplosiva sta mettendo in pericolo il benessere fisico ed emotivo di moltissime donne, dal momento che la stragrande maggioranza degli episodi di violenza domestica vede come vittime proprio donne e bambini.

Impossibilitate a “fuggire” dalla presenza costante della persona violenta di cui sono vittime, moltissime donne si trovano letteralmente in trappola e, più lunga sarà la quarantena, più gravi saranno i danni fisici e psicologici che dovranno sopportare.

Il governo italiano ha già messo in atto una campagna di sensibilizzazione attraverso spot pubblicitari che saranno diffusi dalle reti televisive nazionali durante tutto il periodo della quarantena ma sono anche stati messi a punto degli strumenti tecnologici attraverso cui le donne potranno chiedere aiuto psicologi e assistenti sociali.

Una App contro la violenza sulle donne durante il Coronavirus

Coronavirus violenza sulle donne
(Fonte: Pixabay)

Tutto è cominciato in Cina: durante il periodo della quarantena imposto a Wuhan e nelle altre zone colpite dal Coronavirus, la Cina ha registrato un’impennata di violenze domestiche sulle donne, addirittura femminicidi e, nei casi migliori, di divorzi.

L’insieme di questi dati lasciava presagire già da settimane che la stessa situazione si sarebbe ripresentata in tutti i Paesi in cui sarebbe stata imposta la quarantena, dal momento che le dinamiche sociali e familiari sono estremamente simili in ogni angolo del globo.

Prendendo atto della gravità della situazione, le attiviste per i diritti delle donne Fabrizia Giuliani e Andrea Catizone, hanno scritto al Premier Conte una lettera in cui portavano l’attenzione del governo su questo specifico problema, invocando l’aiuto delle istituzioni verso quelle donne che stanno affrontando un momento durissimo della loro vita.

L’appello è stato diffuso in rete e sottoscritto da oltre 500 donne, tra cui Laura Boldrini, Cristina Comencini e moltissime altre.

Le misure di prevenzione attivate dal governo sono mirate a dare alle donne strumenti diversi dal solito per denunciare le violenze.

Da anni è infatti attivo il numero 1522 contro la Violenza sulle Donne. Si tratta di un numero a cui ogni anno arrivano moltissime chiamate di donne che approfittavano di un momento di assenza di altre persone o di lontananza del proprio aguzzino per chiedere il sostegno di psicologi e istituzioni.

Il problema è che in queste settimane le chiamate al 1522 sono diminuite drasticamente: si tratta di un silenzio terribilmente preoccupante, perché significa che le donne hanno completamente perso la propria libertà e non riescono nemmeno a rubare pochi minuti per chiedere aiuto.

Per questo motivo è stata lanciata una App da scaricare sul proprio smartphone e grazie alla quale è possibile chattare con il personale del Telefono Rosa che risponde normalmente al 1522. Scrivere messaggi in una chat è un’attività silenziosa e discreta, molto più difficile da individuare rispetto a una telefonata: proprio per questo motivo potrà essere utilizzata più liberamente dalle donne che ne hanno bisogno, in qualsiasi momento della giornata: la chat è attiva 24h su 24.

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