Coronavirus | Ultima telefonata tra una figlia e la mamma ricoverata

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Il drammatico e commovente racconto della video telefonata, “probabilmente l’ultima”, tra una figlia e la mamma ricoverata fatto via Facebook da un’infermiera

infermiere coronavirus
Foto da Instagram @ospedalebambinogesupaginafan 

Dottori coraggiosi, infermieri eroi, storie di grande solitudine e di grande solidarietà: questo periodo segnato dalla pandemia Coronavirus è denso di controversie, sentimenti contrastanti e storie di ogni genere, dalle più nobili alle più spregevoli.

Ricordiamo ancora come all’inizio dell’epidemia rimassimo sconvolti dal donna che sputò in faccia a una commessa in seguito a una lite e come ci siamo commossi per la lettera che la piccola Noemi a dedicato alla polizia.

Oggi però vogliamo parlarvi di un’altra Noemi, un’infermiera che aggiunge un preciso tassello a questo puzzle di storie, sentimenti contrastanti e tanta emotività che si sta rivelando essere la lotta contro il Coronavirus.

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L’ultima telefonata di una madre a sua figlia

infermiera terapia intensiva
Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images

Noemi Bonfiglio, infermiera della Terapia intensiva dell’ospedale Martini di Torino, è una delle molte esponenti del sistema ospedaliero italiano che in queste settimane si stanno trasformando per i cittadini in veri e propri eroi.

Il nome di Noemi è in particolare divenuto famoso  in seguito alla pubblicazione di un lungo post sulla sua pagina Facebook.

Quello dell’infermiera è un vero e proprio racconto, una narrazione intensa e commovente che racconta quella che, con molta probabilità, è stata l’ultima telefonata tra una donna ricoverata e sua figlia.

Un racconto che non solo tocca le più profonde corde dell’animo umano ma che, in conclusione, ci spinge anche a una riflessione quantomai importante di questi tempi.

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“20:30 del 23 marzo 2020…
“Signora, facciamo una videochiamata con sua figlia? vediamo se risponde!”
Squilla il telefono ed ecco, dall’altro lato della fortocamera, l’immagine di una figlia con occhi lucidi che finalmente, dopo giorni di ricovero, rivede la sua mamma in un letto di ospedale, accerchiata da operatori sanitari completamente bardati fino a non poterne scorgere neanche il viso, un monitor che suona di continuo, un casco in testa che non permette di parlare, un respiro difficile e affannoso, la stanchezza dovuta alla malattia… e dall’altro lato si odono parole dolci e tristi, leggere e pesanti allo stesso tempo: “sei sempre stata una guerriera mamma, non mollare mai, siamo tutti con te!” Ed io lì accanto, dietro la mia mascherina a provare brividi e lacrime di unica emozione!! Non saprei neanche dire di che emozione si tratti… So solo che non la dimenticherò mai. Probabilmente questa è stata l’ultima volta in cui una mamma ha potuto vedere sua figlia e le ha potuto dire ti voglio bene!!
Non importa chi venga colpito e a quale età, questo virus molto velocemente separa legami fino a spegnerli anche definitivamente.
Non auguro a nessuno di vedere ciò che sto vedendo in ospedale nelle ultime settimane, ma so che se solo fosse possibile far provare a tutti quell’emozione provata durante quella videochiamata, sarebbero in molti a dire quel “ti voglio bene” in più…Sarebbero in molti ad essere più comprensivi col prossimo, non solo con noi infermieri, tanto immeritatamente bistrattati in giorni di pace quanto troppo osannati in giorni di guerra, ma con tutti quanti, dall’impiegato delle poste alla vicina rompiscatole… E sono sicura che sarebbero in molti a cominciare a fare la cosa giusta… E non perché glielo impone un decreto. Sembra una sottile differenza, ma vi assicuro che non lo è.
#iorestoacasa

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Infermieri (Thinkstock)

Ecco dunque la speranza che, come spesso fortunatamente accade, segue i periodi più bui di noi umani: che questo difficile momento ci sia d’insegnamento, proprio come per Noemi lo è stata questa telefonata così speciale.